Niente alcol per gli under 18. Confcommercio-Fibe: “Provvedimento che fa chiarezza, ma efficacia da verificare”

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4 maggio 2017

Alcolici serviti in un bar

Alcolici serviti in un bar

PESARO – Un decreto importante per la tutela delle nostre città, dei giovani e che aiuta a chiarire meglio la differenza tra somministrazione e vendita di alcolici, aspetto sul quale servirà lavorare ulteriormente. Questa la posizione della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi espressa a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge Sicurezza che, tra le norme contenute, conferma in via definitiva il divieto di somministrazione e vendita di alcolici ai minori di 18 anni.

“Si tratta di un provvedimento che apprezziamo perché si pone in perfetta linea con l’impegno della nostra Federazione nel percorso di lotta all’abusivismo e alla difesa della legalità che da sempre perseguiamo – commenta Marco Arzeni, segretario Fipe provinciale – I pubblici esercizi vivono infatti in prima linea le situazioni di degrado e insicurezza delle nostre città e questo provvedimento fornisce una prima risposta al contrasto di tali fenomeni per una migliore convivenza sociale”.

Il Decreto fa anche chiarezza su una materia complessa e delicata, sia per la tutela dei giovani che per evitare un crescente contenzioso tra controllati e controllori. “Bisogna tuttavia precisare che la possibilità dei sindaci di limitare gli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche in determinate zone necessita del giusto coinvolgimento delle categorie interessate e del contemperamento di interessi tra attività economiche e sicurezza pubblica. A tal proposito la possibilità di applicare l’art. 100 Tulps (che ricordiamo può comportare anche la chiusura del locale) anche a tutti gli esercizi commerciali che vendono al dettaglio alcolici e non solo più ai pubblici esercizi se per un aspetto parifica situazioni sinora squilibrate, dall’altro impone un ancor più pesante fardello nella gestione delle attività”.

Secondo Confcommercio-Fipe restano pertanto ancora due punti in sospeso: “Premesso che l’Associazione apprezza il fatto che sia stato definito una volta per tutte il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, permangono due questioni su cui lavorare: da un lato le sanzioni, che sotto i 16 anni restano penali solo per la somministrazione, in secondo luogo resta da valutare se tutto questo “proibizionismo” non porti ancor più ad incrementare situazioni di totale anarchia e abusivismo come purtroppo già accaduto in passato”.

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