Pit stop in Regione alla Terra dei Piloti e dei Motori, che figuraccia!

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27 aprile 2017

Terra dei piloti e dei motori cartello

Terra dei piloti e dei motori, un patrimonio regionale… non solo pesarese

PESARO – Che figuraccia. Domenica scorsa Romano Fenati, in sella alla moto preparata dal pesaresissimo team Snipers che è sponsorizzato dalle pesaresissime aziende Marinelli cucine e Rivacold, ha trionfato in Texas nella Moto 3. Mezz’ora dopo Franco Morbidelli, pilota dell’Accademia VR46 che da Roma – due lustri fa – si trasferì a Tavullia per correre e vincere, saliva sul gradino più alto del podio della Moto 2. Due ore e Valentino Rossi, una leggenda vivente che il mondo ci invidia da 20 anni, sempre sulla pista a stelle e strisce di Austin, arrivava secondo nella MotoGp, la classe regina di cui ha conquistato la vetta in classifica a livello planetario. Primo al mondo.

A qualsiasi latitudine avrebbero festeggiato per settimane, da noi la politica non è stata in grado di finanziare un progetto piccolo – a livello di sforzo economico – ma grande per ambizioni e valenza.

La Terra dei Piloti e dei Motori, con i suoi contenuti che il mondo ci invidia – e il riferimento ai Musei Benelli e Morbidelli non è puramente casuale, così come a Tavullia che da sola richiama annualmente migliaia e migliaia di persone – fa parte di un’idea che chi ha studiato comunicazione ben sa che genere di benefici porterebbe alla collettività. La politica è a conoscenza che in un anno intero possono arrivare 60mila persone, eppure che fa? La Regione, intesa come ente, ha per il momento negato il contributo, trincerandosi dietro la mancanza del numero legale durante la votazione anconetana di ieri.

Se si pensa che, per un’idea simile, la Regione Emilia Romagna ha messo nel piatto addirittura un milione di euro, ben si comprende come il fatto che i nostri “vicini di casa” abbiano un numero di turisti sicuramente superiore alle Marche non può essere casuale. E dire che diversi nostri amministratori erano venuti dalle nostre parti a toccare con mano ciò che Pesaro, Tavullia e dintorni significano nel panorama motociclistico internazionale.

Nota a margine. Il nostro collaboratore Maurizio Bruscolini lanciò, agli inizi del 2000, una scuola per tecnici da Gran Premio riscuotendo grandi consensi: in tre anni diede lavoro a 60 giovani. Un successo che portò Emilio Alzamora, lo spagnolo campione del mondo della 125, attualmente manager di Marc Marquez, a contattare il Brusco. “Ma chi finanzia questa scuola?”, la domanda. “La Provincia di Pesaro e Urbino con gli emolumenti del Fondo sociale europeo”, la risposta. “Allora io la faccio col governo spagnolo”, la controreplica di Alzamora.

Il risultato? Il corso ideato da Bruscolini è stato chiuso, la Monlau – digitare su Google per credere – è un’accademia che continua a dare lavoro preparando i tecnici del motomondiale e non solo. Un piccolo esempio per far capire la differenza abissale.

Tornando a noi, sarebbe bello che i consiglieri regionali e il governatore Ceriscioli chiamassero il sindaco di Tavullia, Francesca Paolucci, per un’audizione ad Ancona. Lei potrebbe spiegargli – una volta per tutte – cosa sarebbe la Terra dei Piloti e dei Motori. Altro che i 50mila euro “promessi”, che sarebbero bastati appena per far decollare il progetto.

Ognuno si faccia la propria idea. In Texas, con i nostri contenuti rombanti, ci avrebbero campato per decenni facendosi 46 musei…. Da noi, invece, per ora la Terra dei Piloti e dei Motori è solo un cartello, fra l’altro finanziato da privati.

P.S.: nel Motomondiale si mangia anche pesarese-marchigiano. Vedere per credere il filmato che riportiamo sotto della Severino Hospitality, con 7 mezzi che girano sui circuiti di tutta Europa. “E in Australia, Asia e America?”, direte voi. Bene, sono stati allestiti 3 container che arrivano in nave. Ecco il genio marchigiano del Mondiale moto.

3 Commenti to “Pit stop in Regione alla Terra dei Piloti e dei Motori, che figuraccia!”

  1. lallo scrive:

    FORSE è IL CASO CHE QUALCUNO RIFLETTA… meno chiacchiere e più sostanza.

  2. dai de gas scrive:

    forse la musica e le biciclette hanno avuto un trattamento diverso…..

  3. Alberto scrive:

    Pesaro città della musica, ok. Ma Pesaro città della bicicletta, perché? Per i suoi innumerevoli kilometri di piste ciclabili male gestiti, forse. Ma quante eccellenze del mondo dello sport hanno o hanno avuto Pesaro come città natale. Per rimanere in tema motociclistico Benelli, Serafini, Lazzarini, Rossi Graziano e Valentino, Campanelli e tanti altri piloti scomparsi o ancora in attività anche in categorie minori. Terra di motori sicuramente basti aggiungere moto Tm che è l’unica azienda Italiana nel mondiale motocross è una delle due a livello Europeo. Abbiamo grandi passioni e siamo grandi appassionati con il cuore ma con poca visibilità e ritorno economico.

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