La tragica morte di Michele Scarponi, il ciclista che pedalava con il pappagallo. Servono norme forti per tutelare tutti i ciclisti

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22 aprile 2017

Ciao Michele, vogliamo ricordarti così, pedalando e con la tua bella maglia (dalla pagina Facebook del grande ciclista di Filottrano)

Ciao Michele, vogliamo ricordarti così, pedalando e con la tua bella maglia (dalla pagina Facebook del grande ciclista di Filottrano)

Volevo scrivere di volley, di sport giocato, delle attese per gara 3 tra la Delta Informatica Trentino e la Battistelli San Giovanni in Marignano… Ma come si fa a scrivere di sport quando il cuore è gonfio di dolore per la morte di uno sportivo amato da tutti: Michele Scarponi “… el ciclista che entrenaba con un loro”. Lo ha scritto El Mundo Deportivo, quotidiano sportivo di Barcelona, raccontando che Michele s’allenava con un pappagallo, e aggiungendo: “El carattere bromista del italiano le hizo convertirse en uno de los corridores mas queridos del peloton”. “Il suo carattere burlone ne ha fatto uno dei corridori più amati del gruppo”.

Vero, era molto amato Michele Scarponi, investito e ucciso stamattina mentre s’allenava sulle strade di Filottrano.

Il dolore diventa rabbia, non perché la vittima sia stato un ciclista molto conosciuto e amato. Una rabbia che nasce dalle uscite in bicicletta, in mountain bike, verificando giorno dopo giorno che i ciclisti rischiano la vita a ogni incrocio, a ogni rotatoria, anche sulle piste ciclabili. Chi scrive ha perso l’uso della spalla sinistra per un maledetto incidente causato da chi non ha rispettato le regole. E la spalla non è la vita.

Camminavo stamattina, da Pesaro a Fano, senza sapere della tragica fine di un ciclista che mi era tanto simpatico, il corridore che ogni squadra vorrebbe avere, come potrete leggere fra poco nei commenti di personaggi delle due ruote. Sabato mattina, come tanti sabati, tanti ciclisti in giro, in sella a biciclette da corsa o in mountain bike. E notavo – attenzione aumentata dopo l’incidente di qualche anno fa – automobilisti che telefonavano, rischiando di investire questi ciclisti. Ma anche ciclisti incivili, ovvio, come quelli che passavano con il semaforo rosso nel sottopassaggio ferroviario di Fosso Sejore. Ciclisti pericolosi per gli altri, è vero, ma al peggio potrebbero causare danni alle carrozzerie. Al contrario, chi non rispetta i ciclisti rischia di fargli perdere la vita.

Le cronache da Filottrano raccontano che chi era alla guida del furgone che ha travolto e ucciso Michele Scarponi non gli ha dato la precedenza, “abbagliato dal sole” avrebbe detto a chi indaga sull’accaduto.

Non entro nel merito, il compito di farlo spetta ai carabinieri intervenuti e alla magistratura, ma c’è sempre una scusa pronta quando si travolge un ciclista. Del mio incidente, qualche bella persona disse che ci marciavo per guadagnare con l’assicurazione. Che ha pagato, come è giusto sia, ma non mi ha restituito l’uso della spalla sinistra.

Chissà che scusa avrebbe trovato la giovane che, intorno alle 13, guidano con la sola mano destra, perché con l’altra teneva il telefono, ha svoltato, sbandando, verso il sottopassaggio del tribunale.

Tornato a casa, ho appreso che, con il solito trito e ritrito rituale, il Coni ha ordinato un minuto di silenzio nelle manifestazioni sportive. A che serve? A niente. Avrebbe fatto meglio, il presidente del Coni, a invocare – davanti alla tragica uccisione di Michele Scarponi – il rispetto delle regole, a sollecitare il Governo e il Parlamento ad approvare – finalmente – la norma che punisce anche con il ritiro della patente chi guida telefonando e mette a rischio la vita altrui.

Oggi è un giorno di grande dolore per la morte di un ciclista tanto amato, come raccontano le parole dei suoi colleghi, dei suoi amici.

“Sin palabras. Se marcha una gran persona y un gran ciclista. DEP Michele Scarponi”. Alejandro Valverde: “Senza parole. Se ne va una grande persona e un grande ciclista. Riposa in pace”.

“Paralizado y sin palabras ante la noticia sobre el atropello a Scarponi,gran persona y siempre  con una sonrisa contagiosa.D.E.P amigo”. Alberto Contador: “Paralizzato e senza parole a la notizia dell’investimento di Scarponi, grande persona e sempre con un sorriso contagioso. Riposa in pace, amico”.

“De las personas que pasan por tu vida y dejan huella, de los que no se olvidan. DEP Scarpa. Purito Rodriguez: “Ci sono persone che passano nella tua vita lasciando traccia, e che non si dimenticano. Riposa in pace, Scarpa”.

“Tragedia infinita. Non esistono parole. Riposa in pace Amico mio”. Fabio Aru.

“Non lo so, non c’è la faccio ! Non ho parole amico mio…”. Vincenzo Nibali.

“Conmocionados por el trágico fallecimiento de Michele Scarponi. Sin duda, la simpatía por naturaleza en el ciclismo. Descansa en paz”. Movistar Team: “Commossi per la tragica mortedi Michele Scarponi. Senza dubbio, la simpatia naturale nel ciclismo. Riposa in pace”.

“Everyone at Team Sky is shocked and saddened by the loss of Michele Scarponi. Our thoughts are with his family, friends, and all at Astana”. Team Sky: “Ognuno del nostro team è sotto choc e rattristato per la perdita di Michele Scarponi. I nostri pensieri con la sua famiglia, i suoi amici e tutta l’Astana”.

“Our deepest condolences go out to the family and friends of Michele Scarponi and the entire ‪@AstanaTeam. Our thoughts are with you all”. Bmc Racing Team: “Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Michele Scarponi e a tutta l’Astana”.

Il mio pensiero alla moglie di Michele, ai suoi figli, ai familiari, a chi gli voleva bene, a tutta Filottrano. Il mio cuore è con voi.

Un commento to “La tragica morte di Michele Scarponi, il ciclista che pedalava con il pappagallo. Servono norme forti per tutelare tutti i ciclisti”

  1. Filippo scrive:

    Tremendo!! Un periodo terribile per i ciclisti. E da ciclista, e anche come automobilista, confermo come ci sia poco rispetto per le due ruote. Riposa in pace Scarpa!

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