Pasqua fuoricasa all’insegna dell’ottimismo

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13 aprile 2017

il ristorante La Giara pieno di appassionati e  musicistiPESARO – Pasqua fuoricasa all’insegna dell’ottimismo.

I dati Fipe:

presenze in crescita dell’1,5%
• 1 ristorante su 4 quest’anno non servirà agnelli e capretti
• Le festività a primavera inoltrata favoriscono previsioni positive: per il pranzo della domenica al ristorante si prevedono 3,7 milioni di clienti, in crescita rispetto al 2016
• Prevale il menù a pacchetto (71,8%) composto in media da 6 portate ad un prezzo medio di 50 euro. Permane nelle proposte un forte legame con la tradizione (67,1%) ma crescono i ristoranti “lamb free” (1 su 4), con prodotti bio e a filiera corta (40%).

• Ben il 30,4% dei locali proporrà menù specifici per i bambini ad un prezzo medio di 22 euro
• Trionfo delle prenotazioni via mail e online (72,7%) rispetto alla classica telefonata


Pasqua alta, alto l’ottimismo. Questo il quadro evidenziato dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi e condiviso dalla Associazione Ristoratori-Confcommercio che prevede per le giornate del 16 e 17 aprile un incremento delle presenze nei ristoranti del Belpaese dell’1,5% rispetto al 2016. “Un risultato soddisfacente – commenta Marco Arzeni Segretario di Fipe-Confcommercio provinciale – favorito dal calendario di quest’anno che posiziona le festività pasquali a primavera inoltrata, in un periodo di gite fuoriporta. Tra i dati più interessanti emersi dalle rilevazioni dell’Ufficio Studi si segnala la crescente attenzione riservata a proposte di menù a filiera corta, con prodotti biologici e stagionali, che quest’anno riguarderanno ben il 40% dei ristoranti, insieme ad una maggiore sensibilità verso menù in cui si farà a meno di piatti a base del tradizionale agnello, anche se nel nostro territorio le tradizioni sono molto sentite anche a tavola “. 

I dati per il giorno di Pasqua

La Pasqua “alta” genera fiducia nei ristoratori. Quest’anno i ristoranti in attività saranno il 92,6% del totale contro il 91,2% dell’anno scorso, e il maggiore ottimismo si traduce in un saldo positivo (+2,6%) tra ristoratori ottimisti (14,3%) e pessimisti (11,7%) sulla clientela da servire per il pranzo di Pasqua. Per il pranzo di domenica 16 aprile si prevedono 3,7 milioni di clienti, in aumento dell’1,5% sul 2016.
Per quanto riguarda la tipologia di clientela, circa il 45% delle persone che pranzeranno fuori casa sono turisti, principalmente italiani.
Per quanto riguarda il menù a Pasqua prevalgono le proposte a pacchetto (71,8% del totale), composto indicativamente da 6 portate ad un prezzo medio di 40/50 euro, in lieve aumento sul 2016. La spesa prevista, prendendo quel prezzo come riferimento, è di 182 milioni di euro. Particolare attenzione verrà riservata inoltre a bambini e famiglie: ben il 30,4% dei ristoranti propone menù ad hoc per i più piccoli ad un prezzo medio di 22 euro. Parlando nello specifico delle tipologie di piatti, il menù tipo si caratterizza per un forte legame con la tradizione (67,1%), con piatti tipici del periodo pasquale, anche se quest’anno si segnala la crescita dei ristoranti che non serviranno piatti a base di agnello e capretto (1 su 4). Ampio spazio sarà dato anche a menù a filiera corta e con prodotti biologici (40%). Per 1 ristorante su 3 infine i menù saranno contraddistinti da reinterpretazioni creative della gastronomia locale. 

I dati per il giorno di Pasquetta

Per lunedì 17 aprile Fipe prevede che 8 ristoranti su 10 saranno aperti, in leggero aumento rispetto al 2016. Tuttavia, nonostante le previsioni meteo non siano del tutto favorevoli, i ristoratori , consapevoli che a Pasquetta prevale la classica gita fuoriporta fanno previsioni meno favorevoli rispetto all’anno scorso.
Si attendono indicativamente 2,7 milioni di clienti con un lieve decremento (-0,6%) sul 2016, dovuto con tutta probabilità alla maggiore propensione alla gita fuoriporta data la primavera inoltrata.
Venendo alla tipologia di clientela, il Lunedì dell’Angelo il ristorante è meta soprattutto di turisti, sia italiani che stranieri, mentre i “locali” rappresentano circa il 42% del totale.
Per quanto riguarda il menù, le proposte all inclusive riguarderanno 1 ristorante su 4 ad un prezzo medio di 30/40 euro. La spesa attesa, considerando il prezzo del menù tutto compreso, è di 108 milioni di euro.
Per una Pasqua amica dell’ambiente e rispettosa del valore del cibo Fipe ricorda a tutti i clienti dei ristoranti che in caso di cibo e bevande non consumate interamente è giusto portarle a casa chiedendo al ristoratore la family bag.
E per chi a Pasqua resterà a casa, la Fipe dà alcune semplici indicazioni da seguire per feste sostenibili e senza sprechi:
• Acquistare prodotti di stagione: sono più buoni e questa è una valida ragione per ridurre il rischio che finiscano nella spazzatura.
• Scegliere le ricette della tradizione: consentono un uso più versatile del prodotto.
• Scrivere il menu, non tenerlo a mente: è un modo efficace per avere una visione d’insieme della quantità di cibo che verrà servita evitando di concentrarsi su ogni singola portata.
• Pesare il prodotto: un valido metodo per assicurarsi equilibrio tra prodotto utilizzato e fabbisogno dei commensali.
• Congelare rapidamente il prodotto avanzato: con piccoli elettrodomestici per uso domestico è possibile allungare la conservazione del cibo avanzato fino a 10 giorni.
• Riutilizzare le eccedenze: la colomba, ad esempio, può essere utilizzata come pan di spagna per la zuppa inglese o per il tiramisù. Anche le uova di cioccolato possono diventare gustosi ingredienti in tante ricette.

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