Vuelle ancora in A: il pagellone della stagione seconda parte

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4 maggio 2017

Jones a canestro nella vittoria contro Capo d'Orlando (Foto Filippo Baioni)

Jones a canestro nella vittoria contro Capo d’Orlando (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Seconda parte del pagellone di Pu24.it (per rileggere la prima clicca qui), sulla Consultinvest 2016-17 che ha conquistato la permanenza in serie A con una giornata d’anticipo, non sono state tutte rose e fiori e, come sempre, non facciamo sconti sui nostri giudizi.

JARROD JONES
29 partite, 19,2 punti, 10,2 rimbalzi, 22,6 di valutazione
Era stato il primo acquisto della nuova Vuelle, arrivato quasi in sordina, sapendo che non sarebbe stato lui il quattro titolare, ma che si stava aspettando un’ala grande più produttiva di questo ragazzone proveniente dal campionato ungherese, con un passaporto comunitario che faceva comodo nella costruzione della squadra. Ma sono bastate un paio di amichevoli per capire che, non solo sarebbe stato lui il titolare al posto di Zavackas, ma che avevamo pescato un giocatore coi fiocchi, in grado di segnare da ogni posizione, con una grande propensione al rimbalzo, soprattutto difensivo e con doti fisiche che gli hanno permesso di farsi valere anche nella lotta dentro l’area colorata. Le 16 doppie-doppie stagionali testimoniano la sua grande continuità – solamente due volte in singola cifra nei punti realizzati – e nella Vuelle 1.0 era la schema uno, ovvero palla a Jones e speriamo che se la cavi.

Si merita la riconferma? Assolutamente sì

Possibilità di rivederlo in maglia Consultinvest? 0%
Ha già le valigie in mano per il campionato cinese e, in ogni caso, la prossima stagione andrà a monetizzare la grande annata disputata in maglia Vuelle. A 27 anni, ha davanti a sé ancora tante possibilità per dimostrare il suo valore, anche se lo vediamo più adatto a campionati non di primissimo livello, dove può far valere tutte le sue qualità mentre, se decidesse di provare l’avventura in Eurolega, dovrebbe aumentare un’intensità difensiva che era pochina fin dalle prime partite e che è drasticamente diminuita col passare delle giornate.

Voto finale di pu24: 8.5

LANDRY NNOKO
29 partite, 5,9 punti. 7,2 rimbalzi, 50,9% ai liberi

E’ ancora un diamante grezzo, incastonato in un fisico di primissimo livello, con una tecnica ampiamente rivedibile. Nel corso della stagione si sono visti comunque notevoli miglioramenti, anche se in fase difensiva continua a vagare per il campo, alla ricerca della giusta posizione e in quella offensiva. Non ha tante alternative al semi gancio, tra l’altro ancora poco affidabile, anche se ci sarebbe piaciuto vederlo all’opera con un play in grado di innestarlo a dovere. Di positivo c’è che è riuscito a limitarsi nel falli commessi e qualche stoppata è riuscita a rifilarla, anche in partite importanti.

Si merita la riconferma? Sì

Possibilità di rivederlo in maglia Consultinvest? 30%
Anche lui proverà a farsi vedere nelle prossime Summer League, per strappare qualche contratto maggiormente remunerativo, ma a 23 anni non è ancora pronto per i grandi palcoscenici e un’altra stagione a Pesaro sarebbe la soluzione ideale per entrambi: per la Vuelle che avrebbe un lungo comunitario già esperto del nostro campionato, e per lo stesso Nnoko, che continuerebbe il suo percorso di crescita in un’ambiente che lo apprezza e stima, ma per firmarlo occorre muoversi alla svelta.

Voto finale di Pu24: 6.5

Donatas Zavackas
2,7 punti, 2,2 rimbalzi, 34% da 3

Con i lituani la Vuelle non ha avuto fortuna quest’anno e quello che doveva essere il quattro titolare, si è rivelato uno degli acquisti meno azzeccati dell’ultimo lustro. Lo si era preso, perché coach Bucchi voleva in quel ruolo un tiratore, ma per tirare con i piedi per terra in serie A ci vuole una velocità di base che il 37enne Zavackas non ha più e prendersi un tiro dentro l’area non è più immaginabile per il suo livello fisico. In difesa ha cercato di metterci tutta la sua esperienza, ma non sempre la necessaria cattiveria, quella espressa ad esempio contro Milano domenica scorsa, perché lo si era preferito alla concorrenza, con la speranza che la sua esperienza facesse da traino ai compagni più giovani.

Si merita la riconferma? No

Possibilità di rivederlo in maglia Consultinvest? 0%
Probabilmente finirà la carriera nella sua Lituania, dopo una stagione nella quale il suo contributo sul parquet è stato praticamente nullo.

Voto finale di Pu24: 4.5

RYAN HARROW
20 partite, 10,2 punti, 42% da 3, 3,0 assist
Classica combo guard presa per fare il playmaker, ma in grado di dare il meglio di sé schierato da guardia, anche perché il suo tiro da tre è migliore di quello che si è visto, con il piccolo problema che, per esigenze di squadra, non si è presso troppe conclusioni dall’arco dei 6,75. Buon penetratore, è andato in difficoltà mano a mano che passavano le giornate, quando il suo gioco offensivo abbastanza monocorde cominciava ad essere riconosciuto dagli avversari. La taglia fisica piccolina non lo ha certamente aiutato in fase difensiva e il suo taglio è stato inevitabile, alla ricerca di quell’esterno che potesse fare veramente la differenza, come è successo fortunatamente con l’arrivo di Rotnei Clarke. Attualmente Harrow sta giocando nel campionato polacco, con buone statistiche.

Voto finale di Pu24: 5,5

PIERO BUCCHI
21 partite, 7 vinte – 14 perse

Insieme a Jasaitis, era uno dei due motivi per cui si pensava che si potesse alzare la famigerata asticella, ma le cose non sono andate benissimo in tutti i due casi. E’ giusto ricordare che nell’estate 2016 l’unica panchina libera in serie A era quella di Pesaro e Bucchi, dopo non aver rinnovato con Brindisi, o rimaneva al palo, attendendo che si liberasse qualche panchina durante la stagione, o accettava la corte della Vuelle, che vedeva nell’allenatore bolognese l’uomo giusto per cercare di non soffrire più. Ma l’amore tra i due non è mai sbocciato, anzi si sono cominciati a fare i dispettucci fin dal mese di ottobre, con le due frasi ormai celebri: “Noi siamo questi” e “Non sapevo che Jasaitis si fosse operato” pronunciate da Bucchi quasi a tradimento, per non assumersi quelle responsabilità su una squadra in palese difficoltà fin dalle primissime giornate. Non sappiamo come sarebbe andata a finire con Bucchi ancora al comando, così come non sappiamo ancora il vero motivo del litigio tra lui e la dirigenza, sfociata in quelle dimissioni – poi trasformate in rottura consensuale – in un normale allenamento del martedì, dopo la sconfitta di Venezia.

Quello che sappiamo, è che sia Bucchi che la società hanno le loro colpe, e parlando del coach il suo peccato più grave è stato di non aver mai preso veramente a cuore la situazione e di non essere stato un mentore per i giocatori giovani, che avevano bisogno, oltre che di un allenatore, anche di una persona che li seguisse sul piano personale.

Voto di Pu24: 5,5

SPIRO LEKA
8 PARTITE, 3 VINTE – 5 PERSE
Ci voleva una bella dose di coraggio per prendersi la responsabilità di traghettare la Vuelle verso la salvezza dopo le dimissioni di Bucchi, soprattutto se quella squadra l’avevi vista per sei mesi da vice allenatore, ma non avevi contribuito a costruirla, dato che era stata la coppia Cioppi-Bucchi a montare pezzo per pezzo la Consultinvest. Ma Spiro Leka è ormai un pesarese doc, che vive per il basket e sognava fin dal suo arrivo in riva al Foglia di poter allenare la Victoria Libertas, anche se crediamo preferisse farlo in una situazione più tranquilla e, da uomo della società, ha risposto obbedisco alla chiamata di Ario Costa, trascinandosi dietro anche Paolo Calbini, un altro col Dna biancorosso ben impresso nei marcatori genetici.

Dopo la sconfitta con Cremona, Leka era forse uno dei pochi a crederci ancora e dal conseguente ritiro punitivo di Borgo Pace è cominciata veramente l’operazione salvezza, con quel lavoro soprattutto psicologico su un gruppo che gruppo non lo era forse mai veramente diventato fino a quel momento, cercando di far capire ai vari Hazell, Thornton e Jones che in Italia esiste quella cosa strana che si chiama retrocessione. Dal punto di vista tecnico ha cercato di ridurre al massimo le rotazioni, affidandosi al quintetto, aiutato certamente dall’arrivo di un giocatore come Clarke, ma responsabilizzando anche Hazell a un maggiore contributo offensivo e chiedendo a Jones di allargare il gioco sul lato debole, senza comunque snaturare le sue qualità.

Si merita la riconferma? Dipende

Possibilità di rivederlo alla Consultinvest? Dipende
L’allenatore è la seconda cosa dalla quale ripartire, perché la prima sarà quella di sapere chi avrà il comando della situazione e finché non si saprà chi saranno i due presidenti della Vuelle, ovvero se Ario Costa e Luciano Amadori rimarranno al loro posto, tutto rimarrà in stand by. Chi dovrà decidere le sorti biancorosse sceglierà se ripercorrere la strada Bucchi, quella che porta ad un allenatore esperto ed attualmente libero, come potrebbero essere i vari Markovski, Pancotto e Mazzon, o continuare con la soluzione interna e allora Spiro Leka avrebbe le sue chances di rimanere alla guida della Victoria Libertas.

Voto di pu24: 7

Staff della Victoria Libertas
29 partite, 10 vittorie – 19 sconfitte

Alla fine contano i risultati, ma il conseguimento dell’agognata salvezza non può e non deve far passare in secondo piano tutti gli errori commessi dalla dirigenza biancorossa in questa stagione. L’elenco è piuttosto lungo, dal caso Jasaitis, che a dieci mesi di distanza non ha ancora trovato il colpevole, al ritardo accumulato per l’acquisto dei necessari rinforzi, dal non aver capito fin dalla prima giornata che senza un vero playmaker non si andava da nessuna parte e che Jarrod Jones non aveva un cambio all’altezza della situazione, alle numerose sconfitte arrivate al fotofinish, chiaro sintomo della mancanza di un vero leader all’interno della squadra, in una stagione che, a detta della stessa società, doveva essere quella della famigerata alzata d’asticella, col piccolo particolare che le uniche due mosse per compierla sono state l’ingaggio di Bucchi e Jasaitis e sappiamo tutti come sono andate a finire.

Si meritano la riconferma? Forse

Possibilità di rivederli alla Consultinvest? 70%
Questo era il quinto anno della gestione Ario Costa & C. e i risultati sono stati i seguenti: un dodicesimo posto nel 2016 e quattro penultimi posti, anche se in questo 2017 c’è ancora la possibilità teorica di finire tredicesimi, in caso di una vittoria domenica prossima a Capo d’Orlando e delle contemporanee sconfitte di Caserta, impegnata in casa contro Sassari, e Cantù, che andrà a far visita alla capolista Milano. I punti raccolti sono stati rispettivamente 20, 18, 16, 22 e 20, con la teorica possibilità di arrivare ancora a 22 la prossima domenica. E’ vero che poteva andare anche peggio, ma è chiaro come non tutto sia funzionato alla perfezione. Poi rimane sempre l’amletico dubbio di chi possa prendere il posto degli attuali dirigenti, anche se il problema principale sarà trovare le risorse economiche necessarie, perché è più difficile trovare qualcuno che sborsi i soldini piuttosto che qualcuno pagato per dirigere il tutto.

Voto finale di Pu24: 5

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