Vuelle, presa l’ala grande Emmanuel Omogbo: l’identikit

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22 luglio 2017

Emmanuel Omogbo (foto tratta dal web)

Emmanuel Omogbo (foto tratta dal web)

PESARO – Sfumata la pista Paul Watson, che ha preferito rimanere negli States, per provare a strappare un contratto con i Toronto Raptors, in casa Vuelle non si sono persi d’animo e nel giro di un paio di giorni, hanno virato rotta, andando a firmare l’ala grande titolare che risponde al nome di Emmanuel Omogbo, 22enne nigeriano – e perciò comunitario – di 203 centimetri per 95 chilogrammi, proveniente dall’Università di Colorado State, dove è rimasto per due anni, con buone statistiche – 13 punti e 10 rimbalzi nell’ultima stagione – senza venire scelto nel draft Nba. Ha disputato la Summer League con la maglia dei Golden State Warriors e proprio a Las Vegas è stato visionato da Stefano Cioppi, che, dopo aver selezionato Moore e Mika, ha deciso di prendere un altro ragazzo uscito direttamente dal College, senza nessuna esperienza professionistica, con tutti i rischi del caso.

Che tipo di giocatore è Emmanuel Omogbo?

Ala forte, in grado tranquillamente di giocare anche da centro, Omogbo è un giocatore ancora in fase di sviluppo, con doti atletiche notevoli e una tecnica comunque buona, che gli consente di variare le sue soluzioni offensive. Il pezzo forte del repertorio rimane l’uno contro uno, che gli permette di partire in palleggio e battere l’avversario diretto ed avvicinarsi al ferro, soprattutto sfruttando il giro dorsale sul piede perno, andando a concludere con l’amata mano destra, lato da cui si prende l’80% delle conclusioni, ma anche spalle a canestro può produrre punti, anche se la stazza non è proprio massiccia e potrebbe avere qualche problemino contro avversari più fisici. Ha un range di tiro che arriva fino alla linea dei tre punti, anche se non è il pezzo forte del suo repertorio (34% con meno di una tripla segnata a match) e lo stile non è proprio da manuale, ma le percentuali non sono malaccio, con qualche problema di troppo ai liberi, con quel 67% dalla lunetta, che non è certamente una garanzia, soprattutto per il suo tipo di gioco, che lo porterà spesso a dover convertire un gioco da tre punti, dopo aver segnato.

Il suo pezzo forte sembrerebbe essere la propensione al rimbalzo, dove ci va spesso e volentieri, soprattutto in fase difensiva, con un buon uso del tagliafuori e doti di saltatore che gli consentono di arrivare un paio di decimi prima degli avversari in quelli offensivi, dove non stupitevi se lo vedrete volare sopra il ferro, per concludere con spettacolari tap-in, mentre un punto debole potrebbe essere la tendenza a commettere falli evitabili, con quella voglia tipica dei saltatori, di stoppare ogni pallone che gli passa accanto, anche se negli uno contro uno di pura tecnica, ha la capacità di scivolare insieme all’avversario e sbarrargli la strada verso il ferro.

Rispetto ad Eric Mika, sembra un giocatore meno pronto tecnicamente, ma non dovrebbero pestarsi i piedi in fase offensiva ed anzi qualche gioco a due tra di loro, potrebbe essere un’importante arma tattica a disposizione di coach Leka, in una Vuelle che a questo punto dovrà ricominciare la ricerca dell’ala piccola titolare, che non sarà più un rookie, ma un americano con qualche anno d’esperienza europea, con lo staff biancorosso che pensa, con l’arrivo di Omogbo, di aver completato un reparto lunghi dove, se alla coppia titolare dovesse accadere qualche imprevisto, si dovrebbe ricorrere ad una panchina corta ed inesperta. Sarebbe forse il caso, di sondare il mercato dei lunghi italiani – tramontata la pista Andrea Renzi – alla ricerca di un sostituto in grado di rimanere dieci minuti sul parquet senza fare troppi danni – alla Gazzotti tanto per intenderci – anche se purtroppo, un giocatore italiano “normale” costa spesso più di un 22enne americano.

QUINTETTO PANCHINA

PLAYMAKER MOORE (extra) MONALDI

GUARDIA BERTONE (comunitario) BOCCONCELLI

ALA PICCOLA xxx (extra) CERON

ALA GRANDE OMOGBO (comunitario) SERPILLI

CENTRO MIKA (extra) ANCELLOTTI

COACH SPIRO LEKA

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