Consultinvest torna da Pistoia con vecchi vizi e stesse certezze: battere Milano per sgretolare calcoli e ansie

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24 aprile 2017

 

PESARO – Alla fine, a rovinare la domenica ai tifosi pesaresi, non è stata la vittoria di Cremona, ampiamente prevista, né la sconfitta della Vuelle a Pistoia, che rientra purtroppo nella normalità di questa travagliata stagione. A rovinare il tutto è stata la vittoria di Caserta contro Brindisi, che toglie a Pesaro la possibilità di far scattare il piano C, quello che prevedeva di arrivare a 20 punti e di far valere la classifica avulsa favorevole. Così, a questo punto, per la Consultinvest è quasi obbligatorio vincere le due partite rimanenti, altrimenti la differenza canestri favorevole consentirà alla Vanoli di salvarsi, nel caso di un arrivo a pari punti.

Il calendario delle due squadre ormai lo conosciamo a memoria e i risultati di ieri sono stati tutti favorevoli a Cremona, che domenica prossima incontrerà una Varese ormai virtualmente fuori dai playoff e tra quindici giorni ospiterà una Reggio Emilia poco interessata alla sua posizione finale nella griglia, mentre Pesaro ospiterà Milano, che rimane la squadra più forte d’Italia e il 7 maggio dovrà recarsi a Capo d’Orlando, che dopo la sconfitta di ieri a mezzogiorno, avrà bisogno dei due punti per accedere ai playoff.

Le cose stanno così e professare ottimismo non servirebbe a niente, i numeri parlano chiaro e quest’ultima giornata, ha dimostrato che le motivazioni fanno tutta la differenza del mondo nel finale di stagione, Pesaro ha ancora dalla sua la possibilità di salvarsi vincendo tutte e due le partite, ma onestamente ci sarà bisogno di qualche aiuto imprevisto – leggasi un’Armani che viene a Pesaro in vacanza – altrimenti non rimane che sperare di vincere a Capo d’Orlando, cosa tutt’altro che semplice, e confidare nella voglia della Grissin Bon di far valere la sua superiorità, ma onestamente il suo jolly, la Vuelle se lo sarebbe dovuto giocare ieri sera a Pistoia e averlo sprecato, potrebbe essere stato il colpo fatale di questa travagliata stagione della Consultinvest.

In Toscana si sono visti i soliti pregi e difetti di questa Vuelle, con il problema Jones che rischia di essere più grave del previsto, soprattutto perché Jarrod deve in ogni caso rimanere sul parquet per 40 minuti o quasi, come è successo con Pistoia, non essendoci veri alternative in quel ruolo, visto il rendimento di Gazzotti e Zavackas. Il problema è che Jones ha finito la benzina, non quella fisica, ma quella emotiva, quella che gli aveva consentito di prendersi la squadra sulle spalle e di essere il principale terminale offensivo della Vuelle 1.0, compito che gli piaceva parecchio ai tempi di Fields e Harrow. Poi sono arrivati Clarke e Hazell, due giocatori tutt’altro che timidi, che si prendono un numero di tiri sicuramente maggiori rispetto ai loro predecessori, cosa non molto gradita a Jones, che dal loro arrivo, ha visto calare vertiginosamente le sue percentuali – dal 53 al 40% – calo dovuto ad una selezione di tiri peggiore, a tutto questo aggiungiamoci la scarsa voglia di sbattersi in difesa, qualità che non ha mai avuto, ma che in questo ultimo mese ha raggiunto livelli non perdonabili, e ci troviamo di fronte ad un giocatore che non sembra abbia davvero a cuore la salvezza della Vuelle, ma che semplicemente sta cercando di preservare il suo fisico, per la squadra che lo accoglierà tra le sue fila dal prossimo otto maggio.

Spiro Leka panchina Consultinvest (Foto Filippo Baioni)Naturalmente la Vuelle avrebbe tanti altri problemi da risolvere in brevissimo tempo, come lo scarso contributo della panchina (9 punti su 83 a Pistoia) e la mancanza di un regista, ma purtroppo nessuno ha la bacchetta magica e, a quindici giorni dal termine, con il baratro della serie A2 dietro l’angolo, non ci rimane che sperare nell’aiuto degli dei del basket, quelli che ad esempio, alla fine del secondo quarto, hanno fatto entrare la preghiera di Moore da venti metri sul fondo della retina e se a due secondi dalla fine, sei sotto di soli due punti, ripensi ad ogni particolare, compresa una schiacciata sbagliata da Hazell o una tripla sputata dal ferro dello stesso Hazell nel secondo tempo, ma purtroppo, dopo 28 giornate, la classifica non mente e ci aspettano quindici giorni di speranze e delusioni, prepariamoci, al massimo delle nostre possibilità.

I PIU’…..

Jeremy Hazell: Ci è voluto un po’ di tempo, ma in queste due ultime partite abbiamo rivisto il Jeremy di Bologna, quello che due anni fa faceva canestro spesso e volentieri, perché di talento ne ha, peccato che ogni tanto se ne dimentichi.

Marcus Thornton: Una cosa bella e una cazzata, un canestro spettacolare e una forzatura, una tripla impossibile e un passaggio finito direttamente in tribuna, il giorno che riuscirà a fare più cose buone che cattive, gli si potrebbero anche aprire le porte dell’Nba, per adesso ci si deve accontentare di quello che riesce a combinare quando rimane collegato al match.

… E I MENO DELLA SFIDA PISTOIA – PESARO

Rimbalzi: 38 a 28 per Pistoia, che fa la voce grossa con Crosariol e Magro, mentre il solo Jones dà il suo contributo alla causa della Vuelle.

Panchina: 168 minuti di utilizzo per il quintetto e solamente 32 per la panchina, 74 punti per il quintetto e solo 9 per la panchina, va bene avere cinque giocatori all’altezza della situazione, ma senza una buona rotazione non vai da nessuna parte.

Simas Jasaitis: Si prende solamente tre tiri, segnando solo in tap-in a risultato scritto, mentre quando c’era da metterla dentro, ha fallito un paio di rigori fondamentali per la rimonta, il cattivo rendimento del lituano, rimane una delle principali cause della brutta stagione biancorossa.

Difesa: Troppi canestri facili concessi a giocatori non velocissimi come Antonutti e Magro, bravi a punire con i due punti, le troppe amnesie difensive dei loro marcatori diretti.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Le partite della Consultinvest sono sempre molto simili tra loro: un primo quarto convincente, senza comunque riuscire a prendersi un vantaggio considerevole, un secondo quarto necessariamente peggiore del precedente, perché prima o poi devi mettere sul parquet gli uomini della tua panchina, un terzo quarto dove ti dimentichi di difendere, lasciando troppe occasioni agli avversari di portarsi avanti nel punteggio, con svantaggi che lievitano fino alla doppia cifra ed un ultimo quarto dove cerchi disperatamente di rientrare in partita affidandoti al tiro da tre, ma purtroppo non sempre la rimonta riesce e finisci per sperare negli errori dalla lunetta degli avversari, come è successo a Brindisi, mentre ieri Antonutti è stato glaciale, con un due su due che ha consentito a Pistoia di portare a casa i due punti. Ed è stato proprio il rendimento degli italiani a fare la differenza, con i vari Magro, Crosariol e lo stesso Antonutti che hanno segnato ben 33 punti sugli 87 complessivi dei toscani, mentre gli italiani della Vuelle sono tristemente ultimi nel contributo offensivo dato alla loro squadra in tutta la serie A, con capitan Gazzotti che dall’arrivo di Spiro Leka è stato retrocesso al ruolo di nono uomo e visto il rendimento precedente dell’ex bolognese è difficile dargli torto, mentre Ceron continua ad andare a sprazzi, senza comunque essere in grado di essere una carta vincente da pescare dal mazzo, quando il pallone comincia a scottare per davvero.

Problemi che ci portiamo dietro fin dallo scorso ottobre, insieme al rendimento deficitario di Zavackas – straniero meno produttivo del campionato – e di Jasaitis, vero peccato capitale commesso da Cioppi & C. nella costruzione di questa Vuelle, che rimane attaccata con un flebile filo alla speranza di disputare la serie A anche la prossima stagione, anche se onestamente Cremona è in grado di raggiungere quota 20 punti e Pesaro dovrà superarsi fin da domenica prossima, contro la corazzata Milano, contro una squadra costruita per vincere tutto in Italia, con una panchina che farebbe la felicità di tutte le altre 15 formazioni e che per perdere a Pesaro si dovrà veramente “impegnare” a giocare male. La matematica è ancora dalla nostra parte e rimane doveroso presentarsi all’Adriatic Arena in massa, replicando i seimila spettatori visti contro Caserta, in una sfida Milano-Pesaro che è una classica del nostro basket, ma che potrebbe ripresentarsi tra chissà quanto tempo.

DAGLI ALTRI PARQUET

Sei squadre su otto già sicure di aver conquistato i playoff, l’ultima ad iscriversi alla post sesason è stata Trento, dopo i 40 punti rifilati alla malcapitata Brescia, in una parte sinistra della classifica, dove Milano ha fatto vedere a Reggio Emilia di essere sempre la squadra da battere. Rimane salda al secondo posto Venezia, dopo la vittoria conquistata ai danni di Varese, che elimina i lombardi dalla corsa playoff, con l’Umana che mantiene due punti di vantaggio su Avellino, brava a sbancare Capo d’Orlando nel finale, Sassari si mantiene al quarto posto espugnando un campo ostico come quello di Torino, con la Fiat che rimane ancora in corsa per i playoff grazie alla sconfitta rimediata da Brindisi a Caserta, che fa scendere i pugliesi momentaneamente al nono posto a quota 26 punti.

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