Tutti i dubbi della Vuelle e le semifinali playoff: il pronostico di pu24.it

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25 maggio 2017

Consultinvest Vuelle-Armani Milano festa salvezza 00007PESARO – Alla fine, a giocarsi lo scudetto del basket sono arrivate, se non le quattro squadre più forti, sicuramente quelle più continue nell’arco della stagione. Le quattro formazioni che si erano classificate ai primi quattro posti durante la regular season e che adesso sono pronte a darsi battaglia in queste semifinali, che inizieranno stasera e che proseguiranno per una decina di giorni almeno, con match che si giocheranno a distanza di 48 ore, dando la possibilità agli appassionati di assistere ogni sera ad una partita.

Non sono stati quarti di finale spettacolari, con poche sorprese e nessuna serie arrivata a gara cinque: Milano aveva provato a complicarsi la vita perdendo gara uno in casa, ma alla fine la pur generosa Capo d’Orlando ha dovuto inchinarsi ad un’Armani sicuramente più attrezzata e con rotazioni più lunghe. Trento ha saputo vincere con autorità i due match casalinghi, per poi chiudere il discorso a Sassari, contro un Banco di Sardegna che ha confermato i problemi mostrati durante la stagione e che si appresta a far partire una minirivoluzione per cercare di tornare ai fasti del triplete del 2015. Rivoluzione che certamente ci sarà anche a Reggio Emilia, vera squadra delusione di questi playoff, con la Grissin Bon che è stata battuta al fotofinish da Avellino in gara 3, non riuscendo ad allungare una serie che avrebbe ancora potuto riservare delle sorprese. La Sidigas però si è confermata formazione solida a questi livelli, con tanti giocatori abituati a dare il massimo nelle partite senza un domani. Ammirevole la resistenza di Pistoia che dopo aver vinto gara tre ha dovuto inchinarsi ad una Venezia pronta a dar fastidio a tutti, anche alla stessa corazzata milanese e che può contare su dieci giocatori di buonissimo livello.

Semifinali e finale scudetto si giocheranno al meglio delle sette, con le gare uno, due, cinque ed eventuale sette in casa della migliore classificata. Tutte le partite andranno in diretta sia su Sky, che su Raisport, nel canonico orario delle 20.45. Si comincia stasera con la diretta di Milano-Trento, mentre domani sera inizierà la serie tra Venezia ed Avellino.

Dopo aver azzeccato tre pronostici su quattro, ci riproviamo per queste semifinali, che si spera siano più lunghe ed equilibrate dei quarti e che magari non riusciranno ad eguagliare le emozioni delle Final Four di Eurolega dello scorso weekend, con il Fenerbache di Gigi Datome che ha portato per la prima volta la Coppa in Turchia, ma che rappresentano, in ogni caso, il meglio di una pallacanestro italiana alle prese con tanti problemi da risolvere nel minor tempo possibile.

1° EMPORIO ARMANI MILANO – 4° DOLOMITI ENERGIA TRENTO

La favorita contro una debuttante a questi livelli, ma i trentini non sono pronti a fare le vittime sacrificali e cercheranno di rendere la vita difficile agli uomini di Repesa. Milano, dopo essersi tolta la ruggine di dosso in gara uno, ha dimostrato tutta la sua forza contro Capo d’Orlando e sa di poter contare su una panchina lunghissima e sulla maggiore esperienza, mentre la Dolomiti sarà sempre senza Baldi Rossi e Moraschini, con una rotazione effettiva di otto uomini, che alla lunga potrebbe condizionarla negativamente, non essendo abituata a giocare ogni 48 ore, ma i ragazzi di coach Buscaglia – confermato fino al 2020 – possiedono doti tecniche notevoli ed un sistema di gioco capace di esaltare le loro qualità.

GLI UOMINI CHIAVE

Coach Repesa non ha ancora trovato un quintetto che lo soddisfi pienamente e contro la Betaland ha accorciato le rotazioni, ma i due giocatori determinanti – nel bene e nel male – rimangono Kruno Simon e Miroslav Raduljica, con il croato che sarà l’uomo degli ultimi minuti, quello chiamato a spezzare l’eventuale parità, con le sue triple e la sua precisione ai liberi, mentre il serbo spesso rischia di non arrivarci all’ultimo quarto, frenato da quel nervosismo che gli fa commettere falli inutili, con tanto di proteste e falli tecnici inevitabilmente sanzionatigli dalla terna arbitrale.

Trento si aspetta il massimo da Aaron Craft e Dominique Sutton, non sempre maestri di continuità, ma l’ago della bilancia sarà il rendimento di Ariel Filloy e Diego Flaccadori, playmaker chiamati a dirigere il gruppo e a rendere la vita difficile alla lunghissima batteria di esterni milanese.

IL PRONOSTICO DI PU24

Milano dovrà stare attenta a non distrarsi nelle prime due gare casalinghe, dove, se riuscirà a portarsi sul due a zero, metterà pressione su una Dolomiti non abituata a questi livelli e che potrebbe accontentarsi di un posto tra le prime quattro, con tanto di qualificazione ad una Coppa europea… non dovrebbe esserci uno “sweep”, ma potremmo andarci vicino: Milano – Trento 4-1

2° UMANA VENEZIA – 3° SIDIGAS AVELLINO

Si preannuncia una semifinale equilibrata e spettacolare tra due formazioni che hanno come obiettivo l’accesso alla finale fin dallo scorso settembre e sanno di poter mettere in difficoltà la stessa Milano. Ma prima dovranno darsi battaglia tra loro, dopo essere uscite benissimo dai quarti di finale, con Venezia che ha controllato l’esuberanza pistoiese, mentre Avellino ha compiuto l’impresa in gara tre a Reggio Emilia, con il buzzer beater di Leunen che potrebbe essere uno dei momenti chiave della stagione. L’Umana è stata costruita per arrivare fino in fondo, l’unica con un roster numericamente simile a quello di Milano, però anche Avellino non se la passa male a livello di giocatori, con tanti uomini di esperienza che potrebbero fare la differenza in partite senza un domani.

GLI UOMINI CHIAVE

Marquez Haynes è il giocatore dotato di maggior talento nelle fila dei veneziani e sicuramente sarà il sorvegliato speciale della difesa avellinese, ma gli uomini decisivi potrebbero essere a sorpresa due italiani del gruppo, il più giovane e il più esperto, con Stefano Tonut che sembra sulla buona strada del pieno recupero fisico, mentre uno con l’esperienza e l’abitudine alla vittoria di Tomas Ress lo vorremmo sempre avere nelle partite decisive.

Avellino proverà a far valere i suoi chili sotto canestro, con Fesenko, Cusin e gli stessi Leunen e Zerini in grado di vincere la lotta dentro l’area colorata, però l’ago della bilancia potrebbe essere ancora una volta Joe Ragland, colpito da un tragico lutto familiare nei giorni scorsi, ma che, proprio e non solo per questo, potrebbe mettere sul parquet tutta la sua rabbia, oltre che il talento.

IL PRONOSTICO DI PU24

Serie lunga e spettacolare, dove il fattore campo potrebbe saltare almeno una volta per parte e dove saranno i particolari a fare la differenza. Venezia ha la finale in mente fin dallo scorso ottobre e durante la stagione è stata una delle più continue, nonostante sia stata colpita da diversi infortuni, ma Avellino saprà rendergli la vita difficile, con il talento di Marques Green e David Logan sempre pronto ad esplodere. Gara cinque sarà la chiave della serie: Venezia – Avellino 4-2.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST

Continua il vuoto di potere in casa Vuelle, dopo le dimissioni del presidente del Consorzio Luciano Amadori che formalmente resterà in carica fino al 30 giugno per sbrigare le pratiche più urgenti, tra le quali la più importante ovvero l’iscrizione alla serie A 2017-18, con tanto di fideiussione da presentare entro mercoledì prossimo per evitare spiacevoli sanzioni ed equivoci. Una volta completato l’iter burocratico, ci sarebbe anche da costruire la squadra, ma è difficile farlo senza conoscere gli uomini incaricati del compito, perché è giusto ricordare che una volta formalizzate le dimissioni di Amadori, si dovrà ricostruire tutto il Consorzio, con tanto di nuove nomine, compresa quella del presidente esecutivo, ruolo ricoperto fino alla fine di giugno da Ario Costa.

E parlare di mercato in questi giorni non è facile, perché a luglio potrebbero cambiare anche gli uomini che dovranno prendere le decisioni e, come sempre, sarebbe bene fare chiarezza fin da queste ore, concetto astruso per l’attuale dirigenza, che non si è certa contraddistinta per una comunicazione chiara con i propri tifosi nell’ultimo lustro, mentre in altre realtà non ci sono remore nell’indicare il budget a disposizione. A tal proposito vi invitiamo a leggere la bella intervista rilasciata a Cestisticamente Parlando da Peppe Sindoni, gm di Capo d’Orlando, dove, tra le altre cose, dichiara che i siciliani e Pistoia quest’anno avevano il budget più basso della categoria, non arrivando complessivamente nemmeno a due milioni di euro, e che per costruire una buona squadra, possono bastare anche 900mila euro lordi, come monte ingaggi per il roster, prendendo come esempio proprio la Vuelle, che a parer suo, due anni fa, diede il via ad un nuovo sistema nel costruire le formazioni, prendendo europei da campionati semisconosciuti e rookie di buon livello disposti a farsi le ossa per ingaggi ancora non elevati. Il rovescio della medaglia è che Pesaro negli ultimi anni è sempre finita nelle ultimissime posizioni, con un budget comunque ampiamente superiore ai due milioni – anche se di dati ufficiali non se ne parla – mentre Pistoia e Capo d’Orlando sono state appena eliminate dai playoff scudetto, quando si dice che gli allievi superano il maestro.

E’ chiaro, comunque, che il primo tassello da riempire sarà quello dell’allenatore e dai nomi che circolano. Si evince come sia già in atto l’abbassamento dell’asticella, dato che dodici mesi fa si parlava dell’ingaggio di un allenatore esperto come Piero Bucchi, mentre adesso – se non dovesse rimanere al suo posto Spiro Leka – si trattano coach provenienti dalla serie A2, come i vari Ramondino, Cavina e Griccioli e dalla serie inferiore dovrebbero arrivare anche i nuovi italiani che partiranno dalla panchina nel passaggio al 5+5. Tutto fumo e niente arrosto comunque, perché per mettere la carne sul fuoco occorre che qualcuno tiri fuori i soldi dalla borsa e in questo momento non è chiaro né si ci siano i soldi, né se qualcuno sia autorizzato a pagare il conto.

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