Sigillo d’Ateneo dell’Università di Urbino a Giuseppe Collesi: “un visionario che ha saputo interpretare al meglio la sua terra”

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7 aprile 2017

URBINO  – “Un visionario”, “un personaggio del territorio”. Così Vilberto Stocchi, rettore dell’Università degli Studi di Urbino ha definito Giuseppe Collesi, presidente delle omonime Tenute di Apecchio, nella cerimonia che si è svolta oggi, venerdì 7 aprile, alle ore 12, nell’aula magna del Rettorato, per la consegna del “Sigillo dell’Ateneo” riconoscimento ufficiale dell’Università Carlo Bo che viene conferito a personalità della Cultura, delle Istituzioni e della Società civile.

Un momento emozionante che “ci sprona ancora più a continuare a guardare oltre, a pensare a nuovi progetti senza mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo” ha detto l’imprenditore.

La cerimonia è iniziata con i saluti di Stocchi alle numerose autorità e ai tanti parenti, amici e cittadini di Apecchio che hanno voluto partecipare a un evento “storico” per l’intero borgo. A seguire è stato il discorso del rettore: “Consegnando il nostro riconoscimento a Giuseppe Collesi intendiamo onorare tutti gli operatori che hanno reso questa nostra terra un luogo fertile per le imprese e per la comunità. Con il loro sacrificio, con il loro acume, con la costanza la tenacia e la fedeltà ai saldi principi di una civiltà basata sul lavoro, essi hanno costruito un futuro per le nostre giovani generazioni che erano e sono, purtroppo, sempre più costrette ad abbandonare le loro radici, specie in questo nostro entroterra. Diceva Paolo Volponi, forse l’intellettuale che più ha compreso e interpretato questi luoghi, che la nostra è una Terra di visionari naturalmente nel senso edificante del termine. E allora dell’Umanesimo scientifico che cosa ci rimane? Senz’altro la téchne, la capacità di sapere e saper fare. L’eredità dei luoghi nei quali è stato costruito uno dei primi cannocchiali per Galileo Galilei è una ‘memoria tecnica’ riscontrabile tuttora, come possiamo rilevare in realtà produttive del territorio e in particolare nella meccanica di precisione. Ebbene, anche Giuseppe Collesi può essere definito (e lo è stato sicuramente, all’inizio) un visionario. Uno che dopo aver fatto studi di elettronica, che lascia tutto e si mette in testa di impiantare – in un luogo tra i monti dell’Appennino, lontano dalle grandi vie di comunicazioni – una Azienda che produce distillati e birra, sinora esclusivo patrimonio del nord Italia e dell’Europa, ebbene chi è se non un visionario? Eppure col suo acume, nutrito dei principi trasmessi dai genitori, Collesi ha saputo interpretare al meglio la sua terra, l’ambiente incontaminato che la circonda e i prodotti di qualità che essa elargisce, impiantando una Azienda, nata dalla passione e dalla professionalità di tutti i componenti della sua famiglia e delle maestranze, che è ormai diventata un’eccellenza a livello internazionale, come è testimoniato dai numerosi riconoscimenti“.

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Subito dopo il video realizzato dall’Università di Urbino in cui Collesi ha raccontato il suo percorso è stata la volta della consegna del riconoscimento, assegnato all’imprenditore “che ha saputo costruire sull’azienda paterna una moderna Tenuta che va dalla preparazione di distillati di pregio (un vero e proprio fiore all’occhiello del Made in Italy) alla produzione di una birra che ha saputo in pochi anni imporsi nel mercato internazionale. Utilizzando i prodotti di una terra incontaminata e materie prime di altissima qualità, tra cui l’acqua calcarea del Monte Nerone e l’orzo dei suoi campi, è riuscito a creare un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo” si legge nelle motivazioni.

A concludere la mattinata è stato lo stesso Giuseppe Collesi che, con un discorso emozionato e appassionato ha ringraziato i suoi amici e dipendenti “molti dei quali parte di una squadra perfetta fatta da collaboratori che sanno giocare una partita e compiere, insieme, i passaggi giusti per arrivare al gol. Oggi sono qui con me e a loro va il mio ringraziamento più sentito“.

Una partita iniziata più di un secolo fa, già da quel 1870 che campeggia oggi nel logo dell’azienda e che ricorda lo stemma araldico della famiglia guidata da Fortunato Collesi, bisnonno di Giuseppe, primo sindaco, dopo il podestà, di Apecchio. Un marchio che ancora oggi è leggibile negli affreschi della casa che la famiglia decise di adibire a ristorante: “Di ritorno dai miei studi di elettronica a Città di Castello, facevo il cameriere – ha raccontato Collesi – ma il momento più bello del servizio era quando decantavo le grappe, le celebravo talmente bene che i clienti s’innamoravano del prodotto”. Collesi decise che il suo futuro non era nell’elettronica e, nel 1997, decise di aprire una distilleria: “Mi diedero tutti del pazzo, ‘la grappa è veneta o trentina non di Apecchio!’ mi dicevano”. Caparbio andò avanti, per due anni girò in lungo e in largo l’Italia per visitare stabilimenti e conoscere prodotti. Nel 2000 aprì la distilleria e l’anno successivo iniziò a commercializzarla. Nel 2005 una circostanza particolare segnò la svolta del brand. Le grappe Collesi erano protagoniste di una degustazione, in Senato, dedicata a 40 ambasciatori tra cui quello belga che suggerì a Giuseppe di aprire un birrificio con l’aiuto di un mastro birraio di sua conoscenza. L’esperto arrivò, capì il valore dell’acqua straordinaria del Monte Nerone, vide i terreni dell’azienda agricola di famiglia in cui poter coltivare, direttamente, l’orzo. Il resto è ormai “storia”: Collesi non si è più fermato, ha continuato a investire, assumere, ampliare la produzione fino ai recenti Gin e Vodka Collesi e ai progetti di realizzare una sala sensoriale e una linea dedicata alla cosmesi.

SIGILLO D’ATENEO – Il Sigillo, impresso nel 1588, rappresenta l’elemento identificativo di una delle più antiche e prestigiose Università italiane, ed è stato consegnato in tempi recenti a personalità quali Gehrard Schröder, già Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, Enrico Giovannini, già Presidente ISTAT, Tawakkul Karman, Premio Nobel per la Pace, Martin Schulz, già Presidente del Parlamento Europeo, Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica, Elena Cattaneo, scienziata e Senatore a Vita, Sergio Zavoli, Andrea Camilleri, scrittore, Adam Zagajewski, poeta, Pietro Bartòlo, Dirigente Medico di Lampedusa, Mario Logli, pittore.

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