Volley A2, due controlli antidoping in 7 giorni a Tifanny. Sorteggio sfortunato o accanimento? La Fipav cancelli i dubbi

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18 aprile 2017

TifannySu Tifanny Pereira de Abreu ho espresso più volte un parere inequivocabile: ritenevo, e continuo a ritenere che l’autorizzazione concessale sia figlia di una norma troppo permissiva, di una procedura quanto meno dubbia. Non per colpa della Fipav, ancor meno dell’atleta.

Oggi, però, da laico attento ai diritti di tutti, non esito a condividere una dichiarazione firmata dalla Golem Software Palmi, la squadra che ha ingaggiato Tifanny, peraltro spiegandola con una dichiarazione a dire poco singolare dell’allenatore Giangrossi: “Non sapevo chi fosse, meno che meno conoscevo il suo passato…”.

E chiedo alla Fipav di fare chiarezza sulle parole della società calabrese:

“Dopo anni (a memoria nostra) senza alcun controllo nella nostra categoria, ne arrivano due in sette giorni, senza alcun sorteggio (il nuovo regolamento lo prevede), ma consecutivi e alla stessa atleta”.

Ovviamente, l’atleta controllata è Tifanny.

Ora, nel regolamento Fipav per i campionati in corso non ho trovato alcun riferimento sulla normativa antidoping. Mi fido, dei racconti ricevuti e di un regolamento precedente:

“…Nel locale adibito al controllo antidoping, il rappresentante della Federazione Italiana Pallavolo procede all’individuazione degli atleti da sottoporre al prelievo; in caso di sua assenza, l’Ispettore Medico effettua tutte le operazioni intestate al rappresentante medesimo. La designazione di due atleti per squadra avviene per sorteggio effettuato a cura del Rappresentante Federale con gli ufficiali di gara prima dell’inizio dell’incontro sulla base delle liste presentate dalle squadre. Di tutte le operazioni di sorteggio viene redatto verbale da parte del Rappresentante Federale. Il Rappresentante Federale notifica, quindi, alle squadre i nominativi degli atleti sorteggiati prima della fine dell’incontro. Possono essere sottoposti a controllo anche gli atleti espulsi o ritiratisi nel corso della gara, e quelli che l’ hanno abbandonata per un infortunio tale da non richiedere l’immediato ricovero ospedaliero…”.

Ora, che da zero controlli antidoping (“perché troppo costosi” ci ha spiegato un addetto ai lavori) a due in sette giorni, sorge un dubbio… Che diventa ancora più forte venendo a conoscenza che a essere sottoposta a doppio controllo è stata Tifanny. Che – su 11 atlete a referto con Soverato e Legnano – aveva lo 0.09 per 100 di probabilità di essere sorteggiata. Però, che clamorosa combinazione. Contro Soverato lei, a Legnano ancora lei…

Ma non sarà che… A pensare male si fa peccato, ma ci si prende, soleva dire Giulio Andreotti, soprannominato Belzebù da Bettino Craxi. Qui si ha la certezza che con Tifanny ci hanno preso.

Un passo indietro: quando lei ha presentato domanda di giocare da donna, avendo cambiato sesso, non più Rodrigo Pereira de Abreu, ma Tifanny, anziché seguire il protocollo IOC Consensus Meeting on Sex Reassignment and Hyperandrogenism November 2015, come da email spedita dall’ufficio stampa del Comitato Olimpico Internazionale (Ioc) a chi scrive, si è scaricata la questione sulla Fivb (Federazione Internazionale di Pallavolo, che candidamente ha informato il vostro cronista che “Tifanny poteva giocare in quanto in possesso del passaporto brasiliano che ne attesta il sesso femminile”, salvo poi, dopo poche settimane, stabilire che la decisione doveva essere presa dalla Fipav, Federazione Italiana Pallavolo. Che ha autorizzato Tifanny a giocare nel campionato di serie A2. Lo ha fatto – siamo convinti – in base al controllo degli esami clinici a cui si è sottoposta per un anno la brasiliana.

Se è così, perché questo accanimento nei suoi confronti? O è solo un sorteggio sfortunato, due volte in sette giorni?

Esprimendo a Tifanny Pereira de Abreu la mia solidarietà, è troppo chiedere alla Fipav di spiegare perché due controlli in sette giorni e addirittura alla stessa giocatrice?

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