La ricetta-salvezza della Consultinvest: l’attaccamento dei pesaresi, il ritiro di Borgo Pace, il coraggio di Leka e Calbini

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2 maggio 2017

Hazell festeggiato dai tifosi dopo la vittoria su Milano (Foto Filippo Baioni)

Hazell festeggiato dai tifosi dopo la vittoria su Milano (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Ognuno è libero di pensarla come gli pare, ma chi scrive, non ha mai nascosto la sua preferenza nel rimanere – soffrendo – in serie A, rispetto all’alternativa di giocare in serie A2, dove magari vincerai più partite, ma a livello sicuramente più basso e non è un caso se parliamo di livello basso, perché è innegabile che questo campionato sia stato uno dei peggiori dal punto di vista tecnico degli ultimi anni, basta vedere i pessimi risultati raggiunti dalle nostre squadre nelle varie Coppe Europee stagionali.

E come esempio di come possa cambiare tutto in una sola estate, prendiamo proprio Cremona, che ieri sera è retrocessa nella categoria inferiore, dopo aver finito al quarto posto in regular season la stagione precedente, ma l’impossibilità di trattenere giocatori come Luca Vitali e Deron Washington, Marco Cusin e Tyrus McGee, ha impedito alla Vanoli di replicare quel grande risultato, finendo per perdere sette delle ultime nove partite e non riuscendo mai a lasciare quell’ultimo posto che ha sempre occupato, in una stagione dove non è riuscita a rimediare agli errori commessi durante la costruzione estiva della squadra.

E proprio dagli errori estivi deve ripartire la Vuelle, che per l’ennesima volta ad ottobre ha presentato una squadra destinata a retrocedere, ma che come sempre gli è accaduto negli ultimi anni, ha saputo cambiare le carte in tavola durante l’inverno, anche se veramente stavolta i rinforzi sono arrivati praticamente ad inizio primavera, ma, confermando la teoria che basta veramente poco per passare dalle polveri agli altari, è stato sufficiente inserire due giocatori come Clarke e Hazell per risalire la china e vi possiamo assicurare che questa versione della Vuelle avrebbe potuto lottare tranquillamente per l’accesso ai playoff, come quella dello scorso anno con Daye e Lydeka o quella dell’anno prima ancora, con Chris Wright e Peter Lorant.

I numeri parlano chiaro e tra l’accesso ai playoff e la salvezza intercorrono dieci punti, ovvero cinque vittorie su trenta partite, che possono sembrare tante, ma che si potrebbero tranquillamente ottenere, se si partisse fin dall’inizio con una squadra competitiva, tutto questo per ribadire che si può ripetere ogni anno il caso Cremona, ma che può accadere tranquillamente anche il contrario, basterebbe fare le cose bene fin dall’inizio.

Avremo tutto il tempo per parlarne, adesso è giusto festeggiare a dovere questa salvezza, la quinta consecutiva, arrivata come l’anno scorso con una giornata d’anticipo, con quella quota 20 punti che si è confermata ancora una volta sufficiente per salvarsi, mentre quota 30 punti farà da spartiacque tra l’ottavo e il nono posto, insomma i famigerati dieci punti che fanno la differenza tra paradiso ed inferno, tra una stagione di soddisfazioni e una di sofferenze, tra la possibilità di ritornare nel gotha del nostro basket o rimanere in quella mediocrità che i 6811 spettatori di ieri sera non si meritano. Ecco, se c’è un punto dal quale ripartire è proprio il pubblico, che in questi cinque anni è sempre rimasto attaccato alla Vuelle, pur con i dovuti mugugni e le dovute contestazioni, come quella espressa dopo la sconfitta casalinga contro Cremona, che ha convinto la dirigenza biancorossa a portare la squadra in ritiro a Borgo Pace, che, per bocca dello stesso presidente Ario Costa, è stata una delle chiavi per raggiungere la salvezza, il pubblico pesarese rimane il principale sponsor della Vuelle e si dovrà tenerne conto per un futuro, che dalle otto e quarto di ieri sera è sicuramente più roseo.

 

I PIU’……

Gioia Consultinvest (Foto Baioni)

Gioia Consultinvest (Foto Baioni)

Jarrod Jones: La sua migliore partita in maglia Vuelle, non solo per le statistiche, che sono sempre state ottime, ma per quella voglia di sbattersi che non sempre ha dimostrato di possedere in queste 29 partite, mentre contro Milano ha fatto vedere che è pronto per i palcoscenici che lo attendono fin da domani.

Rotnei Clarke: Dopo un primo tempo nel quale ha faticato ad emergere, tira fuori una ripresa da vero e proprio campione, con canestri difficili e spettacolari e una grinta che non si può insegnare, ma devi avere dentro di te, vederlo festeggiare in mezzo al campo, come se fosse a Pesaro da una vita, invece che da soli due mesi, è la fotografia da mettere in copertina di un’eventuale album fotografico della Vuelle 2016-17.

Jeremy Hazell: Cavallo pazzo fino all’ultimo, allenarlo tutti i giorni è una di quelle situazioni che fanno venire l’ulcera agli allenatori, perché mantenerlo sul pezzo è un’impresa titanica, ma lo abbiamo preso per farci vincere queste partite e contro Milano ha fatto ampiamente il suo dovere.

Ultimo quarto: Pesaro segna 33 punti, con 37 di valutazione, negli ultimi dieci minuti, con Hazell a quota 14 e Jones a fare la voce grossa dentro l’area, Milano alza il piede dall’acceleratore e la Vuelle è bravissima ad approfittarne.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – MILANO

Giulio Gazzotti: In un’annata complicata, conferma tutte le sue difficoltà a rendersi utile dentro l’area, soprattutto quando si trova davanti avversari più grossi e tecnici e questo in serie A succede praticamente tutte le domeniche.

Simas Jasaitis: Il simbolo della sua deficitaria stagione è quel tiro libero finito direttamente tra ferro e tabellone e stiamo parlando un giocatore che in carriera ha sempre sfiorato il 90% dalla lunetta, ma quello era il passato, mentre il presente ha raccontato che per il lituano è arrivato il momento di fare un passo indietro e capire che i tempi belli sono purtroppo alle spalle.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coraggio e fortuna, due doti indispensabili in qualsiasi attività umana e lo sport non fa eccezione e ce n’è voluto di coraggio per coach Spiro Leka e Paolo Calbini nell’accettare quella patata bollente – come l’ha definita il presidente Costa – che la Vuelle gli ha messo in mano dopo le dimissioni di Piero Bucchi, da queste pagine abbiamo sempre chiesto a Stefano Cioppi di prendersi sulle spalle lui la situazione, ma in casa Consultinvest hanno preferito affidare l’ingrato compito a questo allenatore albanese, ma ormai pesarese doc, che forse è stato l’unico a crederci veramente alla salvezza, anche dopo la sconfitta casalinga contro Cremona, mazzata dalla quale è stato difficilissimo risorgere. Si è dovuto così ricorrere al bastone, quello metaforico usato da Zavackas nel ritiro di Borgo Pace, quando ha chiesto di rimanere solo con i compagni per una mezzoretta, nella quale dovrebbero essere volate parole grosse, ma necessarie, per trasformare americani senza una coscienza storica, in giocatori veri, o almeno in parte. Lo stesso bastone che coach Leka ha dovuto mostrare a Jeremy Hazell, che ha talento da vendere, ma la soglia di attenzione di un bambino al Luna Park, con troppe distrazioni extra basket che spesso lo limitano anche su parquet, ma Hazell proviene dai playground di Harlem, dove bisogna essere, oltre che bravi, anche dei duri per emergere e, allora la coppia Leka-Calbini ha dovuto ricorrere alla maniere forti per farsi capire.

Ma a volte serve anche il coraggio di compiere scelte semplici, ma impopolari, come quella di ridurre al minimo le rotazioni, per avere meno possibilità di sbagliare i cambi, chiedendo sacrifici alle stelle della squadra, con Jones, Clarke e Hazell in campo 35 minuti o più e chiedendo a capitan Gazzotti di fare un passo indietro, visto che il suo rendimento sul parquet non è mai stato influente nell’economia di una partita e il suo plus-minus è stato sempre negativo.

Spiro Leka (Foto Filippo Baioni)

Spiro Leka (Foto Filippo Baioni)

Ma quando il coraggio non basta, ci vuole anche un pizzico di fortuna, come quella che ha accompagnato ieri sera la tripla di tabella infilata da Hazell, con tanto di fallo subito o quel canestro e fallo segnato da Clarke cadendo per terra o quel tiro di Jones sbagliato di un metro, che è diventato un assist per Nnoko sulla sirena dei 24 secondi, “audentes fortuna juvant” dicevano i latini e audaci e fortunati lo sono stati i giocatori biancorossi, che hanno approfittato della tranquillità di un’Armani già prima da parecchie giornate, scesa a Pesaro senza dannarsi troppo l’anima, particolare sul quale contavamo fin dallo scorso luglio, al momento della compilazione di un calendario, che riservava alla Vuelle l’ultima trasferta a Capo d’Orlando, che speravamo potesse essere ininfluente e fortunatamente sarà così, perché in una fresca serata di fine aprile, la Victoria Libertas ha compiuto il suo dovere, rimanendo in serie A per la gioia dei suoi tifosi e di una città intera, della quale la Vuelle rimane in ogni caso una delle massime espressioni sportive.

DAGLI ALTRI PARQUET

Una sola vittoria esterna in questa penultima giornata e la conquista una Trento in gran forma – 22 punti nel ritorno – ai danni di Cantù. Successi casalinghi per Avellino, che si aggiudica il derby contro Caserta con qualche patema, per Reggio Emilia, che supera Pistoia e per Brescia, che mantiene vive le speranze di approdare ai playoff, superando Torino, vera delusione dell’anno. Non potrà andare ai playoff Varese, nonostante la vittoria ottenuta ai danni di Cremona, che ha condannato la Vanoli alla serie A2, mentre spera ancora di arrivare tra le prime otto Brindisi, dopo aver battuto Capo D’Orlando nello scontro diretto, ribaltando anche la differenza canestri, in una ventinovesima giornata che si chiuderà mercoledì, col match tra Sassari e Venezia, posticipato per permettere all’Umana di giocare la Final Four di Champions League, dove i veneziani sono finiti al quarto posto.

Un commento to “La ricetta-salvezza della Consultinvest: l’attaccamento dei pesaresi, il ritiro di Borgo Pace, il coraggio di Leka e Calbini”

  1. Marco Vanzolini scrive:

    Tutti bravi. Tutto è bene ciò che finisce bene! Però…………
    Gradirei delle pubbliche scuse dell’inferno Biancorosso verso Amadori!
    Il loro scagliarsi contro persone che hanno a cuore il destino della Vuelle ha già causato l’abbandono da parte di imprenditori che ci hanno permesso di essere qua in SERIE A

    Offendere continuamente personaggi pubblici non è minimamente costruttivo!
    Si può sbagliare qualcosa ogni tanto, ma alla fine il giudizio delle persone va fatto sul complesso delle loro azioni!
    Ciò vale per Vellucci, per Amadori, per Cioppi e per l’amico Costa Pesarese ad onorem ( per me )

    Quindi ora, a boccie ferme, un passo indietro da parte dell’inferno, ed in PUBBLICO ci starebbe bene!

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