Non solo la Notte Rosa: da Ravenna a Rimini a Pesaro le note meravigliose dei festival

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7 luglio 2017

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Da Teheran a Ravenna, Le Vie dell’Amicizia: il maestro Muti e l’orchestra dopo il concerto di giovedì in Iran. Si replica sabato a Ravenna (dalla pagina Facebook di Ravenna Festival)

PESARO – Non solo Notte Rosa. La Riviera tra Romagna e Marche è famosa anche per le… note.

Il 10 agosto aprirà l’attesa edizione 2017 del Rossini Opera Festival, arrivato alla 38^ puntata della sua fantastica storia, che sarà inaugurata dall’attesissima prima de Le Siège de Corinthe (anche 13 – 16 e 19 agosto) con la regia de La Fura dels Baus, la compagnia teatrale catalana famosa per la sua creatività non sempre riconosciuta tale da chi è “ammalato di nostalgia” e vorrebbe rivedere le opere come furono rappresentate la prima volta.

Il 31 agosto sarà la volta del ciclo di concerti sinfonici della Sagra Musicale Malatestiana, a sua volta giunta alla 68^ edizione, che vedrà avvicendarsi nell’Auditorium sala della Piazza di Rimini straordinarie orchestre (Academy of St Martin in the Fields; Accademia Nazionale di Santa Cecilia; NDR Elbphilharmonie; Filarmonica di San Pietroburgo; Teatro Comunale di Bologna) e direttori famosi quali Daniel Hope, Mikko Franck, Yuri Temirkanov, Juray Valčuha e Christopher Franklin); la Riviera tra Marche e Romagna.

E a Ravenna prosegue il Festival che ha portato ieri sera Riccardo Muti a dirigere l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, i musicisti delle orchestre delle Fondazioni Liriche Sinfoniche Italiane, l’Orchestra Sinfonica e il Coro di Teheran; il Coro del Teatro Municipale di Piacenza; solisti i tenori Piero Pretti e Giovanni Sala, il baritono Luca Salsi; il basso Riccardo Zanellato. Un concerto che si è tenuto nella capitale iraniana e sarà replicato sabato 8 luglio, alle ore 21, nel Pala De André di Ravenna che martedì ha ospitato l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo che, sarà a settembre a Rimini. Marte era assente il maestro Yuri Temirkanov, impossibilitato a raggiungere l’Italia causa problemi di salute. Lo ha sostituito il suo collaboratore, il maestro Nikolay Alexeev, ed è stato un grandissimo concerto anche grazie alla partecipazione di Bogdan Dekhtiaruk alla tromba e del pianista Denis Matsuev, conosciuto in tutto il mondo per essersi esibito nella cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Sochi. Il suo bis – un brano di Sergej Sergeevič Prokof’ev – ha entusiasmato il pubblico, già rapito dalle note del Concerto per pianoforte con accompagnamento d’archi e tromba n. 1 in do minore, op. 35 di DmitrijŠhostakovič. Dopo l’intervallo, oltre 70 minuti di una sinfonia che esalta il ricordo del trionfo sul nazismo: la Sinfonia n. 7 in do maggiore “Leningrado”, op. 60, che Šhostakovič iniziò a comporre durante l’assedio.

L’orchestra filarmonica di San Pietroburgo al termine del concerto di Ravenna

L’orchestra filarmonica di San Pietroburgo al termine del concerto di Ravenna

“La nostra arte – ha detto il maestro Muti, definito “the King of Verdi”, il Re di Verdi, all’inviato Rai Fabio Cappelli – è uno dei passaporti più straordinari che ci consente di viaggiare in tutto il mondo”. Il concerto celebra i 20 anni delle Vie dell’Amicizia, inaugurate appunto nel 1997 a Sarajevo.

Il programma di sabato:

Giuseppe Verdi:

Da I vespri siciliani sinfonia e aria di Procida “O tu Palermo”

Da Don Carlo duetto Don Carlo e Rodrigo “Dio che nell’alma infondere”

Da Simon Boccanegra aria di Fiesco “A te l’estremo addio… Il lacerato spirito”, aria di Gabriele “Sento avvampar nell’anima”

Da Macbeth aria di Banco “Studia il passo o figlio mio… Come dal ciel precipita, coro “Patria oppressa”, aria di Macduff “Ah, la paterna mano”, coro “la patria tradita”, aria di Macbeth “Pietà, rispetto, amore”, battaglia, Inno di vittoria – finale.

Da La forza del destino, sinfonia.

Concerto – alle ore 21 – in diretta su Radio Tre, in differita su Rai Uno.

“Quando il mondo sembra muoversi sul filo di una misteriosa follia intrisa di violenza e pregiudizi, quando la guerra, l’angoscia della fuga e la paura dell’altro sembrano isterilire i cuori, ecco che si accende, imprevedibile, la speranza e si avvera il sogno di un incontro, a lungo inseguito: nel cuore della capitale iraniana, Oriente e Occidente si guardano negli occhi e si danno la mano. E, come sempre nei Viaggi dell’amicizia, lo fanno nel segno di quella infallibile lingua comune che è la musica. Le sezioni di un’orchestra italiana “ideale” (formata da musicisti delle più importanti del nostro paese) si aprono ai musicisti iraniani, e le voci dei due paesi si fondono in un’unica voce: perché ognuno di noi ha bisogno dell’altro e perché l’unico futuro possibile è nel dialogo, sfidandone anche i pericoli, ma pur sempre nel dialogo”.

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