I migliori quintetti della serie A di basket 2016/17. Il “podio” di Pu24 (Parte 1)

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9 maggio 2017

PESARO – Dopo aver dato i voti alle squadre protagoniste del campionato italiano di pallacanestro (rileggi qui precedente approfondimento di Pu24), è arrivato il momento di premiare quelli che, secondo il nostro giudizio, sono stati i migliori giocatori durante l’anno – tre per ogni ruolo – il quintetto degli italiani più meritevoli, il migliore allenatore e l’Mvp.

Si conferma anche in questo 2017 il trend negativo della nostra pallacanestro, con pochissimi nuovi arrivi da segnalare, allenatori che non mettono in mostra nessuna novità tattica, affidandosi pesantemente al pick and roll e al tiro da tre e squadre che vivacchiano, senza nemmeno provare a lanciare giovani, ma infarcendo il roster di stranieri di basso livello, con passaporti di comodo, pronti a fare le valigie alla prima occasione, con gli uomini bandiera che non esistono più, retaggio di una pallacanestro d’altri tempi, dove in estate al massimo arrivavano un paio di nuovi innesti, mentre in quest’era moderna, cambiarne sei o sette è ormai diventata una prassi, ma così vanno le cose, per la felicità di chi deve prendere le decisioni e continua a dire che va tutto bene.

In un campionato di 30 partite, sono stati presi in considerazione i giocatori che ne hanno disputate almeno la metà, perché è giusto premiare anche la costanza e dall’elenco sono stati così esclusi giocatori come Bruno Fitipaldo, autore di un grande inizio di stagione per Capo d’Orlando, prima di trasferirsi al Galatasaray, Dominic Waters, nove buone partite con Cantù, prima di emigrare ad Atene, David Logan e Dominique Sutton, arrivati in primavera per rinforzare rispettivamente Avellino e Trento in vista dei playoff e Rotnei Clarke, che nelle otto partite finali è stato l’arma in più della Consultinvest nella lotta salvezza.

PLAYMAKER:

Joe Ragland

Joe Ragland

1° JOE RAGLAND – Sidigas Avellino: (18.0 punti, 5.2 assist, 41% da 3) Si conferma uno dei migliori playmaker degli ultimi anni, un regista in grado di valorizzare i compagni, senza dimenticarsi di produrre punti in proprio, con quel tiro mancino sempre affidabile e un’innata capacità a fare le scelte giuste al momento giusto, Può permettersi di esprimersi al top per una trentina di minuti, avendo le spalle copertissime da Marques Green e in una Sidigas che punta alla finale, rimane lui l’uomo di riferimento.

2° RONALD MOORE – The Flexx Pistoia: (11.3 punti, 5.1 assist, 4,4 rimb.) I registi puri ormai sono merce rara e Moore è un play di questi tempi, veloce senza essere monocorde nel suo gioco offensivo, capace di servire i compagni, ma con un occhio sempre rivolto verso il canestro, l’uomo ideale per il gioco voluto da coach Esposito, che ha portato Pistoia ai playoff.

3° EDGAR SOSA – Pasta Reggia Caserta: (19.3 punti, 5.9 assist, 80% ai liberi) Senza di lui, Caserta ha vinto solamente due partite, mentre con lui sul parquet, ne aveva vinte sette delle prime dieci, mettendo in cascina quei punti indispensabili, per non doversi più guardarsi alle spalle nel girone di ritorno. Il carattere rimane frizzantino, ma il talento di questo play dominicano non si discute, con la solita facilità a produrre punti e di prendersi tiri da ogni posizione.

 

GUARDIA:

Darius Johnson-Odom

Darius Johnson-Odom

1° DARIUS JOHNSON-ODOM – Banco di Sardegna Sassari/Vanoli Cremona: (16.0 punti, 4.0 assist, 40% da 3) Il suo arrivo a metà stagione a Cremona, dopo le 12 eccellenti partite giocate con la maglia di Sassari, sembrava potesse essere la mossa vincente effettuata dalla Vanoli per cercare di evitare la retrocessione, ma se i lombardi sono finiti in serie A2, poche colpe si possono addossare a questo eccellente realizzatore, costantemente in doppia cifra ed ultimo ad arrendersi nella sfortunata stagione cremonese.

2° DOMINIQUE JOHNSON – Open Job Metis Varese: (17.7 punti, 83% ai liberi, 37% da 3) Arrivato alla fine del 2016, è stato – insieme a coach Caja – una delle chiavi per il buon girone di ritorno varesino, che ha portato i lombardi dall’ultimo posto alla soglia dei playoff. Classica combo guard di stampo moderno, con una buona propensione offensiva e un tiro in grado di far male al momento giusto.

3° DURANT SCOTT – Enel Brindisi (14.9 punti, 37% da 3, 2.9 assist) La stagione brindisina non è stata brillantissima, ma nel gioco di coach Sacchetti è riuscito ad emergere questa guardia dalle buone caratteristiche tecniche, con un tiro ondivago ma efficace e la propensione a giocare in velocità.

 

ALA PICCOLA:

Marcus Landry

Marcus Landry

1° MARCUS LANDRY – GERMANI BASKET BRESCIA: (19.8 punti, 4.7 rimb. 40% da 3) Una costante positiva nella stagione bresciana, giocatore capace di esaltarsi e di segnare con straordinaria efficacia, con un tiro da tre affidabile e un gioco in transizione da manuale, senza dimenticare l’impegno profuso anche in fase difensiva, insomma un’ala pronta a palcoscenici più importanti, che in estate sarà uno degli uomini mercato.

2° AMATH M’BAYE – ENEL BRINDISI: (18.0 Punti, 5.3 rimb. 38% da 3) In leggera fase calante, dopo un girone d’andata da Mvp, ma la stagione di quest’ala francese rimane di buonissimo livello, con il ventello che è arrivato quasi automaticamente ogni domenica, grazie ad un talento offensivo di primordine, che gli ha permesso di prendersi un tiro in qualsiasi situazione, con una selezione magari migliorabile per firmare con squadre più ambiziose.

3° DERON WASHINGTON – FIAT TORINO: (13,2 punti, 8.0 rimb. 32% da 3) Il passaggio da Cremona a Torino, non gli ha fatto perdere la sua capacità di produrre punti e rimbalzi, con quelle doti fisiche che gli permettono di vincere i duelli anche contro avversari più grossi e un tiro da fuori più preciso di quel che appare a prima vista.

 

ALA GRANDE:

Consultinvest Vuelle-Umana Venezia (foto Filippo Baioni) Jarrod Jones

Jarrod Jones

1° JARROD JONES – CONSULTINVEST PESARO: (19.0 punti, 10.1 rimb. 22,6 valutazione) Dopo la partenza di Austin Daye, a Pesaro si pensava dovessero passare degli anni per vedere un numero quattro altrettanto produttivo. Invece, quasi a sorpresa, dal campionato ungherese è arrivato questo filiforme lungo, dai movimenti in post basso da manuale, con un range di tiro che arriva ampiamente ai 6.75 e una capacità di andare a rimbalzo non comune, se si giocasse solo da una parte del parquet, sarebbe già pronto per l’Eurolega, ma nel basket bisogna anche difendere ogni tanto e da questo punto di vista, i suoi margini di miglioramento sono tantissimi.

2° JAJUAN JOHNSON – MIA CANTU’: (19.2 punti, 7.3 rimb. 80% ai liberi) Alla sua terza stagione italiana, continua ad essere una delle ali grandi più efficaci, sempre in grado di segnare da ogni posizione e di farsi valere nelle lotte dentro l’area colorata, anche se non è riuscito a portare i brianzoli in una zona di classifica più tranquilla.

3° D.J.WHITE – FIAT TORINO: (16.1 punti, 8.2 rimb. 58% da 2) Rispetto alle stagioni precedenti, ha inserito nel suo bagaglio tecnico anche il tiro da tre, rendendo la sua pericolosità offensiva ancora più micidiale, anche se il suo punto di forza rimane il gioco spalle a canestro, dove può far valere tutti i suoi chili e la sua pulizia di movimenti.

Appuntamento a domani, con la seconda ed ultima parte, della nostra selezione dei migliori giocatori della serie A di basket italiano.

 

 

 

 

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