E se domani. Cosa farà Gabellini? Il punto di Candelora sull’A.J. Fano

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9 giugno 2017

Sandro Candelora

FANO – Elimina l’impossibile e tutto quel che resta, per quanto improbabile, non può essere che la verità. Sherlock Holmes dixit. E’ il dogma al quale deve attenersi ogni investigatore che si rispetti, nel mentre tenta di dipanare un’aggrovigliata matassa di indizi che gli sbarra la strada. In effetti, dietro il prolungato, impenetrabile e a questo punto assordante silenzio nel quale si è trincerato patron Gabellini di irrealistico non c’è praticamente nulla, chè ogni ipotesi di lavoro al momento risulta pienamente valida. Cosa farà in buona sostanza lo sa solo lui, ammesso e non concesso che abbia già deciso e non sia al contrario lacerato da ogni sorta di dubbi. Il ventaglio degli scenari che si possono schiudere è assai ampio ed evoca prospettive ora fauste ora tragiche per le sorti del club. Il massimo dirigente granata potrebbe decidere di restare al comando da solo, sulla scia dell’entusiasmo generato dalla storica salvezza acquisita a fronte di mille difficoltà. Si rimboccherebbe in questo caso le maniche, affrontando una nuova stagione onerosa dal punto di vista economico ma chiedendo giustamente che quanto meno non gli si mettano i bastoni fra le ruote (la mancata disponibilità in tutta Fano di un campo d’allenamento è francamente ridicola, vero Assessore allo Sport?).

Claudio Gabellini

Claudio Gabellini

Non è altresì da escludere che, sfruttando le molte conoscenze che gli derivano dalla sua attività di imprenditore di successo, sia nel frattempo (ma sì, dalla famosa e improvvida sparata di Dicembre) riuscito a coinvolgere qualcuno che possa aiutarlo nel progetto. Parimenti credibile che possa invece aver già imbastito una trattativa di cessione completa a chi non è dato sapere e sul cui conto (Avventurieri d’assalto? Mecenati in cerca di gloria? Ricchi scemi patentati?) non è lecito sbilanciarsi fin tanto che non se ne conoscerà l’esatto pedigree. Non è da ultimo idea peregrina che, tenendo fede a quanto annunciato e infischiandosene dei solenni peana innalzati a destra e a manca da chi suole salire con troppa facilità sul carro del vincitore, opti per chiamarsi alfine fuori da un gioco che gli è costato negli anni stress e sacrifici di varia natura, ripagandolo sovente con un pugno di mosche. Per dirla con un’immagine classica, piantando baracca e burattini consegnerebbe le chiavi al sindaco. E allora sarebbero guai seri, visto il nulla cosmico che la città, anche in chi ha i mezzi per farlo, riesce da sempre a offrire. Come si nota, lungo quest’attesa che si va facendo snervante esistono opzioni per tutti i gusti. A lui peraltro la scelta, con la speranza che faccia la cosa giusta. Per tutti noi.

*Opinionista per Alma Juventus Fano

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