Guido Mancini ripercorre la “scoperta” del baby prodigio Franco Morbidelli

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11 aprile 2017

PESARO – Il “nostro” Maurizio Bruscolini sulle colonne di corsedimoto.com ripercorre le origini dell’enfant prodige Franco Morbidelli che sta entusiasmando in questo avvio di stagione del campionato mondiale di Moto2. Lo fa attraverso Guido Mancini che ha visto nascere e crescere il “suo” Franco. Articolo che Pu24.it vi ripropone:

Guido Mancini e la foto ricordo del primo test di Morbidelli sulla GP125

Guido Mancini e la foto ricordo del primo test di Morbidelli sulla GP125 (Foto tratta da corsedimoto.com)

Guido Mancini, classe 1938, nel 1977 conquista il titolo di campione italiano della 50cc poi, appeso il cascio al chiodo, nella sua officina pesarese in Via madonna di Loreto inizia a preparare moto. Con la sua TM-Mancini, Loris Capirossi inizia a gareggiare e vince il Trofeo Motosprint, poi da lui arrivano Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Michele Pirro, Franco Morbidelli e Romano Fenati  “solo per citarne alcuni” dice Guido. “Perché qui sono passati in tantissimi, ho vinto anche con la Daniela Tognoli il Campionato Italiano Femminile”.

Mancini ha mille aneddoti da raccontare su questi piloti che, giovanissimi, ha svezzato insegnandogli l’ Abc del “mestiere”. Dopo la seconda vittoria di Morbidelli in Argentina ci racconta il “suo” Franco.

Franco era già noto nell’ambiente perché andava fortissimo con le mini moto” racconta Guido. “E allora io incalzavo suo babbo: perché non lo mettiamo su una mia moto da corsa, una moto vera, una GP? Livio, il babbo di Morbidelli, dopo averci pensato su, mi dette l’ok e quindi organizzammo una trasferta sul circuito di Mores, in Sardegna. Dove, lontano da occhi indiscreti, facemmo debuttare in pista Franco in sella alla mia Mancini 125 da Gp motorizzata Rotax”.

Gesticola Guido mentre racconta, si sistema gli occhiali sul naso e prosegue. “Era così piccolo Franco che, quando si fermava ai box, dovevamo prendere la moto al volo perché faceva fatica ad arrivare con i piedi per terra ma già però ti sapeva dire come andava e cosa gli serviva per guidarla meglio: agonisticamente era molto più grande e maturo dei suoi 11 anni. Suo babbo lo aveva preparato bene”.

Poi a Mores ci tornaste ancora? “Si perché la prima volta fu entusiasmante: Franco aveva dimostrato di saper andare in moto, era andato molto bene senza rischiare e allora pensammo che era il caso di dargli un’altra chance e cercare di capire ilo suo potenziale. La seconda volta ci andammo con una Aprilia 125 che avevo preparato io”.

Esulta Franco Morbidelli (Foto tratta da corsedimoto.com)

Esulta Franco Morbidelli (Foto tratta da corsedimoto.com)

E come andò? “Benissimo, tanto che frantumò il record della pista girando in 55″2” e mostra orgoglioso il quadro con la foto che lo ritrae insieme alla tabella dei tempi a fianco del giovanissimo Morbido in sella alla moto. “Quel giorno in pista era presente anche Alex Gramigni (iridato 125GP nel ’92 con Gilera, ndr) “che rimase colpito dal talento di Franco. E poi ricordo che girava, con una Metrakit GP, anche un altro ragazzino che, oggi, vive anche lui a Pesaro e va forte, Lorenzo Baldassarri. Tornando a Morbidelli, secondo me lui è un fenomeno. Anche come fuori dalla pista mi è piaciuto molto. Come pilota non ho dubbi: sin da piccolo lui viveva per correre e per vincere e quella volta mi ha detto: “Guido io non ho l’ossessione della vittoria, mi preparo per conquistarla e arriverà, quando non so ma arriverà”. E’ arrivata in Qatar!”

Guido Mancini sorride, sornione. “Mentre lui era sul gradino più alto del podio e suonava l’ Inno di Mameli, mi sono commosso. Poi è arrivata di nuovo in Argentina e nel vedere in pista Franco così sicuro di se, così lucido nella gestione gara mi sono detto: Guido ci avevi visto giusto con questo ragazzo”.

2 Commenti to “Guido Mancini ripercorre la “scoperta” del baby prodigio Franco Morbidelli”

  1. SmaneTONER scrive:

    IL GIUSTO TRIBUTO A GUIDO MANCINI GRANDE GUIDIN

  2. BRUSCO 54 scrive:

    Guido e Franco che belli insieme che ricordi con Livio Franco e Guido che fortuna fare il giornalista

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