Frega (Silp): “Insicurezza non è il parcheggiatore abusivo o l’immigrato che sfrutta il wifi comunale”

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26 aprile 2017

Pierpaolo Frega (Silp Cgil)

Pierpaolo Frega (Silp Cgil)

Pierpaolo Frega*

PESARO – Sul tema sicurezza bisognerebbe però che politica cittadini e media facessero un po’ di chiarezza e la finiscano di gettare benzina sul fuoco, tutti quanti in cerca di visibilità e facili consensi.

Si sta mescolando come un minestrone passato: sicurezza, decoro, insicurezza e degrado, passando tutto sotto la voce: non siamo sicuri!

La percezione della sicurezza, per i cittadini, passa anche per i messaggi che filtrano la politica, i media e ahimè i social.

Se si scorrono le pagine di alcuni gruppi locali, Pesaro sarebbe secondo loro in cima alle classifiche delle città più insicure del mondo, dove la politica vende fumo e le forze dell’ordine si girano dall’altra parte. Allora proviamo a fare chiarezza: insicurezza è il rom che chiede l’elemosina fuori la chiesa come quello di colore fuori i supermercati, i “parcheggiatori” del Carducci? Oppure è lo spaccio e il consumo di stupefacenti, i furti nelle abitazioni, il riciclaggio, le estorsioni, lo sfruttamento del lavoro nero, il consumo smodato di superacolici tra i giovanissimi che poi si mettono alla guida?

Perché se facessimo una seria riflessione non veicolata dal pietoso razzismo strisciante che pervade la nostra comunità, che i parcheggiatori del Carducci siano fastidiosi è innegabile, ma che siano fonte di insicurezza no! Non parliamo di parcheggiatori che si siano macchiati di rapine, violenze sessuali, omicidi, lesioni. Non è un bel vedere? Probabile. Sono petulanti? Indiscutibile. Fastidiosi? Anche, ma che loro siano un problema di sicurezza ce ne passa. L’episodio recente è isolato e di certo ingigantito oltre modo e strumentalizzato ad arte da alcuni politici (!).

La stessa società dell’apparire, che si scandalizza per il parcheggiatore, è la stessa che compra al mercato del falso, guarda caso esercitato dalle stesse persone di colore, la borsa di ultimo grido, le scarpe di marca, il giubbotto alla moda. Insicurezza sono i profughi in piazza del Popolo che sfruttano il wifi comunale? Oppure chiamiamolo col loro nome: fastidio, alias razzismo, perché sui social qualche politico fomenta i famosi 35 euro al giorno, senza ricordare che di quei soldi in tasca ai profughi non ne va nulla?

A noi preoccupa di più il proliferare di armi che si stanno vendendo, armi che capitano in mani inesperte, in soggetti che a volte si gonfiano il petto dicendo: se entrano a casa mia non escono vivi! Questa è insicurezza, questa è una società miope ed una politica assente alle preoccupazioni dei cittadini.

Questi sono i risultati di quelle criticità che denunciavamo da anni sui tagli scellerati effettuati al comparto sicurezza, questi sono i frutti che una politica al risparmio su tutto ha generato. Si deve tornare ad investire sulla sicurezza, dare certezze ai cittadini che: chi sbaglia paga, che non esistono scorciatoie e scappatoie per evitare il carcere, perché ad oggi anche un detenuto è un costo sociale.

I cittadini non devono arrivare a pensare di difendersi da soli, comprando le armi, ma non devono nemmeno dire che un parcheggiatore abusivo è insicurezza. È la politica che deve mettere in condizione il cittadino ad avere fiducia nelle istituzioni e tutelarlo, così come è la politica che di fronte al parcheggiatore e al mendicante deve saper dare una risposta concreta a prescindere dalle ordinanze sul decoro urbano.

Con buona pace dei detrattori “social” cui avremo dato materiale sufficiente per scatenare e riversare critiche cariche di odio e razzismo, perché a loro non basterebbe nemmeno una militarizzazione capillare del territorio, se poi i profughi continueranno a popolare le nostre comunità.

*Segretario provinciale Silp Cgil

2 Commenti to “Frega (Silp): “Insicurezza non è il parcheggiatore abusivo o l’immigrato che sfrutta il wifi comunale””

  1. LUCIANO DOLCINI scrive:

    Commento puntuale, ineccepibile e opportuno.
    Saluti

  2. Valerio Angelini scrive:

    Condivido pienamente le riflessioni sociali espresse dal segretario provinciale del SILP-CGIL Paolo Frega sulla problematica sicurezza-immigrati.
    Soprattutto vorrei evidenziare due aspetti dell’intervento di Frega, il primo riguarda come un rappresentante della Polizia di Stato affronta queste problematiche, così sensibili nell’opinione pubblica, con un ragionamento che pone al centro del dibattito la dimensione umana.
    L’essere cittadini inteso come un valore basato sul rispetto reciproco, soprattutto verso soggetti che vengono da altre esperienze culturali.
    Il secondo aspetto è che questi interventi qualificano il ruolo della Polizia come soggetto deputato a controllare e garantire la sicurezza dei cittadini, al di là dei limiti della politica che certamente non è stata all’altezza di rispondere adeguatamente alle esigenze della società italiana.

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