“Ora Pesaro conta di più”: parola del sindaco Ricci che annuncia risorse da Roma

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16 giugno 2017

PESARO – Tre anni dopo Matteo Ricci torna a Palazzo Gradari. E intervistato da Elio Giuliani, Simonetta Marfoglia e Micaela Vitri parla di tutto. A partire dalla foto che, a suo avviso,  incarna il “risultato clou” del mandato. Ovvero: “Da due milioni e mezzo di investimenti all’anno siamo passati a 30 milioni di gare fatte nel 2016. Più 15 milioni nel 2017 e altri 15 che faremo nel 2018, con le novità che annunceremo lunedì prossimo con il premier Paolo Gentiloni”.

Cambio di passo “dovuto allo sblocco del patto di stabilità, con le nuove regole scritte a Pesaro, a partire dalla visita di Renzi al teatro Rossini nel 2015. Lavori su strade, scuole, impianti sportivi, ciclabili. Senza contare le risorse portate qui da Roma o da Bruxelles. Leggi i 6 milioni dell’Agenzia del Demanio per la  nuova questura all’ex intendenza di Finanza chiuso. O i 3 milioni e mezzo intercettati dall’Europa per palazzo Ricci”. Il sindaco cala l’ultim’ora: “Presenteremo al Gse progetti per incentivi sull’efficientamento energetico per circa 8 milioni. Dal Gestore c’è disponibilità sull’intera cifra. Ma anche volendo stare stretti, siamo fiduciosi di portare a casa altri quattro o cinque milioni di risorse statali”.

GLI AFFONDI
Ribadito il paradigma, il sindaco non fa surplace: “Cantieri infiniti? La mole di investimenti  è notevole, erano lavori attesi e invocati da tempo. Adesso si fanno le cose ed è normale che qualche disagio ci sia. La Tari? C’è una discussione infinita, sembra si paghi solo a Pesaro, ma è la stessa che si paga nella provincia. In realtà, in gran parte d’Italia è più alta che da noi”. Abusivismo e accattonaggio invasivo: “E’ un problema nazionale, noi non abbiamo chiuso gli occhi. Siamo solidali, investiamo un terzo del bilancio sui più deboli. La città è da sempre per lo ius soli. Ma non possiamo fare finta di nulla sull’abusivismo. E’ un fenomeno illegale: se un parcheggio è gratuito dev’essere gratis. Ma se è a pagamento, deve riscuotere il Comune o qualcun altro”. Riepiloga: “Prima abbiamo fatto l’ordinanza, adesso proviamo ad applicare il nuovo decreto Minniti. Per fare prevalere un  principio di legalità”. Aggiunge: “Siamo sempre intervenuti senza troppa enfasi, per evitare che aumenti il conflitto. Perché poi, spesso e volentieri, non si riesce più a distinguere tra razzismo e giuste lamentele della gente sulla percezione della sicurezza”. Sul ‘daspo urbano’: “Possiamo subito partire, c’è stato un tavolo con forze dell’ordine e prefettura. A mio avviso il  fenomeno, ad occhio, è già un po’ diminuito. Applicheremo lo strumento, senza illudere nessuno che dalla mattina si risolva il problema. Ma un sindaco deve avere a cuore solidarietà e ordine della città”.

DECORO

Sugli alberghi fatiscenti: “Il pubblico fa la sua parte, stiamo investendo sulle riqualificazioni degli edifici. La stessa cosa va fatta sul lato privato, specie sulle strutture che creano danni d’immagine alla città. Anche in questo caso il nuovo decreto Minniti ci dà strumenti in più. Le prime ordinanze hanno coinvolto la zona mare, in chiave turistica. Poi andremo sulle strutture agli ingressi della città. Se non coprono le brutture, lo farà il Comune a spese del privato. Lo facciamo per incentivare soluzioni: se invece di fare melina, il titolare del Principe viene in Comune con una proposta seria di riqualificazione, noi sicuramente la valutiamo”. Su Villa Marina: “Abbiamo già incontrato il nuovo direttore del patrimonio Inps, che è un pesarese di grandi qualità (Giorgio Fiorino, ndr). Si è posto il problema di intervenire. Ci ha già detto che copriranno la struttura, prospettando contestualmente una serie di ipotesi. Alcune collegate alla ‘manovrina’ appena approvata in Senato: si aprono nuovi scenari, perché il fondo Inps può ora anche vendere in permuta». Più in generale, «sul decoro non scherziamo. Creiamo pressioni sugli interlocutori per trovare insieme soluzioni. In modo pragmatico”.

CITTA’ CANTIERE

“Critiche sugli annunci? Le cose annunciate, in realtà, sono tutte in corso. O è stata individuata una via di risoluzione. Mi lamento per i tempi: a volte mi danno date che non si riescono a rispettare. Ma ci può stare quando ci sono i cantieri. Entro l’estate finirà la ristrutturazione dello stadio Benelli con la nuova tribuna Prato. Uno stadio così serve alla Vis e può tornare a ospitare anche i grandi concerti estivi. Il vecchio palas era dato per irrecuperabile e invece a settembre partiranno i lavori. Verrà fuori un’arena da 2mila posti, con una valenza strategica per la città. Non sarà pronto per il Rof 2018? Vorrà dire che l’obiettivo sarà novembre 2018, in concomitanza della data esatta del 150esimo di Rossini. Ma alla fine – osserva – se sarà a ottobre,  novembre o gennaio, cambia poco. L’importante è che il Comune lo sistemi e abbia trovato una soluzione. Il dibattito sulle date appassiona gli addetti ai lavori. Che magari devono trovare la ciliegina che non va sulla torta. A me interessa fare le cose, lavoriamo per questo. Personalmente lo avrei voluto per il Rof 2017. Ma pensiamo anche che sarebbe potuto restare così com’è per altri 30 anni”.

MURAGLIA

Ospedale unico: “Siamo quasi ultimi nelle classifiche della mobilità passiva. Se non finiscono i campanilismi sulla sanità non abbiamo capito niente. Con Ceriscioli la strategia è chiara, parte dalla struttura pubblica unica. La scelta di Muraglia è stata deliberata dalla Regione, si sta lavorando sul progetto. Il nosocomio unico si farà lì. Un passo fondamentale, perché l’organizzazione attuale, su tre strutture, non favorisce l’efficacia. Nel frattempo la Regione ha ripristinato il budget, ci sono state 200 assunzioni. Contestualmente, senza ipocrisie, va aperto un rapporto diverso con il privato convenzionato. Per spingerlo a investire nella provincia,  piuttosto che continuare a mandare i cittadini di Pesaro-Urbino a curarsi in strutture convenzionate fuori regione. E’ cosa ben diversa dal concetto di privatizzazione della sanità”. Interquartieri di Muraglia: “L’accordo con il ministro Delrio e con Autostrade prevede la partenza  del cantiere entro fine anno, con i lavori affidati a Pavimental (società in house di Autostrade, ndr). Le altre opere andranno a gara e scatteranno nel 2018. Il casello? L’avvio  nel 2019: siamo fiduciosi che entro fine giugno venga approvato anche dal ministero dell’Ambiente”.

‘PESARO VIVA’

Eventi: “In una settimana abbiamo avuto World League di volley, X Factor e Mezzanotte Bianca dei bambini. Una città più vivace è più attrattiva e sicura. I giovani vanno meno in Romagna: la riduzione degli incidenti mortali nelle strade, al sabato sera, ha un valore immenso. Non è solo merito nostro, ma adesso da maggio a settembre ci sono molte meno ragioni per andare fuori Pesaro. Altro fatto inaspettato è l’aumento delle assunzioni stagionali. Dato certificato dall’ufficio del lavoro. Il tentativo è contribuire a ristrutturare l’economia, incidendo su servizi e turismo”. Cultura: “Qualcuno dice che se ne fa poca? Fake news. Cosa sono Mostra sul Rinascimento, Popsophia, Pesaro Doc Fest, i concerti dell’Orchestra Rossini a Rocca Costanza? O il raddoppio degli abbonamenti al teatro? Se la cultura è da intendersi come qualcosa per pochi, che se vedono intorno a loro più di 50 persone storcono il naso, allora non sono d’accordo. Si possono fare iniziative di alto livello, ma anche con un approccio più popolare”. 150esimo Rossini: “Sarà una grande opportunità, dovevamo giocarla al rialzo. Di qui gli accordi con i ministeri. La legge speciale è in discussione al Senato: le risorse saranno equamente divise tra museo rossiniano a Palazzo Antaldi (in accordo con Fondazione Carisp), eventi e comunicazione. Sul film dedicato a Rossini, di recente, sono arrivate novità importanti con la Rai: spero di poterle comunicare ufficialmente prima del Rof”.

I NODI

Fondazione Cultura: “Quando si fanno cambiamenti c’è sempre conservazione. Le risorse pubbliche sul settore sono limitate. Si può fare cultura anche attraverso i contenitori. A Pesaro ci sono più enti gestionali: perché non ci può essere gestione unica tra Oliveriana e San Giovanni? Siamo partiti dalla Fondazione che c’era già, per farla occupare non solo di Oliveriana ma anche di altro. Magari per intercettare anche le risorse di qualche privato. Si è aperta un discussione infinita. Però poi quando c’è bisogno di soldi per l’Oliveriana si va a bussare in piazza del Popolo. Ma chi deve rappresentare la città se non il Comune? Magari fra qualche anno noi andremo via, ma chiunque sarà il prossimo sindaco simboleggerà comunque tutti. Ho l’impressione che spesso ci sia l’idea del circoletto chiuso: una visione che raschia il concetto proprietario di cultura.  Che invece è pubblica. Ripeto: non era la nostra riforma principale ma ci sembrava una cosa utile alla cultura pesarese”.

A RUOTA LIBERA

Su Vale Rossi: “E’ come Maradona o Michael Jordan”. Un Papa a Pesaro: “Non ci ho mai pensato, diamo il mandato a Bartolucci: se ci riesce, lo confermiamo assessore per un altro giro (scherza, ndr)”. Passaggi televisivi: “Pesaro conta di più e ha un potere contrattuale maggiore”. Opposizione: “Fa il suo lavoro, ci tiene sotto pressione. Sui fatti concreti della città però non c’è”. Futuro: “Io a Roma? Ci sono già da sindaco. Non c’è cosa più bella che continuare a fare questo”. Sul programma: “Qualcuno dice che non siamo oltre?  Invece è così. Gli 11 milioni per la riqualificazione di via dell’Acquedotto non erano dentro. Così come gli investimenti in centro, o la nuova scuola di via Lamarmora”. Che il sindaco lancerà con il premier Gentiloni, lunedì 19: “Sarà al top dell’efficientamento energetico. E per questo il Gse ci darà un milione e 800mila euro di incentivi sui tre milioni totali. Con quei soldi faremo la palestra, anche in questo caso con il criterio energetico. Così recupereremo altre risorse per intervenire sull’area dell’attuale Oliveri, dove andranno spazi sociali e parcheggi”. Ancora: “Con il Gse è possibile anche il recupero di parte dei fondi su riqualificazione vecchio palas e nuovo bocciodromo. Ma anche la Federazione Pentathlon potrà fare la stessa operazione per la piscina di via Togliatti. In modo da completare la parte superiore della struttura (che sarà inaugurata lunedì)”. Chiude così: “Il segno che vorrei lasciare? Si percepirà quando saranno realizzati i 60 milioni di investimenti avviati, in parte già fatti. Aggiungiamoci anche le opere di Autostrade e l’ospedale unico…”.

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