Il Sigillo d’Ateneo dell’Università di Urbino al regista Marco Bellocchio

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12 maggio 2017

Il rettore Vilberto Stocchi (a sinistra), Marco Bellocchio (al centro), il prorettore vicario Giorgio Calcagnini (a destra)

Il rettore Vilberto Stocchi (a sinistra), Marco Bellocchio (al centro), il prorettore vicario Giorgio Calcagnini (a destra)

URBINO – Il regista Marco Bellocchio ha ricevuto ieri, dalle mani del rettore Vilberto Stocchi il sigillo d’Ateneo (il più alto riconoscimento dell’università di Urbino), per i meriti culturali e per aver contribuito a far conoscere la cinematografia italiana nel mondo. Alla cerimonia – come riportano i colleghi del Ducato – hanno assistito più di 100 persone tra autorità giudiziarie, professori, cittadini e studenti, che si sono riversati con curiosità nell’aula magna di palazzo Battiferri, presso la facoltà di Economia, per ascoltare le parole di Bellocchio.

Questa la motivazione ufficiale, citata nel discorso introduttivo di Stocchi: “Nel corso della sua attività di regista – si legge – Bellocchio ha attraversato più epoche, partecipando a quel grande fermento artistico della nouvelle vague degli anni ’60, quando si avvertiva l’esigenza di rinnovare, sperimentare, ridefinire il linguaggio cinematografico, cercando nuove prospettive da cui inquadrare la società e l’essere umano” e mantenendo “in mezzo secolo di carriera sempre un altissimo livello qualitativo”.

 

In questi giorni alcuni film del regista sono stati proiettati gratuitamente al cinema Nuova luce: da Pugni in tasca a Gli occhi, la bocca, da Salto nel vuoto a Vincere fino a Fai bei sogni. L’intervento del tre volte vincitore del “David di Donatello” e del sei volte “Globo d’oro” è stato inserito ne l’Intervallo delle cose, il festival sulla cinematografia che si è tenuto a Urbino dallo scorso lunedì organizzato da “La Ginestra”.

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