Il bilancio di Vimini di una stagione culturale sempre più viva e rinnovata grazie agli investimenti

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19 luglio 2017

Daniele Vimini*

PESARO – In questi tre anni, solo parlando di spettacolo dal vivo, Teatro Rossini  e  Teatro Sperimentale hanno aumentato sensibilmente i rispettivi giorni di apertura a servizio delle compagnie teatrali, dei gruppi musicali, delle associazioni, delle scuole, delle istituzioni e delle più diverse realtà cittadine: la qualificata offerta culturale e il dinamismo generato hanno prodotto una oggettiva ricaduta anche sulla vivacità del centro e delle sue realtà economiche.

Matteo Ricci e Daniele Vimini presentano gli eventi dell'estate

Matteo Ricci e Daniele Vimini

Ma soprattutto abbiamo aggiunto ai due teatri storici, due nuovi luoghi della cultura. Rocca Costanza, che da significative ma sporadiche aperture estive legate all’importante Interludio di Ente Concerti è passata ad un cartellone estivo di oltre 40 serate diventando anche incubatore di eventi di successo, come Popsophia, i concerti Xanitalia, l’angolo della poesia, lo stesso Interludio, Che tango, Pesaro Comics and Games, il Palio dei Bracieri, solo per citare i principali. Non solo un cartellone arricchito, ma anche una comunicazione integrata e quell’apertura vera alla città, da tanti anni richiesta.

La Chiesa dell’Annunziata è diventata quel teatro da 99 posti che mancava alla città, aperto e versatile, dal teatro alla danza, alla musica d’autore, alla musica da camera, alla musica antica, al cinema e alle conferenze. Un altro luogo della cultura, che è bene ricordare, prima non c’era e adesso c’è, e che lavora tutto l’anno, ospitando anche una rassegna, M.UN. che porta a Pesaro alcuni dei più brillanti giovani solisti musicali del panorama italiano e mondiale.

Inoltre oggi  Pesaro ha anche una stagione di danza, che tre anni fa non c’era e adesso c’è. Conta centinaia di abbonati e il tutto esaurito ad ogni rappresentazione. Non solo, fa incontrare gli allievi delle scuole di danza della città con i professionisti in cartellone per delle masterclass, ma come è capitato quest’anno, dedica anche un vero Gala di Danza alle scuole stesse.

A fianco della stagione dell’Ente Concerti e dell’Orchestra Sinfonica, a cui la città mette a disposizione gratuitamente il Teatro Rossini, ora c’è una stagione intera chiamata Playlist che unisce dal jazz, al rock, alla ricerca musicale, alla musica d’autore. Una stagione che tre anni fa non c’era e adesso c’è.

Le serate di prosa sono passate da tre a quattro, sempre sold out, determinando un aumento dell’80% degli abbonati a teatro nei tre anni e 700 persone in più a settimana che animano il centro la sera.

Inoltre essendo una città della musica, che ambisce anche al riconoscimento UNESCO, abbiamo moltiplicato gli eventi anche in luoghi nuovi per la musica, come, ad esempio, il balcone di Casa Rossini, che assieme a una intelligente ristrutturazione, ha avvicinato sempre più pesaresi e turisti alla casa stessa e al canto lirico che si può udire dal balconcino anche in questi giorni grazie ai cantanti dell’Accademia Rossiniana.

Per fare tutto questo siamo passati dall’investire 500 mila euro all’anno a 800 mila, raddoppiando i luoghi e moltiplicando le occasioni di cultura e di incontro.

Risorse che ricadono quasi totalmente sul territorio. Maschere che lavorano, tecnici audio e luci che lavorano, grafici e tipografi che lavorano, alberghi che ospitano gli artisti, ristoranti che lavorano, oltre all’ulteriore indotto generato.

Ora, sembra di dire l’ovvio, ma qualcuno penserebbe di aprire nuove classi di scuola materna, o estenderne l’orario a costo zero? Oppure fornire ore di assistenza in più in una casa di riposo senza che incidano sulla spesa pubblica? Immagino e credo di no. Eppure nell’opposizione pesarese c’è chi pensa che la cultura non si debba pagare evidentemente, o che magari sia una voce inutile, o peggio che possa portare consenso, quindi meno cose ci si fanno meglio è, contestando anche l’ovvietà che un ente strumentale del Comune di Pesaro che nasce per organizzare e gestire lo spettacolo dal vivo e i teatri si occupi di spettacolo dal vivo e di teatri.

Pur dando, come ad ogni bilancio fin qui approvato,  la priorità ai servizi sociali ed educativi, noi siamo  per considerare anche la cultura un servizio pubblico, una componente del welfare e  anche un motore di sviluppo. Riteniamo che una città più viva sia una città più sicura e una città in cui crescere cittadini migliori. Chi contesta questa visione, si pone dalla parte sbagliata della storia e offre alla città un futuro di declino sociale e culturale.

Va sottolineato infine come quanto realizzato si collochi in un quadro generale di risorse che sono andate progressivamente contraendosi:  non solo le sponsorizzazioni, ma anche e soprattutto gli stanziamenti da parte di istituzioni che contribuivano in maniera determinante alle politiche culturali della città e del territorio, prime tra tutte la Provincia di Pesaro e Urbino, la Cassa di Risparmio e la Camera di Commercio, le cui incolpevoli impossibilità a mantenere e garantire le contribuzioni di un tempo rendono più complicato il nostro operare, come accade per il GAD che quest’anno accompagniamo orgogliosamente verso la 70 esima edizione, con maggiori contributi comunali rispetto al passato, o il Burattini Opera Festival che festeggia 30 in buona salute.

A questo crediamo e per questo lavoriamo, rafforzando, sperimentando e qualche volta anche inevitabilmente sbagliando, ma è sotto gli occhi di tutti che si stiano perseguendo obiettivi attesi dalla città e in linea con gli impegni assunti.

*Assessore alla Cultura del Comune di Pesaro

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