Bellocchi: figlio minaccia padre col martello. Fermato dalla Polizia

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17 maggio 2017

FANO – I poliziotti del Commissariato di Fano domenica scorsa sono intervenuti in località Bellocchi di Fano a seguito della richiesta di aiuto pervenuta al 113 da parte di un padre, minacciato con una mazzetta da muratore dal proprio figlio maggiorenne.

Giunti sul posto gli Agenti, constatato che il giovane, in preda ad un raptus, aveva iniziato a sferrare colpi con la mazzetta contro le pareti ed il portone di casa, temendo che lo stesso potesse compiere azioni violente anche ai danni di persone o atti autolesionistici, con l’ausilio del personale dei Vigili del Fuoco e dell’Arma dei Carabinieri, irrompevano all’interno dell’abitazione immobilizzandolo. Nella circostanza il giovane, che oltre alla mazzetta si era nel frattempo armato anche di un grosso cacciavite, tentava di colpire con quest’ultimo attrezzo uno dei poliziotti, ferendolo di striscio ad una tempia. L’aggressore, una volta bloccato veniva trasportato, a bordo di un’autoambulanza, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Fano per i provvedimenti sanitari del caso. Il predetto veniva successivamente denunciato all’Autorità Giudiziaria per Violenza, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Ma sono stati giorni di superlavoro per il Commissariato di Polizia di Fano:

Un cittadino marocchino di 37enne è stato rintracciato dagli agenti, coordinati dal Dirigente del Commissariato dr. Stefano Seretti, nella frazione di Carrara e  condotto alla Casa Circondariale di Villa Fastiggi in quanto colpito da un provvedimento di sospensione cautelare di misura alternativa e ripristino della detenzione in carcere, dovendo scontare 8 mesi di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti.

Stessa pena è risultata essere stata comminata ad un campano 41enne, rintracciato nella zona di Metaurilia, anch’egli già conosciuto alle Forze di Polizia per il coinvolgimento in reati in materia di stupefacenti, resosi responsabile di evasione e pertanto, tratto in arresto.

Infine un fanese di 67 anni è stato sottoposto a detenzione domiciliare per la durata di 20 giorni, comminata dal Tribunale di Pesaro a seguito della consumazione di reati derivanti dall’inosservanza delle norme sulla sicurezza sul posto di lavoro e sull’immigrazione.

 

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