Volley A2: Silvia Bussoli, una lezione a chi fa sport di squadra, a chi gioca (poco) ma anche ai genitori

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5 aprile 2017

Silvia Bussoli

Silvia Bussoli

PESARO – Seguo lo sport da sempre, scrivo di sport da una vita. Ebbene, in tanti anni di carriera giornalistica, ora al seguito della Scavolini Basket, ora con gli Angels di football americano, ma anche con la Scavolini Baseball e le ragazze della pallavolo, ieri Robur oggi Volley Pesaro, ho avuto la fortuna di conoscere, quindi di raccontare, straordinari campioni, personaggi unici, nel bene ma anche nel male. Raramente mi è capitato di raccogliere unanimità di giudizi – tutti positivi – su un giocatore o una giocatrice. Silvia Bussoli, schiacciatrice della myCicero Pesaro, mi ha regalato questa opportunità. Le sue parole dovrebbero diventare una lezione per chi fa sport di squadra. Magari bisognerebbe leggerle a qualche genitore. Troppe volte, in piccole palestre o in grandi palasport, ho ascoltato parole cattive nei confronti delle compagne o dei compagni dei propri figli.

Silvia è la giocatrice che tutti vorrebbero avere e che tutte le compagne adorano”, mi ha detto la presidente Barbara Rossi.

“Che carina!” è il commento di Silvia.

Modenese (di Pavullo del Frignano, concittadina di Luca Toni, campione del mondo con l’Italia allenata da Marcello Lippi, Germania 2006), 24 anni festeggiati il 22 novembre, quindi nata sotto il segno del Sagittario (gran segno, Silvia), laurea in Scienze Motorie, due stagioni in A2 a Reggio Emilia, altrettante in B1 tra Pinerolo e San Lazzaro di Savena, “Box” – il suo nomignolo risale ai tempi delle giovanili, quando le compagne di squadra abbreviarono così il cognome – è dallo scorso agosto a Pesaro, ama il basso profilo.

“Il nostro è un bel gruppo e io mi trovo bene con tutte. Cerco di essere positiva, sempre, per quanto è possibile. Ma non posso sapere cosa pensano loro di me…”.

Lo ha sintetizzato – usando belle parole – Matteo Bertini, il vostro allenatore: “Silvia è una ragazza molto positiva, sempre, che giochi poco o di più, il suo atteggiamento non cambia. Impossibile non volerle bene“.

“Ho letto… Dette dal tuo allenatore, sono parole che danno un grande piacere. Credo che la positività sia importante, nello sport ma anche nella vita. A volte ci si riesce di più, io cerco di mantenerla in quasi tutti i momenti”.

Tra l’altro non è facile essere sempre positivi quando ci si allena tanto e si gioca poco.

“Ho pensato sempre che anche quando si gioca meno bisogna impegnarsi per migliorare e aiutare la squadra quando ha bisogno del tuo apporto. E’ il compito prioritario della seconda linea. Chi parte dalla panchina deve servire nei momenti di difficoltà, quando la squadra non riesce a fare benissimo. Quando si va in palestra si lavora anche per questo. Ognuna deve avere presente il proprio ruolo all’interno della squadra. Quando Pesaro mi ha voluta sapevo che sarei partita dalla panchina, non posso lamentarmi se gioco poco. Ho lavorato e lavoro per migliorare e farmi trovare pronta se la squadra e l’allenatore hanno bisogno di me. Ovvio che giocare faccia piacere, ma è necessario mantenere una mentalità positiva perché se vengo chiamata in causa devo cercare di fare bene per aiutare le mie compagne, la mia squadra”.

Lei lo fa bene, ora con una battuta vincente, ora con un attacco o una difesa. E con il suo continuo incoraggiamento a chi è in campo. Negli ultimi giorni è stata ripagata prima dall’eccellente prestazione nell’allenamento congiunto con la Battistelli San Giovanni in Marignano, poi dalla prova a Settimo Torinese.

“Magari è stata la mia settimana fortunata…”.

Tanto lavoro, altrettanto merito, non fortuna.

“Il lavoro c’è, non solo il mio. Lavoriamo tutte con grande impegno. I risultati prima o poi arrivano”.

Matteo Bertini ha sottolineato un aspetto molto importante: lei è entrata e ha preso subito un ace, ma ha reagito con grande determinazione, facendosi scivolare addosso l’errore e ha disputato un grandissimo set, l’ultimo, quello che ha deciso la partita e quindi la vostra vittoria.

Silvia Bussoli e Alessia Ghilardi, un solo obiettivo- la squadra

Silvia Bussoli e Alessia Ghilardi, un solo obiettivo- la squadra

“Ci ho provato, per fortuna è andata bene”. Niente fortuna, solo bravura.

Tanta positività… Vediamo se mi riesce di proporle qualcosa di negativo. Siete arrabbiate con voi stesse per avere gettato al vento una possibile vittoria da 3 punti con Soverato? Avendo 2 punti in più, pensi a cosa vi giochereste domenica a Osimo, con la Lardini.

“Eh… osservare che a separarci da Filottrano ci sono 4 punti e sapere che due settimane fa potevamo vincere da 3 e invece abbiamo guadagnato 1 solo punto, lascia un po’ d’amarezza. Però è sbagliato affidarci al senno del poi. Magari, se noi avessimo vinto da 3 punti con Soverato, Filottrano non avrebbe perso a Legnano”.

In effetti, la Lardini è in testa alla classifica per proprio merito, non per grazie ricevuta.

“Assolutamente! Ho grande stima di Filottrano, una squadra veramente forte. Non che Pesaro non lo sia, ma loro hanno fatto un campionato davvero notevole e sono prime meritatamente”.

Vorrete fare di tutto per impedire alla Lardini di festeggiare ancora davanti a voi.

“Senza dubbio. Faremo di tutto perché ciò non avvenga, per rimandare la loro probabile promozione in A1 all’ultima palla della stagione regolare. Ne ho parlato con alcune compagne e ci siamo dette che sarebbe brutto vedere festeggiare Filottrano un’altra volta. Spero che a loro basti la Coppa Italia”.

Anche perché uno dei loro sponsor non fu molto carino con voi quando disse che per farvi vincere una partita avrebbe organizzato un’amichevole a fine stagione.

“Per niente! Furono parole spiacevoli, davvero poco carine. Ricordarle ci darà ulteriori motivazioni. E a mancarci non sono le motivazioni”.

Avete in testa il derby, ma – come ha detto lei – considerate molto probabile la promozione diretta di Filottrano. Voi dovrete inseguirla nei playoff. Ne parlate già, oppure attendete che sia finita la stagione regolare?

“Io sostengo che i playoff siano una realtà a sé, una fase del tutto particolare che si svilupperà anche sull’aspetto mentale, non solo su quello tecnico. Si scenderà in campo più volte in pochi giorni. Noi speriamo e ci auguriamo di non dovere andare in Calabria, anche se la probabilità è alta. Logisticamente, sono trasferte difficili. Per quanto riguarda i possibili fantasmi nell’affrontare eventualmente Soverato, che è un po’ la nostra bestia nera, visto che abbiamo perso entrambe le partite, sono convinta che nei playoff la storia sarà diversa, sia per loro che per noi”.

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