Volley, la myCicero promossa “grazie a uno staff di A1″. Il racconto di Andrea Burini, Luca Nico e Simone Mencaccini

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14 maggio 2017

Andrea Burini e Luca Nico festeggiano con Alice Degradi (foto Eleonora Ioele)

Andrea Burini e Luca Nico festeggiano con Alice Degradi (foto Eleonora Ioele)

PESARO – La festa è già finita, le ragazze se ne vanno. Non tutte, ovvio, le più giovani sono attese dalla volata finale dell’anno scolastico, ma anche dagli esami.

Dopo la serata di venerdì alla Villa delle Rose, le cerimonie pubbliche e la cena del sabato sera da Alceo, una domenica di lavoro per preparare i bagagli. Si torna a casa, in attesa di… notizie sul futuro. Da inguaribile romantico, confermerei tutte le ragazze, ma so che non sarà così, che molte partiranno. La maggior parte di loro sono già nel mirino delle società di serie A2 che vorrebbero puntare in alto. Il finale di stagione, i playoff maestosi hanno alzato le quotazioni di tutte le colibrì, in prima fila le centrali Mastrodicasa e Olivotto.

Ovvio che le società che parteciperanno al campionato attendano di capire che serie A2 sarà, visto che il ventilato torneo a 20 squadre divise in due gironi sembra sempre più improbabile. Intanto, due neopromosse, vinto il girone di B1, avrebbero anticipato che non faranno il salto di categoria, assai costoso prima ancora di incominciarlo. E la Lilliput Settimo Torinese ha annunciato che preferisce tornare in B1. Probabile lo scambio di diritti con Mondovì.

Intanto è ufficiale la notizia, che circolava subito dopo la semifinale persa con Pesaro, che Trento ha lasciato libero Ivan Iosi, protagonista, malgrado i tanti infortuni, di una stagione positiva. Mah, che dire se non che circola insistentemente il nome di Delmati, ex Monza, quale sostituto di Iosi, con Mingardi e Angelina possibili rinforzi per una società che vuole raggiungere la serie A1.

Mingardi, lanciata da Andrea Pistola (a proposito, è forte la voce che lo vorrebbe in partenza da Legnano per approdare a San Giovanni in Marignano) è sicuramente la giocatrice più concupita, anche se non manca chi la spingerebbe verso la serie A1. Giudizio personale: meglio giocare in A2 che fare panchina in A1, come è successo – ad esempio – ad Alessia Arciprete, che ci è cara e ha sprecato una stagione. A Pesaro avrebbe giocato titolare, ma qualcuno – mi auguro non sia stata una sua scelta – l’ha spinta verso il Club Italia, che adesso la lascia libera, dove non è cresciuta tecnicamente.

Sono cresciute, invece, tutte le giovani arrivate alla corte di Matteo Bertini e del suo staff. Uno staff ringraziato sia dalle giocatrici sia dall’allenatore: “Senza l’aiuto di uno staff di serie A1 – ha ribadito ancora una volta, durante la festa alla Palla, l’allenatore capo – non credo che avrei raggiunto questo risultato”.

Andrea Burini non è solo un amico di Matteo Bertini, è un grande lavoratore che ha dato tanto alla myCicero e giustamente festeggia.

“Una goduria immensa… faccio i complimenti a Matteo che ha preparato benissimo le partite ed è stato bravissimo per tutta la stagione. E’ stato un onore, ma anche un grande piacere lavorare al suo fianco”.

Per carità, non facciamo come la volpe e l’uva: sarebbe stato meglio conquistare la promozione diretta, mancata per 1 punto, ma forse andare in A1 dopo playoff così esaltanti è stato ancora più bello.

“Ha dato ancora più gusto, soprattutto contro una bella squadra, che però noi non abbiamo fatto giocare. Intanto limitando Mingardi in entrambe le partite. Le nostre ragazze sono state bravissime, E Matteo ha preparato la sfida alla perfezione. Se riusciamo a ricevere bene, come abbiamo fatto, le nostre centrali sono molto forti, ma non mi sento di fare un nome dopo la vittoria: tutte bravissime, chi era in sestetto, chi è entrata dalla panchina. Ma io sono contento per tutte – conclude Andrea Burini -, anche per chi non ha giocato”.

Luca Nico ha perso la voce, come diverse giocatrici. Il signore delle statistiche è ancora incredulo.

“Devo realizzare quanto è accaduto. Quando Isabella Di Iulio ha messo a terra l’ultimo punto, non mi è sembrato vero. Confesso che prima dei playoff avevo qualche timore, ma il cammino della nostra squadra è stato perfetto. Onestamente, per le avversarie c’è stato poco da fare. Siamo stati una squadra, una vera squadra. In verità, non solo nei playoff. E’ stato bellissimo vincere nel PalaYamamay, dove abbiamo giocato praticamente in casa, come se Busto Arsizio fosse in provincia di Pesaro, non di Varese. Emozioni uniche, mai provate prima. Mi sembra di vivere un sogno… Credo che solo fra qualche giorno mi accorgerò che è realtà”.

Simone Mencaccini al lavoro con Nicole Gamba (Foto Eleonora Ioele)

Simone Mencaccini al lavoro con Nicole Gamba (Foto Eleonora Ioele)

Ultimo, non certamente per importanza, il professor Simone Mencaccini, bravissimo preparatore atletico. Osservarlo al lavoro è stato una lezione continua. Non per caso le giocatrici l’hanno ringraziato particolarmente, sottolineando di essere arrivate all’epilogo della stagione in perfetta forma. Pochi minuti dopo la vittoria, gli abbiamo chiesto quale fosse il segreto, visto che le ragazze sembravano reduci da una… passeggiata, non da un durissimo tour de force con 4 partite in 15 giorni.

“Non esageriamo. Siamo arrivate bene alla finale, come dimostra il risultato, che non nasce per caso, ma è frutto di un anno di lavoro, anche molto duro, da parte delle ragazze che si sono impegnate sempre, consapevoli che l’obiettivo da raggiungere prevedeva un percorso lungo e difficile”.

La promozione in A1 non è il primo successo per Simone Mencaccini, che ha vinto anche scudetto, Coppa e Supercoppa in Polonia. Però la promozione in A1 con la myCicero è davvero bella.

“Ho fatto altre finali, ma il percorso con la myCicero Pesaro mi ha dato grandi soddisfazioni. Abbiamo vinto i playoff in maniera indiscutibile, unica, a dimostrazione che si era allestito un gruppo molto forte che ha lavorato, insieme, nel migliore dei modi”.

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