Va in archivio la regular season: il pagellone di Pu24 della serie A di basket 2016/17

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8 maggio 2017

PESARO – E’ andata in archivio anche questa regular season del campionato italiano di pallacanestro, che ieri sera, ha espresso gli ultimi verdetti, con Pistoia e Capo d’Orlando che hanno conquistato gli ultimi due posti utili, per quei playoff che inizieranno venerdì 12, con una logica favorita e sette pretendenti che cercheranno di rendere la vita difficile all’armata milanese. Ieri sera c’è stata anche l’ultima partita della Vuelle, sconfitta come da previsioni a Capo d’Orlando, mettendo in mostra un buon Nnoko e poco altro, con gli americani già con la testa in vacanza e i giovani juniores a meritarsi qualche minuto sul parquet, dopo un campionato nel quale hanno dato il loro contributo durante gli allenamenti settimanali, da segnalare i 24 punti di Iannuzzi per i siciliani, mentre capitan Gazzotti – stesso ruolo – ne ha segnati solamente due, in una giornata dove l’assenza di Jones gli garantiva un maggior minutaggio, giusto per ribadire come in giro ci sia qualche italiano discreto, basterebbe saper scegliere.

Non ci sono state troppe sorprese, anche se la retrocessione di Cremona era poco pronosticabile dopo il quarto posto dell’anno scorso e qualche squadra ha reso meno delle previsioni estive, in un campionato che non ha messo in mostra grosse individualità e ha confermato la lenta, ma costante discesa verso il basso della nostra pallacanestro.

 

Un'immagine di Consultinvest - Armani Milano

Un’immagine di Consultinvest – Armani Milano (Foto Filippo Baioni)

Prima è arrivata Milano (voto 7.5) naturalmente, che è “riuscita” addirittura a perdere sette partite e l’imbattibilità casalinga, con le ventidue sconfitte in Eurolega che non sono state facili da digerire, bersagliata comunque da un numero considerevole di infortuni, che le hanno impedito di mettere in mostra tutte le potenzialità di un roster, che attualmente conta 15 giocatori, numero che costringerà coach Repesa al turnover nei playoff, in una stagione comunque che al di là di qualche svarione evitabile, ha certificato la supremazia dell’Armani rispetto alla concorrenza.

Al secondo posto si conferma Venezia (voto 8), l’unica squadra tra l’altro ad essersi fatta strada in Europa, con l’accesso alle Final Four di Champions League, ma anche nel Belpaese si è tolta parecchie soddisfazioni, rimanendo sempre nelle prime quattro, nonostante l’infortunio che ha costretto Stefano Tonut a diversi mesi d’inattività e qualche americano che ha reso un po’ meno del previsto, con la speranza che il ritorno di Julyan Stone, porti quell’esperienza indispensabile per provare ad approdare alla finale scudetto.

Si conferma una big anche Avellino (voto 7.5), con il ritorno in Italia di David Logan che avrà il suo peso specifico nei playoff, in una Sidigas che ha sempre in Marques Green e Marteen Leunen gli uomini di riferimento, con Joe Ragland miglior play del campionato, in attesa che la coppia Cusin-Fesenko faccia veramente la differenza sotto canestro, per la gioia di coach Sacripanti che si conferma ancora una volta, uno dei migliori allenatori italiani in circolazione.

Si è confermata squadra di vertice anche Trento (voto 7), che partirà dalla quarta posizione, la migliore formazione del girone di ritorno dopo Milano, se pensate che dopo 15 giornate aveva solo due punti in più della Vuelle, ma in casa Dolomiti non si sono persi d’animo, rinnovando la fiducia a coach Buscaglia e affidandosi all’esperienza di Dominique Sutton e Toto Forray, rimpiangendo il grave infortunio occorso a Filippo Baldi Rossi, che impedirà al forte lungo italiano anche di partecipare ai playoff.

Leggermente sotto le aspettative la stagione di Sassari (voto 6.5), che ha dovuto compiere un rush finale per rientrare tra le prime otto, con una partenza lenta provocato dal doppio impegno campionato – coppa, anche se adesso il Banco sembra pronta a dire la sua, con un roster lunghissimo e la necessaria freschezza mentale derivante dal fatto di non essere tra le favorite.

 

 

Simile a quello di Sassari, il rendimento di Reggio Emilia (voto 6.5), che si è presa qualche pausa di troppo lungo il tragitto, con il nucleo italiano che continua ad essere il punto di riferimento per coach Menetti, mentre rimangono le incognite sul rendimento del lunghi reggiani, con Riccardo Cervi che è andato a corrente alternata e Jalen Reynolds che potrebbe pagare un po’ d’inesperienza nei playoff.

Una delle sorprese positive della stagione è sicuramente Pistoia (voto 7.5), bravissima a sfruttare l’effetto PalaCarrara, dove ha vinto 13 delle 15 partite disputate, mettendo in cascina ben 26 dei 30 punti conquistati, con coach Vincenzo Esposito che ha rivitalizzato Andrea Crosariol e spremuto il massimo da un gruppo non talentuosissimo, ma bravo ad andare oltre le previsioni estive.

La Consultinvest sconfitta domenica nell'epilogo di Capo d'Orlando (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

La Consultinvest sconfitta domenica nell’epilogo di Capo d’Orlando (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Va ai playoff anche Capo d’Orlando (voto 7), nonostante le sei sconfitte consecutive accusate nel finale di un campionato, che ha visto i siciliani sempre nella parte sinistra della classifica, con l’ingresso alle Final Eight di Coppa Italia. La Betaland si è confermata una fucina di talenti, con tanti giovani dell’est europeo a mettersi in evidenza, senza dimenticarsi comunque del contributo fondamentale di veterani come Nicevic e Drake Diener.

Sottotono la stagione di Brindisi (voto 5.5), dove la cura di coach Sacchetti non ha dato i risultati sperati, con qualche buona individualità – M’Baye su tutti – a spiccare su un gruppo che non ha mai dato l’impressione di crederci fino in fondo e la mancata qualificazione ai playoff non può soddisfare il presidente Marino.

Non è riuscita a raggiugere la postseason nemmeno Brescia (voto 7), ma da neopromossa ha disputato un’eccellente stagione, con Luca Vitali solito trascinatore e Cristian Burns che potrebbe fare comodo anche alla Nazionale di Ettore Messina, sempre alla ricerca di centimetri sotto canestro, nota di merito a coach Diana, che alla sua prima stagione nella massima serie non ha certamente sfigurato.

 

Discreta la stagione di Varese (voto 6), a rischio retrocessione per diverse giornate, prima che l’arrivo di coach Caja al posto di Moretti, risolvesse di fatto le cose, facendo “rischiare” addirittura all’Open Job Metis l’accesso ai playoff. Merito anche dell’ingaggio di una guardia dal ventello facile come Dominique Johnson, del solito Anosike re dei rimbalzi e di una coppia di playmaker ben assortita, come quella formata da Eric Maynor e Avramovic.

Deludente la stagione di Torino (voto 5), con un roster potenzialmente da primi cinque-sei posti, che coach Vitucci non è stato in grado di fare esprimere al meglio, nonostante la discreta annata disputata dai soliti White, Washington e Chris Wright, tradita forse da un nucleo italiano leggermente al di sotto delle aspettative.

Non è riuscito l’upgrade neanche a Cantù (voto 5), con i rublo dollari del suo vulcanico presidente, che si sono persi nelle sue vicissitudini extra cestistiche e senza l’arrivo di coach Recalcati, le cose avrebbero potuto anche andare peggio, nonostante la presenza di un giocatore sicurezza come J.J.Johnson e l’arrivo a gennaio di David Cournooh, rivitalizzato dopo il brutto inizio di stagione a Pistoia.

Alla fine Caserta (voto 5.5) riesce sempre a trovare la quadratura del cerchio, con la solita partenza sprint a contrastare un girone di ritorno sottotono, con Edgar Sosa che ha lasciato la compagnia a marzo, lamentandosi del trattamento ricevuto e coach Dell’Agnello bravo a tenere calmo un’ambiente, che rischia sempre di andare sopra le righe.

Quinta salvezza consecutiva per Pesaro (voto 5), tradita dalla coppia Jasaitis-Bucchi, con il lituano che potrebbe concorrere al premio di giocatore delusione dell’anno e l’allenatore bolognese che ha preferito abbandonare la barca, dopo qualche screzio di troppo con la dirigenza. Per salvare la situazione, oltre alla splendida stagione disputata da Jarrod Jones, ci sono voluti gli arrivi di Jeremy Hazell e, soprattutto, di Rotnei Clarke, che in sole otto giornate, ha fatto uscire la Vuelle dalle sabbie mobili, per la gioia di coach Spiro Leka, bravo a non farsi travolgere dalla situazione, dopo essere stato promosso head coach nel mese di marzo.

Alla fine è stata Cremona (voto 4.5) a retrocedere in serie A2, dalle stelle alle stalle in soli dodici mesi, che ha pagato forse l’esonero di un allenatore serio e preparato come Cesare Pancotto, in una Vanoli che più che un cambio alla guida tecnica, aveva la necessità di rinforzare un roster non lunghissimo, con il pur bravo Darius Johnson-Odom, lasciato troppo solo a togliere le castagne dal fuoco.

Nel dare un voto alle squadre, abbiamo tenuto conto, oltre al rendimento sul parquet, anche delle aspettative e delle potenzialità, ritenendo ad esempio, che Sassari e Reggio Emilia avessero un roster superiore a quello di Brescia o Capo d’Orlando.

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