Pablo Bertone, una guardia argentina per la Victoria Libertas

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11 luglio 2017

Pablo Bertone

Pablo Bertone

PESARO – Secondo Sportando, Pablo Bertone, argentino con passaporto italiano, nato il 29 marzo 1990 ad Arroyito, nella provincia di Cordoba, guardia tiratrice alta 1 metro e 93 per 90 chilogrammi, giocherà la prossima stagione con la Victoria Libertas Pesaro.

Lo conoscono pochi, forse anche nel mondo dello scouting, ma la sua origine e la sua storia sono una garanzia per la Vuelle, che nella sua lunga storia ha avuto sempre grandi risposte dagli argentini: Carlos Ferello, Nando Labella, Silvio Gigena, Bernardo Musso. Può bastare? Alle qualità indiscutibili cestistiche, gli argentini aggiungono una dote comune a pochi: huevos (c’è bisogno di traduzione?). In Europa, solo i serbi hanno queste qualità.

Inoltre, Pablo, che arriva dall’Instituto Atlético Central di Cordoba, a dispetto della ancor giovane età vanta una lunga esperienza nella pallacanestro statunitense. Ha giocato nel liceo alla Rise Academy-Saouth Dade Charte School di Florida City, quindi per quattro stagioni ha indossato la maglia di Florida Atlantica, college di Boca Raton, dove ha viaggiato con il 34,8% da 3 punti, il 44,2% da 2 e il 71,3% ai liberi, conquistando nei 22 minuti di presenza per gara 3,16 rimbalzi e distribuendo 1,45 assist.

Bertone si era proposto nel draft Nba del 2014 ma non è stato scelto. Così è venuto in Europa, giocando la stagione 2014/15 nel Palma Air Europa di Palma di Maiorca, la Leb Gold spagnola, che sarebbe la nostra serie A2. Queste le cifre totalizzate in 29 partite come si può evincere dalla pagina di Interperformances.com, l’agenzia che lo rappresentava quando sono state diffuse queste cifre:

10,4 punti a partita con 3,1 rimbalzi; 44,1% da 2 punti, 31,5% da 3; 69,6% dalla lunetta.

La stagione successiva lo vede in Argentina, nel Lanus di Buenos Aires, massima serie, dove produce le seguenti cifre in 55 partite: 11,2 punti a gara, 3,3 rimbalzi, 1,2 assist; 51,8% dal campo, 39,6% nelle triple, 75,5% ai liberi.

L’ultima stagione lo ha visto a Cordoba: 60 partite, 1419 minuti (23 a gara), 683 punti, 11,38 a partita; 183/356 da 2 (51,40%), 77/212 da 3 (36,32%), 86/128 ai liberi (67,18), 26 rimbalzi offensivi, 127 difensivi, 153 in totale (2,55 a gara), 98 assist (1,63).

E’ vero, è la sua agenzia, ma sono in tanti a sottoscrivere che Pablo è “forte e rapido, capace di segnare in ogni modo. Troppo forte fisicamente per la media delle guardia avversarie, decisamente più veloce di chi è più alto di lui. Corre molto bene il campo, molto bravo nel selezionare i tiri”.

Sarà la serie A1 a verificare queste qualità, ma nessuno discute che, come tutti i connazionali, abbia huevos. Altrimenti non sarebbe stato tantia ni negli Usa per inseguire il sogno di tanti giovani cestisti cresciuti nel mito di Manuel Ginobili e Luis Scola.

Sua madre Cristina Schiavoni confidò, anni fa, al Grafico, noto quotidiano argentino, che “a otto anni Pablo le chiese di potere studiare l’inglese perché “quando andrò negli Stati Uniti devo conoscere la lingua”…”.

Pablo è cresciuto ad Arroyito, un piccolo centro nella provincia di Cordoba, che raggiungeva 4 volte la settimana per allenarsi. Tanti sacrifici per coronare il sogno di giocare nella Ncaa… “Da sempre – ha raccontato nell’intervista al Grafico -. Ricordo che ero bambino e guardavo le Final Four”.

Chissà se nei suoi sogni c’era anche quello di giocare in Italia, da dove partirono le famiglie dei suoi genitori.

Pesaro lo accontenta. Lui farà di tutto per conquistare i tifosi pesaresi che amano – giustamente – i giocatori che danno tutto per la squadra.

Curioso: l’ultimo campione argentino a Pesaro è stata una campionessa: Carolina Costagrande, grande protagonista degli scudetti della Scavolini Volley. Pallavolo che per la prossima stagione punta forte su un’altra argentina: Yamila Nizetich.

E in Argentina sono in tanti che salutano Pablo sul profilo Twitter: @PabloBertone25

Gli scrive Chelo Meloni: Suerte Pablo… Que Europa sea otro gran destino en tu carrera.. Gran persona ante todo.. Abrazo grande

Aggiunge Javir Ciani: Gran jugador, mejor persona… Éxitos en el Viejo Mundo. A romperla, como siempre. Fuerte abrazo!

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