Cara Vuelle, l’estate è questa: prima si parla di denari, poi della squadra

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19 maggio 2017

PESARO – Fatevene una ragione. Da oggi, fino alla fine dell’estate, si parlerà di soldi, o meglio della loro mancanza, o meglio ancora di come riuscire a procurarsene il più possibile, per costruire una Victoria Libertas non diciamo forte, ma almeno decente, in grado di raggiungere una tranquilla salvezza. Poi si parlerà anche di allenatori, di giocatori nuovi e di eventuali rinnovi, ma il trait d’union sarà sempre il denaro, quello che non va in campo, ma che rende possibile mettere dieci giocatori con la canotta biancorossa ogni domenica sul parquet, continuando quella tradizione che lega Pesaro alla pallacanestro italiana da più di settant’anni.

Nascondersi dietro un dito non serve niente, così come pensare che essere in serie A2 sarebbe la panacea di tutti i mali e che ci si divertirebbe maggiormente nel vincere qualche partita in più durante l’anno, per poi giocarsi il tutto per tutto nei playoff, con il serio rischio di ritrovarsi ad esempio come Biella, retrocessa cinque anni fa ed eliminata da Verona al primo turno, dopo aver dominato la regular season. La Vuelle è in serie A per merito, perché in ogni caso è riuscita per cinque anni consecutivi a salvarsi con le proprie forze, senza nessun tipo d’aiuto esterno, cavalcando l’idea del Consorzio, che dopo la riunione di ieri sera esce sicuramente ridimensionato, ma che rimane la soluzione più semplice, dopo l’uscita di scena di patron Scavolini, in una pallacanestro dove Giorgio Armani rappresenta una mosca bianca, dove i mecenati non esistono più e dove si deve ricorrere al maggior numero possibile di gambe, per mantenere in piedi un tavolo che altrimenti traballerebbe in maniera preoccupante.

E se si parla di soldi è necessario fare chiarezza fin da subito, anche in uno sport dove c’è la strana abitudine di non dichiarare pubblicamente le cifre, come si fa in quasi tutti gli altri paesi, dalla Russia, con i 42 milioni di budget a disposizione del Cska, alla Francia, dalla Spagna alla Germania. In Italia, per sapere il budget di una formazione di serie A, bisogna consultare visure ed aspettare la chiusura dell’anno finanziario e l’unico dato certo disponibile è quello dell’incasso del botteghino, che la Lega Basket pubblicherà alla fine dei playoff e dove Pesaro si dovrebbe confermare il terzo pubblico d’Italia, con una media superiore alle 4000 unità. Per sapere l’ingaggio di un giocatore, ci si deve affidare al buon senso e ai si dice, mentre nulla vieterebbe alle società di dichiarare fin dalla presentazione, quanto percepirà un loro giocatore, anche se i contratti possono subire delle leggere modifiche a seconda dei premi percepiti in base ai risultati.

Consultinvest Vuelle-Armani Milano festa salvezza 00025Un’altra certezza è che ognuna delle 16 squadre di serie A, deve obbligatoriamente spendere 800.000 euro lordi per l’ingaggio dei giocatori, regola messa qualche anno fa dopo il caso Napoli, che finì la stagione con dieci juniores in campo e partendo da questa cifra, si può capire come un budget annuo di due milioni e mezzo, sia il minimo per poter finire la stagione senza debiti, anche se sarebbe una cifra appena sufficiente per sopravvivere, dal punto di vista sportivo.

L’ultima certezza è, che in mancanza di un’alternativa più conveniente, la Consultinvest sarà ancora main sponsor della Vuelle, con un investimento di 500.000 lordi, cifra che non sarà iperbolica, ma che rappresenta comunque un discreto punto di partenza, soprattutto se dietro l’angolo non c’è un benefattore con un assegno di un milione di euro in mano, perché trovarne uno disposto a darne 600/700mila cambierebbe di poco le carte in tavola, dato che in quel caso, verrebbero a mancare i soldi della stessa Consultinvest, che si impegnerebbe a cifre sicuramente inferiori a quelle attuali.

Finite le certezze, iniziano le ipotesi, a cominciare da chi sarà il nuovo presidente al posto del dimissionario Amadori, se qualcuno seguirà le sue orme, abbandonando la barca o su chi potrebbe entrare ex novo nel Consorzio, perché le attuali forze non basterebbero per arrivare ai famigerati due milioni e mezzo di budget, con l’alternativa di convincere ditte come la Butangas, la Biesse e la Eden Viaggi ad aumentare il loro contributo, ma come si può indurre, società pur floride dal punto di vista economico come quelle appena citate, ad investire parte dei loro guadagni nella pallacanestro? Affidando il compito a persone competenti, uomini di marketing o consulenti finanziari, capaci di spiegare per filo e per segno i vantaggi fiscali e d’immagine dell’operazione, perché gli svantaggi saltano subito all’occhio, ma le cose positive bisogna illustrarle con dovizia di particolari, facendo presente che la pallacanestro italiana è ancora il secondo sport nazionale, con 8.8 milioni di appassionati – stando alle dichiarazioni del presidente Petrucci – pronti a riempire i palazzetti e a seguire le partite in televisione o in streaming.

E parlando di comunicati, quello stringato emesso dalla Vuelle in mattinata, non fa certamente chiarezza sul momento attuale, non specificando praticamente niente di nuovo, dato che le dimissioni di Amadori erano note da giorni, non si parla di chi uscirà, di chi rimarrà, di chi eventualmente sarà il nuovo Presidente e se l’iscrizione al prossimo campionato sia a rischio o meno, i tifosi non pretendono la luna o una squadra d’Eurolega, ma un minimo di chiarezza sì e continuare con la politica di poca comunicazione non aiuta certamente “a promuovere ogni attività per superare il delicato momento nell’interesse del sodalizio e della città”. Le scadenze non aspettano, entro maggio si dovranno compiere tutti i passi per iscrivere la Victoria Libertas al campionato di Serie A 2017-18, il tempo corre e l’assemblea del Consorzio è stata aggiornata a data da destinarsi, speriamo bene.

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