Uomo, chi sei? Palazzo Gradari ospita la prima mostra antologica di Paolo Muratori

di 

15 maggio 2017

_OBE6842_Muratori copiaridotttaPESARO – Palazzo Gradari ospita dal 18 al 28 maggio la prima mostra antologia del pittore pesarese Paolo Muratori, artista figurativo che, ispirato dai capolavori degli Uffizi, ha incentrato la sua ricerca artistica sull’uomo.

La mostra dal titolo “Uomo, chi sei?” organizzata dalla famiglia dell’artista scomparso a ottobre 2015, con il patrocinio del Comune di Pesaro, porta alla luce per la prima volta l’importante lavoro pittorico di Paolo Muratori. Oltre 80 quadri, affiancati da pitture e miniature su legno e ceramiche che potranno essere ammirati e vissuti visitando l’esposizione al piano nobile del prestigioso palazzo.

Restio alla ribalta, Muratori, nella sua vita artistica, passa da un’arte figurativa a geometrie sempre più incalzanti per arrivare a entrare nella complessità della realtà, dell’uomo e degli oggetti che lo circondano. Tutti testimoni dei contrari che abitano l’uomo e la vita stessa e che, tuttavia, non vincono mai l’uno sull’altro ma si affiancano, incessantemente, come imprescindibili facce della stessa medaglia.

 

Un percorso che porta in scena la vita dell’artista e dell’uomo, non solo grazie alle sue opere ma anche attraverso i suoi schizzi, le bozze e l’atmosfera del suo studio nel quale, per tanti anni, ha lavorato e creato.

“Uomo chi sei?” inaugura giovedì 18 maggio alle ore 18.00 al piano nobile di Palazzo Gradari, con un reading dedicato all’artista e la proiezione di immagini artistiche che evocano i toni e le luci dello studio di Muratori, ma anche musiche che avvolgeranno il visitatore invitandolo ad entrare nel proprio universo simbolico.

 

La mostra è aperta dal 18 al 28 maggio tutti i giorni al piano nobile di Palazzo Gradari dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20.

 

L’autore

foto conferenza MuratoriPaolo Muratori nasce a Pesaro il 20 novembre 1939. Frequenta la scuola d’arte nella città natale per poi fare il Magistero a Firenze dove il suo maestro è Giuliano Vangi. Sono gli anni ’60 e, dopo la piena dell’Arno, accetta un posto fisso nella scuola d’arte di Macerata, dove insegnerà arte pittorica per oltre un decennio. Qui, presso la chiesa di Piè di Ripa, realizza un’imponente opera pittorica: l’affresco di una cappella laterale e un crocifisso alto otto metri sovrastante l’altare maggiore. Ispirato dai capolavori degli Uffizi Muratori, dopo alcune mostre personali con l’uomo sempre al centro, transita da un’arte figurativa a geometrie sempre più incalzanti. A metà degli anni ’70 inizia il periodo delle sagome, con l’utilizzo dell’aerografo oltre alla pittura. Nel 1988 è selezionato dal curatore toscano Luccio Passetto per l’importante mostra “Museo dei musei”, dove riproduce “La flagellazione” di Piero della Francesca che girerà insieme alla mostra da Palazzo Strozzi a Firenze fino a Tokio. Alla fine degli anni ’80 inizia una nuova fase di espressione artistica, che scende all’interno dell’essere umano, di oggetti e paesaggi. Dal ’95 l’uomo e il colore entrano a pieno titolo nelle tele e nel 2005 è nel gruppo di artisti della mostra dal titolo “Nanni Valentini e i suoi compagni di viaggio”, a fianco dei più riconosciuti scultori e pittori marchigiani. Negli ultimi dieci anni trova un nuovo linguaggio, melting pot di colori e figure per arrivare alla pittura su ceramica: qui il pretesto è stare con i vecchi amici. Fino alla malattia che, il 28 ottobre 2015, lo porta a entrare nell’orizzonte così spesso guardato dalla prua della sua barca a vela.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>