“Resto umano”: storia di una persona e non di una categoria. La recensione

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9 maggio 2017

Resto Umano-Recensione del libro di A. P. Lacatena

Resto Umano-Recensione del libro di A. P. Lacatena

Dott.ssa Giorgia Giacani*

PESARO – Qualche giorno fa ho avuto il piacere di conoscere un uomo. Un uomo che ti arriva subito nel suo essere maschio. Ciò che più mi ha colpito però non sono i suoi bicipiti o i suoi lineamenti marcati, quello che più ti colpisce, affonda il colpo e ti avvolge è la cavalleria antica e la gentilezza profonda dei suoi modi. Un maschio ancestrale che ti apre la porta del ristorante e ti ordina l’ acqua minerale ancor prima che tu abbia verbalizzato questa richiesta.

Un uomo accogliente e accudente che si prende cura dell’Altro come l’ospite più prezioso della sua esistenza.

Un maschio alpha che ora non ha più paura del suo femminile.

Miki è un uomo, nell’aspetto e nell’animo. Si è costruito dalle macerie di una Michela odiata, esistita solo per essere distrutta e oltraggiata, un corpo da odiare e lasciare così spazio al suo vero sé di uomo, un corpo e un’ anima da amare e rispettare come il dono più prezioso.

Quando il sesso biologico (uomo o donna) e il senso di sé come maschio o femmina non corrispondono ci troviamo di fronte ad una persona transgender.

Una persona, sempre e comunque.

Miky è un transgendere e nel suo libro “Resto umano” scritto con la sociologa Anna Paola Lacatena ed edito da Chinasky racconta la sua storia di transizione FtoM.

Il racconto è un’iperbole emotiva forte, gli anni femminili del dolore per quel corpo non riconosciuto. Gli anni dell’eroina, del carcere e della scoperta alla positività all’ HIV sono anni bui in cui la parola transessuale non deve esistere. Se non la nomini significa che non esiste. Ma Miky esisteva già, nel desiderio di Michela di non avere il ciclo.

Il tumore, la paura di non essere mai Miky ma sempre e solo Michela lo costringono a prendersi cura di sé. L’incontro con l’ amata Milena e il coraggio di essere davvero sé stesso sono gli anni dell’amore, dell’attivismo e del rispetto.

La potenza di questo racconto è la personalità di Miky che senza riserve e senza paura ti regala la sua anima ora non più tormentata.

Potevo scegliere di parlare dei transgender, ho scelto di parlare di una persona che nel tempo di una pizza mi ha regalato un insegnamento prezioso “restare umana” sempre, la Dott.ssa Paola Biondi, psicologa e psicoterapeuta fondatrice di www.psicologiagay.com e membro del comitato scientifico dell’ associazione N.U.D.I. (associazione per il benessere delle persone LGBT) insieme alla presidente, dottoressa Antonella Palmitesta, psicologa, psicosessuologa confermano questa scelta: “Label are for food”, le etichette sono per il cibo. Ancora una volta questo libro evidenzia l’importanza di andare oltre le etichette, le definizioni per incontrare le persone.

Non c’è nulla di patologico nell’essere transgender o transessuali, niente di differente da quello che è l’esperienza di uomini e donne biologici. Salvo il fatto che le persone T*, ancora troppo spesso, sono discriminate in ambito privato e professionale per la loro identità”.

*Psicologa, psicosessuologa

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