Multe in città: punite (quasi sempre) le soste vietate, tollerate altre infrazioni, a incominciare da quelle dei ciclisti

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7 luglio 2017

PESARO – “Ci vorrebbe qualcuno che smacchiasse davvero il Jaguar…o”, ha mormorato qualcuno, osservando la sosta. O almeno smacchiasse chi – alla guida di una costosa Jaguar – si sente in diritto di parcheggiare impunemente in spazi proibiti ad altri. La foto che ci ha inviato un lettore di pu24.it propone un parcheggio effettuato lunedì mattina, in Piazzale Matteotti. Mentre in molti, sotto la pioggia battente o preoccupati del temporale in arrivo, cercavano disperatamente un spazio per la sosta, il signore che era alla guida della bella Jaguar ha parcheggiato tranquillamente in mezzo alla strada e si è allontanato per fare i fatti suoi. Una volta tornato, inversione pericolosa e via… “Tanto – avrebbe detto l’Alberto Sordi del Marchese del Grillo – io sono io e voi non siete un c….!”. Poi i comuni mortali devono pagare multe salate se il disco orario è scaduto da pochi minuti”.

Lo scrivevamo nel settembre 2014 (vedi la foto sottostante) e nel dicembre 2013 e in altre occasioni, stigmatizzando il fatto che un signore parcheggiasse tranquillamente la sua Jaguar in divieto di sosta, davanti a tutti, in Piazzale Matteotti. Ci piacerebbe sapere quante multe ha ricevuto l’automobilista.

Non abbiamo cambiato idea, anzi. Meno che meno se a essere multato è il pulmino di una squadra di pallavolo.

Abbiamo registrato contestazioni e ironie al nostro articolo. Ora se siamo stati fraintesi, è colpa nostra. Però… c’è sempre un però. Non sappiamo se chi ha invocato inflessibilità sia inflessibile con se stesso e rispetti sempre le regole. Siamo certi, invece, che l’inflessibilità è… flessibile. E proviamo a dimostrarlo, convinti che la cosa peggiore sia il doppiopesismo, che si utilizzino due pesi e due misure.

Ne abbiamo avuto riprova stamattina, in Piazzale Matteotti, quando una vigilessa – a nostro parere intelligente e dotata di buon senso – ha risposto così a chi le chiedeva di parcheggiare in sosta vietata:

”Se sono 5 minuti… bene. Altrimenti, no!”.

Ieri, in Viale Trieste, chi ha multato il pulmino della Pomì Casalmaggiore non ha usato lo stesso metro. Per carità, la sosta era vietata e quindi sanzionabile. Però, il pulmino era davanti all’Hotel Alexander e forse la comitiva lombarda aveva preso alloggio lì. Chiedere al portiere e fare chiamare l’autista era così sbagliato? Sarebbe stata un atto di cortesia verso ospiti della città, magari con un richiamo a non ripetersi.

Immaginiamo il coro di proteste di chi è inflessibile… Ok, avete ragione, ma allora perché questa inflessibilità (da parte della polizia municipale, non di chi legge) non è applicata sempre?

Per esempio, in Via Branca, dalle ore 16 alle 20 dove sarebbe proibito transitare in bicicletta, ma lo fanno tutti e i vigili si limitano – ne siamo testimoni oculari – a invitare a scendere di sella e a camminare, oppure a cambiare percorso. Lì si può fare, in Viale Trieste no?

Eppure entrare in zona vietata in sella a una bicicletta comporta una contravvenzione.

E che dire di chi pedala tranquillamente sul marciapiede? Esempio: Viale Cialdini è stato trasformato in una ciclabile. Le foto che pubblichiamo sono di stamattina.

Accade tutti i giorni, a tutte le ore: mai abbiamo visto i vigili urbani fare le multe.

Stamattina, dopo avere letto diversi commenti (curioso quello di chi sostiene che gli sportivi possono andare a piedi… Gli altri No?), girando in auto, bicicletta e a piedi, abbiamo registrato situazioni che a nostro parere meriterebbero attenzione.

Siamo in zona Via Lombroso angolo Via Guerrini. Come sempre, tante auto in sosta vietata, sul marciapiede, ma anche in strada. Perché? Per andare a prendere un caffè o fare acquisti. Qui non si può camminare visto che a 50 metri non mancano i parcheggi?

Peggio ancora tra Via Giolitti e Via Lanza, dove tempo addietro una signora in bicicletta fu investita e uccisa da un camion. Pare che avessero qualche colpa anche le auto parcheggiate a pochi passi dall’incrocio con semaforo. I vigili si videro per qualche giorno. Questa la situazione di stamattina.

E che dire di Via Rossi, dove le biciclette vanno contromano e le auto sostano in doppia fila? Foto di stamattina.

Chi utilizza il sottopassaggio ferroviario tra le vie Rossi e Bixio, come pure tra quest’ultima e Via Bramante, sa bene che deve fare i conti con i ciclisti indisciplinati che passano sul marciapiede o addirittura con il rosso. Ne abbiamo colti due contemporaneamente.

Lasciamo perdere chi non dà la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce. Si potrebbe scrivere un libro su un fenomeno vergognoso, come pure sull’inciviltà di chi guida telefonando, quindi distratto, e obbliga i pedoni ad avere mille antenne.

Stamattina, in un paio d’ore, abbiamo individuato 11 automobilisti – dispiace dirlo, soprattutto donne – che guidavano con il telefono incollato all’orecchio destro. Altre due in bicicletta. Quanti potrebbero averne individuati i vigili urbani che hanno sicuramente maggiore preparazione e più attenzione di noi?

In Via Gramsci non mancava uno scooter parcheggiato sul marciapiede all’entrata del liceo Mamiani; inutile sottolineare che a 50 metri c’erano numero posti liberi nel parcheggio riservato ai motocicli.

E che dire di uno dei pericoli più evidenti in centro: i ciclisti che sbucano improvvisamente pedalando sulle strisce.

A proposito di “ciclabili”… Il ponte per Soria ha una ciclabile, ma i ciclisti utilizzano l’altro marciapiede, lato mare.

Non solo in centro, però… anche in altre zone di Pesaro è molto praticato il parcheggio in doppia fila. Qui siamo in Calata Caio Duilio, dove c’è il mercatino del pesce fresco e il venerdì anche quello di frutta e verdura. Ovviamente con le doppie frecce accese.

Abbiamo evitato volutamente di controllare lungo la statale Adriatica, dove soprattutto nel pomeriggio e nei fine settimana estivi transitare è un’impresa, perché chi va al mare vuole essere libero di parcheggiare come gli pare. Ah sì? Ma allora perché lamentarsi se gli esercenti di Via Rossi chiedono tolleranza e così le mamme dei bambini che frequentano le scuole private in Via Amendola e in Viale Napoli. Siete mai passati all’ora di uscita, quando le due strade sono intasate dai veicoli che sostano in divieto? Una volta ci siamo sentiti dire da una signora: “Ma io devo andare a prendere i miei figli?” A piedi no?

Così è nata una sensazione – speriamo sbagliata, comunque chiederemo presto il conforto di chi comanda la polizia urbana – che sia facile colpire i divieti di sosta se non c’è qualcuno a bordo, magari perché il disco orario è scaduto, ma si tenda a tollerare altre infrazioni, a incominciare da quelle commesse dai ciclisti, che da vittime degli automobilisti, con tutte le tragiche conseguenze che conosciamo, non esitano a essere villani con i pedoni.

 

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