Quell’ultima meta. L’Alma allo sforzo finale

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23 maggio 2017

Sandro Candelora*

Esultanza Alma Juventus Fano (fotografia per la quale si ringrazia la collaborazione di Sport Fano 24)

Esultanza Alma Juventus Fano (fotografia per la quale si ringrazia la collaborazione di Sport Fano 24)

FANO – Metà dell’opera compiuta, in qualche maniera. L’altra metà resta però ancora da fare. E la seconda impresa sarà ancor più dura della prima, c’è da giurarlo. Perché il Forlì è ancora vivo e vegeto, con buona pace di chi (i soliti sapientoni da salotto) lo dava già con un piede nella fossa. Lo ha dimostrato in casa propria, dando vita ad una prova gagliarda, piena di ardore e coraggio, corsa inesausta e massima applicazione. E l’Alma ha sofferto non poco l’intraprendenza dei romagnoli, per scelta o necessità chiudendosi spesso alle corde in una strettissima guardia difensiva come era solito fare il grande Cassius Clay in attesa che passasse la buriana dei colpi portati dall’avversario. Pochi dubbi anche sul fatto che gli uomini di Gadda riproporranno pari pari lo stesso canovaccio pure al ‘Mancini’, magari esaltandolo esponenzialmente visto che a quel punto non avranno nulla da perdere. Meneranno insomma le danze sin dall’inizio, sfruttando un dinamismo forse superiore e tentando di portarsi velocemente in vantaggio, circostanza che ribalterebbe l’inerzia soprattutto psicologica della doppia sfida. Come comportarsi, allora? Chiaro che occorrerà saper gestire ogni singolo attimo del match con estremo acume e raziocinio, interpretando la sia pur minima giocata come se fosse quella cruciale e decisiva. Ci sarà altresì bisogno di pungere di più in fase di rimessa e con risultati maggiormente tangibili di quanto non si è fatto in terra di Romagna. In tal senso, potranno venire utili, e se ben impiegate letali, le frecce veloci che Cuttone ha a disposizione nella faretra (diciamo di Melandri, Gabbianelli, gli stessi Cocuzza e Camilloni a partita iniziata) e le teste rapide di pensiero che sanno come innescarle (è il caso di Filippini e Borrelli). Ma non vogliamo certo dettare la formazione al tecnico granata, che saprà sicuramente puntare su quanti, nel novero di una truppa forse affaticata e in qualche caso malconcia, gli offrono al momento maggiori garanzie. E del resto chi giocherà, la tattica, la tecnica e tutti gli oziosi ricami dialettici da bar conteranno poco o nulla. Sul rettangolo verde dovranno scendere undici leoni e lottare come assatanati fino allo spasimo. Senza arretrare di un passo. Avranno il sostegno di uno stadio ribollente di passione. Capace di trascinarli ad un traguardo che varrà come e più di una promozione. Perché, per chi non l’avesse ancora capito, salvarsi per l’Alma è vitale. Nel senso più letterale della parola. E allora tutti per uno. E che quell’uno, chiunque egli sia, combatta per tutti.

*Opinionista Alma Juventus Fano

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