Zitto e mosca. Gabellini continua a tacere. Il punto sull’Alma dell’opinionista Candelora

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10 luglio 2017

Sandro Candelora*

Claudio Gabellini

Claudio Gabellini

FANO – Pietro il Grande, Pipino il Breve, Riccardo Cuor di Leone, Nerone l’Incendiario… La storia è piena di personaggi che recano nel nome i segni della propria indole, delle scelte compiute o del destino subito. Chissà se nel corso dei millenni c’è mai stato qualcuno appellato Claudio il Muto.

Sia come sia, patron Gabellini pare deciso a colmare la lacuna, considerato che è dallo scorso Natale che non apre più bocca in pubblico. Gli scaramantici sostengono a ragione che può andar bene anche così, visto che dopo l’ultima sparata le cose in campo da disastrate che erano hanno poi virato nella direzione giusta, culminando infine nella fantastica salvezza. Se il silenzio produce questi effetti, asseriscono, è meglio che il boss se ne stia taciturno vita natural durante. Al di là delle amenità cabalistiche, resta tuttavia il fatto che la mancanza di comunicazione con l’esterno non giova all’immagine personale né può portare reali benefici all’ambiente. Anzi, tutt’altro.

Quali che siano le concrete motivazioni di un tale black-out (improbabile una ritorsione contro la stampa; impossibile una vendetta nei confronti dei tifosi, che l’hanno osannato a più riprese; più facile che si tratti di una faida strisciante verso chi in città continua a fare l’indiano), non è un bel vedere un presidente che non apre bocca di fronte a nulla. Vittorie o sconfitte della squadra, trattative di cessione del club, decisione di rimanere in sella (sicuramente sofferta la sua parte), campagna di rafforzamento: negli ultimi tempi non c’è stato niente e nessuno che l’abbia indotto a pronunciare parola.

Iniziare il settimo anno di matrimonio tenendo il broncio e coltivando rancore non può di certo rappresentare un buon auspicio in vista di quella che sarà per tutti una vera e propria prova della verità. La nuova stagione si annuncia infatti non meno impegnativa della precedente e non perdonerà di sicuro gli errori, le omissioni e la superficialità con cui un anno fa ci si è avvicinati alla Lega Pro. D’accordo che a parlare dovranno essere anche e soprattutto i fatti ma ad un comandante si chiede di indicare la rotta pure con la parola. Misurata sempre. Urlata quando c’è bisogno.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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