Tacco 12: croce e delizia

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22 giugno 2017

Tacco 12Freud dice che l’idea della libìdo, che sappiamo essere fissata agli oggetti, esprime il fine di ottenere un soddisfacimento in relazione ad essi e colloca al loro posto l’Io del soggetto. Il nome che identifica tale collocazione della libìdo-narcisismo fu attinto da Freud da una perversione descritta da Paul Näcke (psichiatra tedesco), dove un individuo adulto tratta il proprio corpo con tutte le lusinghe che solitamente sono rivolte ad un oggetto sessuale esterno. La nostra società ha il culto dell’immagine ed inevitabilmente è “somatocentrica”, tanto che l’individuo si caratterizza per la visibilità del proprio corpo cui è riservata una centralità quasi assoluta.

Oggi, pensando all’ideale femminile, emerge uno stereotipo di bellezza identificabile in alcune caratteristiche fisiche, dove entrano in gioco anche diversi elementi correttivi e look più diversi: abiti, trucchi, accessori, acconciature e il ben noto “Tacco 12”, (tra l’altro assistiamo a nuove stagioni televisive di “Tacco 12!… si nasce” dove il fashion game viene dedicato alla bellezza femminile e alla ricerca delle candidate più alla moda). Ma entrando nel particulare forse non tutti sanno che la prima donna a lanciare la moda del tacco alto fu Caterina de’Medici (la regina madre) nel 1533, che essendo di statura non molto alta e per essere all’altezza del suo sposo il duca d’Orléans (Enrico II, futuro re di Francia), usava tacchi alti 7 centimetri subito adottate dalle dame di corte, perché alzavano la statura della persona (come anche nei maschi), ma che nella donna producevano un andamento seducente.

Dal 1952, con i suoi dodici centimetri, fece la sua apparizione e si impose sulla scena della moda il tacco a spillo o stiletto, realizzato in Italia da Ferragamo e, contemporaneamente, a Parigi da Roger Vivier in una sua versione. Ogni esemplare era costruito con un’anima di metallo racchiusa da un affusolato rivestimento di plastica: maggiore era l’altezza del tacco e minore era la stabilità della calzatura e la sicurezza dell’incedere, che a quei tempi erano ritenuti simbolo di aggressività. Oggi, invece, per aumentare ancora di più l’altezza della calzatura si ricorre all’utilizzo del Plateau (rialzo della suola di una calzatura solitamente con tacchi alti), evidente nei casi di cantanti e modelle quali Lady Gaga, che indossa scarpe con tacchi vertiginosi che sfiorano i 30 cm., Ariana Grande, giovanissima popstar che porta calzature altissime di 20 cm. in optical white (colore bianco sparato), Victoria Beckham chesi accontenta” di scarpe con maxi plateau di 15 cm., e Madonna, Material Girl, che per non essere da meno mette tacchi a forma di pistola che superano i 17 cm.

Tacco 12

Si sono quindi visti e continuano a vedersi tacchi di tutti i tipi, di tutte le altezze, spostate in avanti fin quasi sotto l’arco del piede, concavi o convessi, che assumono di volta in volta il nome della forma a cui si ispirano: a virgola, a rocchetto, a palla, a spillo, a piramide, a conchiglia ecc.

Tacco

Partire con moderazione, perciò, magari con una scarpa dal tacco 5 o 6 è assolutamente indicato, per non creare l’effetto passeggiata sui vetri o sulle uova, ovvero quel modo di camminare scoordinato e traballante che rende le donne piuttosto ridicole, invece che sensuali, e che portati quotidianamente modificano la postura e apportano alcuni cambiamenti radicali nel tempo, che generalmente vanno peggiorando. La scarpa col tacco fa altresì sentire bella, sexy, femminile ed elegante qualsiasi donna ed aumenta l’autostima e la sicurezza perché si è condizionati dalla moda e dalla vanità. Ma i femina pedes non sono stati programmati per camminare sui tacchi alti, e il prezzo da pagare è pertanto caro: dolori e gonfiori, magari accompagnati da vesciche o abrasioni, pericoli e facilità di ottenere lesioni alla caviglia, microtraumi, storte a martello o borsiti. A livello posturale il tacco alto sposta il baricentro corporeo in avanti con la conseguenza inevitabile di un utilizzo superiore eccessivo dei muscoli posteriori dei lombi e della schiena, provocando dolori lombari.

Insomma tutti i tacchi di altezza esagerata provocano varie ricadute negative specie sulle articolazioni dell’avampiede: se i tacchi sono troppo alti il peso del corpo si sbilancia in avanti, costringendo il piede in una posizione innaturale che con il tempo può favorire l’insorgenza di vene varicose, in quanto viene alterata la circolazione del sangue, causando problemi alle ginocchia con rischio cadute, fratture e lesioni da “Pronto Soccorso”. L’alluce valgo (alterazione dell’articolazione) costituisce anche una delle più frequenti deformazioni del piede, particolarmente nel sesso femminile, nel quale il frequente e prolungato uso di calzature con tacco alto e di forma appuntita svolge un ruolo favorente, ma anche il neuroma di Morton (lesione dovuta dall’eccesso di pressione che comprime i nervi plantari e provoca infiammazioni, riducendo il flusso sanguigno). I muscoli del polpaccio si accorciano e alla lunga possono contrarsi in modo cronico sollecitando il tendine di Achille, che stressato può perdere parte della sua elasticità, causando dolori cronici ai talloni. Conseguentemente la compensazione a livello della schiena porta al mal di schiena, causato da contratture muscolari e, se trascurate, a proprie degenerazioni articolari quali protrusioni ed ernie. Un buon consiglio, quindi, è quello di indossare zeppe e plateau che slanciano la silhouette senza mettere in alcuna discussione la comodità.

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E poi vuoi mettere qualche sanpietrino, tombino con feritoie, griglie a pavimento che incontri per le strade e che possono causare infortuni quotidiani che secondo alcuni ospedali americani dal 2002 al 2012 (15 anni) hanno portato quasi 125.000 donne americane, tra i 20 e i 29 anni, danneggiando la loro salute con lesioni alle caviglie o ai piedi? Meditate quindi e rassegnatevi con qualche sandalo o, preferibilmente almeno in casa e in spiaggia, a piedi nudi. E come disse Totò nel film “Un turco Napoletano” del 1953: “Le scarpe le voglio larghe di dentro e strette di fuori. Sapete, ho i piedi che mi hanno fatto una cattiva riuscita”.

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