Il ‘Giardino della musica’ con dedica a Riz Ortolani. Ricci: «Ospiterà concerti e cultura»

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13 luglio 2017

PESARO – La storia è nota: flautista, arrangiatore, direttore d’orchestra, firma di colonne sonore cult (da Mondo Cane a Il Sorpasso, solo per citarne alcune). Riz Ortolani è un’esistenza fuori dal comune tra Italia e America. Scandita, tra l’altro, dalle collaborazioni con i più grandi registi del cinema, da Vittorio De Sica a Quentin Tarantino. E se l’incipit di tutto si scrisse nel conservatorio della «sua città», nella sera dell’omaggio non può che risuonare l’omonimo Inno che il Maestro dedicò ai pesaresi. Come uno scambio ideale: «Riz Ortolani ci ha fatto sognare con la sua musica. E aveva un sogno anche su questo giardino, che voleva valorizzare. Un pensiero che oggi cerchiamo di realizzare», dice il sindaco Matteo Ricci.  «Il giardino vivrà con lezioni all’aperto, concerti, spettacoli e cultura. Grazie alla gestione dei vincitori del bando comunale sull’attività enogastronimica collegata (Settima Fila, ndr) sarà curato e controllato tutto l’anno. E ora c’è anche un nuovo ingresso, più funzionale. E’ un luogo centrale e silenzioso, con una buona acustica, ideale per essere vissuto dai pesaresi».

RECUPERO – Prosegue il sindaco: «Mesi fa abbiamo liberato la piazza del conservatorio dalle auto, siamo intervenuti su via Pedrotti. Questa zona sta rinascendo, nel mix di investimenti pubblici e privati, come quello sull’ex Cubo. Ci sono i fondi europei intercettati per il recupero di Palazzo Ricci, che ci consentiranno di estendere gli spazi del conservatorio. L’area sarà sempre più il cuore della città della musica». Aggiunge il vicesindaco Daniele Vimini: «Naturale pensare a Riz Ortolani. Ha vissuto questo giardino, immaginando una vocazione aperta all’arte e alla musica: ora è uno spazio identitario della città». Per il presidente della Regione Luca Ceriscioli, «non c’era luogo più adatto: Ortolani è stato straordinario, un pesarese cittadino del mondo».  Commossa la moglie Katyna Ranieri, accompagnata dalla figlia Rizia e dal nipote Lucio: «Non posso esprimere a parole la mia felicità. Riz pensava a un parco della musica: ne discuteva con me con lo sguardo verso il giardino, osservandolo da una finestra del conservatorio. Sono grata alle istituzioni per questo regalo. Non aveva un carattere facile, ma era una persona ‘tenera’. Un giorno lanciò una scarpa verso un violoncellista che sbagliava sempre, ma l’orchestra che dirigeva non si è mai ribellata. Perché era amato da tutti i musicisti che dirigeva nel mondo». Presenti i vertici delle istituzioni musicali: in testa il presidente del conservatorio Giorgio Girelli, il direttore Ludovico Bramanti, il direttore artistico della fondazione Riz Ortolani Saul Salucci, il sovrintendente Rof Gianfranco Mariotti. Le partiture risuonano con il jazz degli studenti del conservatorio, seguito dal pianoforte di Riccardo Bartoli e dal coro del teatro della Fortuna, diretto da Mirca Rosciani.

 SINFONIE – Si legge nella motivazione del Comune: «Ultimo di sei fratelli, a dodici anni fu iscritto dal padre al conservatorio Rossini, dove studiò composizione e flauto. Diplomatosi a 19 anni, entrò nell’orchestra stabile di Pesaro come primo flauto. Ancora ventenne si trasferì a Roma, dove si unì ad un gruppo di giovani strumentisti dell’orchestra Rai. Si fece presto notare dai dirigenti dell’azienda, i quali gli affidarono la direzione di un’orchestra jazz–sinfonica (…). La carriera cinematografica iniziò nel 1962 con la colonna sonora del film documentario ‘Mondo Cane’. Ortolani ha scritto oltre 200 colonne sonore; ha diretto orchestre sinfoniche prestigiose (Londra, Berlino, Houston, Rio de Janeiro, Mexico, La Fenice di Venezia, la Sinfonica del Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino e la Philharmonique de Montecarlo). Memorabile il suo tour in Giappone alla direzione dell’orchestra sinfonica di Vienna».

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