La Vuelle e il rischio di avere la scritta “Pesaro” sulle maglie: il punto

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3 luglio 2017

2016-12-28-photo-00001204 Adriatic Arena Vuelle tifosiPESARO – Facciamo un patto. Per un mesetto non parleremo più di soldi, o meglio della loro mancanza, perché quando sei alla ricerca di un main sponsor non è elegante dichiarare ai quattro venti che sei “povero”, che non puoi permetterti di firmare giocatori che viaggiano ad ingaggi a sei cifre e che sei costretto a costruire una squadra col budget più basso della serie A. Che alla Vuelle manchino 700.000 euro per raggiungere quota 3 milioni, è ormai una cosa nota dalla conferenza stampa al cinema Astra di metà giugno, così come sappiamo che non sarà per niente semplice chiudere una delle trattative in corso e il rischio di iniziare la stagione col solo nome Pesaro sulla maglia è reale, ma ormai il dado è tratto, la Vuelle sarà nella massima serie anche per il 2018 e sarà il campo a decidere se alla mancanza di soldi, corrisponderà anche una mancanza di risultati.

Poi rimane il piccolo problema che c’è ancora metà squadra da costruire e la metà costruita finora, non è che susciti un grande entusiasmo, dato che al futuro capitano Ceron, si sono aggiunti due italiani non proprio di prima fascia, come Ancellotti e Monaldi, e che il roster dovrebbe essere completato dai giovani Serpilli e Bocconcelli, che nutrono della fiducia di Spiro Leka, ma che devono ancora dimostrare di essere pronti per la serie A.

Se volete un segnale di come vadano le cose quest’estate, basta rimettere l’orologio indietro di 12 mesi, quando Piero Bucchi prese l’aereo insieme a Stefano Cioppi, per volare alla Summer League di Las Vegas, pronto a dire la sua sugli americani da firmare per l’allora Consultinvest, anche se probabilmente il coach riminese si accorse subito che non era tutto oro quello che luccicava, dato che sia Fields che Harrow non erano in cima alla lista dei suoi desideri. Invece, in questo luglio 2017, sarà il solo Cioppi a partire per gli States, dove l’attende una settimana intensa di colloqui e partite da visionare, col piccolo problema che i pezzi più pregiati, si potranno vedere solamente da lontano.

Le Summer League funzionano infatti, un po’ come una concessionaria d’automobili: appena entrate, venite accolti da gentili e zelanti venditori, che cominciano a farvi vedere i loro modelli più lussuosi, fino a quando, a malincuore, siete costretti a declinare l’invito, facendo capire che non potete permettervi una Ferrari o una Lamborghini. Niente di male, i tanti venditori presenti non si perdono d’animo e vi accompagnano nel salone adiacente, quello coi modelli leggermente meno costosi, ma ugualmente validi, voi vi guardate intorno e, dopo un lungo sospiro, siete costretti a declinare ancora l’offerta, facendo capire che anche questi non rientrano nel vostro budget. A questo punto qualche venditore vi saluta, lasciando il campo a colleghi che devono ancora raggiungere il loro di budget mensile e vi accompagnano in un altro salone, dove le luci sono meno appariscenti e le hostess hanno qualche ruga in più, ma ci sono ancora modelli validi da visionare e le occasioni non mancano, ma purtroppo, a malincuore, dovete svelare per forza di cose le vostre carte e dichiarare pubblicamente che vi potete permettere solo delle utilitarie. Sarete così accompagnati nel salone vista autostrada, dove l’aria condizionata fa i capricci e le hostess hanno visto giorni migliori, ma è qui che dovete tirare fuori il meglio di voi, pescando quelle occasioni che si nascondono in mezzo ad un mare di auto, che possono sembrare tutte uguali a prima vista, ma che invece possono riservare gradite sorprese, vuoi perché sono dei modelli appena usciti, che non tutti ancora conoscono, vuoi perché hanno degli optional che, se sfruttati a dovere, non le farebbero sfigurare nei saloni più eleganti, vuoi perché sono state costruite alla perfezione, non si rompono mai e tirano dritto per la loro strada, senza quei rumorini fastidiosi, che ti mettono in allarme appena li percepisci.

L’anno scorso la coppia Bucchi-Cioppi si era potuta permettere una visitina al terzo salone, dove avevano “comprato” una seconda scelta Nba come Marcus Thornton, quest’anno, invece, il buon Cioppi dovrà per forza di cose pescare dall’infinito mondo dei giocatori a basso costo, senza lasciarsi incantare da venditori senza scrupoli, che tessono le lodi dei loro assistiti, ma avendo la scaltrezza di scegliere i pezzi migliori, non necessariamente di produzione americana, al prezzo migliore, obiettivo di chiunque vada in una concessionaria ad acquistare un’auto nuova.

Quando hai trecentomila euro in tasca è semplice comprare una Ferrari, ma prova a prendere una Mercedes da 100.000, pagandola la metà, e lì che si vede se hai il senso degli affari, oppure no, ed è a questa speranza che i tifosi pesarese si aggrappano, nella costruzione della Vuelle che verrà.

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