Presentato il 38° Rof: la musica di Rossini porta nel mondo la bellezza italiana e il nome di Pesaro

di 

24 luglio 2017

Si prova Le siège de Corinthe (Foto Amati Bacciardi)

Si prova Le siège de Corinthe (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Sabato sera, nel Pala De André di Ravenna, assistendo al Gala Svetlana Zakharova & Friends, una serata indimenticabile con étoiles del Balletto Russo, fossero del Teatro Bolshoi di Mosca, del Mariinskij di San Pietroburgo o del Kirov di Kiev, non potevano non pensare che dove i politici distruggono, ordinando guerre spesso fratricide, l’arte unisce.

Sul palcoscenico del palasport romagnolo grandi ballerini e ballerine di Russia e Ucraina che pure si sono combattute (speriamo sia solo nel passato) di recente, dopo avere fatto parte per quasi un secolo dell’Unione Sovietica.

Analogo pensiero l’avevamo avuto una settimana prima, quando Riccardo Muti aveva diretto lo stesso concerto proposto 48 ore prima a Teheran, nell’Iran degli ayatollah, degli embarghi. Le Vie dell’Amicizia è il tema che accompagna da sempre il Ravenna Festival che sabato sera ha presentato una scena inconsueta nei “teatri” italiani. Non solo over…anta, ma tanti giovanissimi, soprattutto giovanissime. Solo la potenza del grande nome, della divina Svetlana Zakharova e del maestoso Denis Rodkin che ammaliano chi danza? Perché non accade anche nel mondo della lirica? E’ una domanda che non trova risposte, purtroppo. Eppure la vicina Sagra Musicale Malatestiana di Rimini con il Progetto Mentore, “forma di adozione musicale che, con un contributo minimo di 150,000 euro, offre a un giovane un abbonamento alla manifestazione romagnola, oltre la possibilità di partecipare a incontri e concerti”.

E il Rossini Opera Festival da anni propone un progetto per i giovani. Resta, però, che, anche al recente bel concerto degli allievi dell’Accademia Rossiniana, in sala eravamo in molti da… sconto per anziani. C’è qualcosa che non torna, ma contiamo d’affrontare il tema con gli addetti ai lavori.

Oggi celebriamo l’edizione 2017 del Rossini Opera Festival, presentata stamattina a Roma, nella sede dell’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo. La conferenza stampa è stata preceduta da un omaggio video dedicato ad Alberto Zedda, già direttore artistico del ROF e direttore dell Accademia Rossiniana.

A fare gli onori di casa Gianni Bastianelli, pesarese, Direttore esecutivo di ENIT, che ha sottolineato “il supporto al Rossini Opera Festival, ambasciatore di cultura, arte e bellezza in Italia e nel mondo”.

Il sovrintendente Mariotti: “Una forte impronta registica”

Il sovrintendente Gianfranco Mariotti ha ricordato che “La particolarità del nostro festival è quella del massimo rigore musicologico e massima apertura nel linguaggio teatrale. Il festival di quest’anno avrà una forte impronta registica. Le opere in calendario coprono l’intera gamma della produzione rossiniana, passando dal genere serio (Le siège de Corinthe) a quello semiserio (Torvaldo e Dorliska) per arrivare al buffo (La pietra del paragone). La stessa formula si ripeterà nel 2018 quando proporremo Ricciardo e Zoraide (nuova produzione), Adina (nuova produzione) e Il barbiere di Siviglia; ripresa del celebre allestimento di Luca Ronconi del 2005 (diretta dal maestro canadese Yves Abel che farà il ritorno a Pesaro dopo tante stagioni d’assenza; ndr). Il Festival è intitolato ad Alberto Zedda, come anche l’Accademia rossiniana. Inoltre lo spettacolo di chiusura, Stabat Mater, sarà preceduto dall’esecuzione del Preludio religioso della Petite messe solennelle, orchestrato dallo stesso Zedda”.

Il direttore artistico Palacio: “In scena 14 allievi dell’Accademia”

Foto conferenza ENIT

Foto conferenza ENIT

Il Direttore artistico del ROF Ernesto Palacio ha spiegato che “Le opere in cartellone sono state eseguite al festival solo due volte. Le siège de Corinthe sarà proposto nella nuova edizione critica, con tanta musica inedita, realizzata da Damien Colas. Anche La pietra del paragone è in una versione rivisitata in vista della pubblicazione del volume in edizione critica ad opera della Fondazione Rossini. Complessivamente ben 14 cantanti vengono dall’Accademia rossiniana ed 11 debuttano al festival. Debuttano al festival anche La Fura dels Baus con Carlus Padrissa, che curano la regia del Le siège de Corinthe, e l’Orchestra sinfonica nazionale della RAI, da quest’anno orchestra principale del Rossini Opera Festival. Quanto al 2018, il cartellone prevede 3 nuove produzioni: Ricciardo e Zoraide avrà come protagonisti Juan Diego Florez e Pretty Yende, diretti da Giacomo Sagripanti per la regia di Marshall Pyncoski (il ballerino canadese che ha fondato la Toronto’s Opera Atelier; ndr) al debutto al festival; Adina sarà diretta da Diego Matheuz (uno dei giovani direttori lanciati dal Sistema venezuelano ideato e realizzato da José Antonio Abreu, ma caro anche a Claudio Abbado) e firmata dalla pesarese Rosetta Cucchi, passata con grande talento dal pianoforte alla regia; Il viaggio a Reims nella versione di Babilonia Teatri. Accanto ad essi la ripresa de Il barbiere di Siviglia di Ronconi”.

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, in qualità presidente del ROF, ha sottolineato che “con l’Enit è in atto una partnership fondamentale per portare avanti il progetto di diffondere Rossini a livello planetario” puntando molto nel 150° anniversario della morte del Cigno, avvenuta nel 1868. “Il ROF – ha aggiunto Ricci – ha dimostrato che la qualità e la bellezza italiana sono il miglior biglietto da visita per il nostro Paese nel mondo. È in corso di approvazione il progetto di legge speciale per le celebrazioni rossiniane che inaugureranno un ciclo di 4 anni in cui il nostro Paese sarà raccontato nel modo da 4 testimonial ad iniziare da Rossini (2019 Leonardo; 2020 Raffaello, 2021 Dante). La presenza dell’Orchestra sinfonica nazionale della RAI al ROF, ribadisce la partnership con l’emittente di Stato, media partner del comitato delle celebrazioni rossiniane”. Vedremo i risultati. Intanto, aggiungiamo per dovere di cronaca che il concerto diretto da Riccardo Muti è stato trasmesso in differita la scorsa settimana su Rai1, non su canali riservati a pochi appassionati.

Resta che il sindaco ha perfettamente ragione quando ribadisce l’importanza di Rossini, per l’Italia, dove pure – con tutto il rispetto – dominano Verdi e Puccini, e per Pesaro. Abbiamo avuto più volte conferma durante recenti viaggi all’estero, che pochi conoscono Pesaro, ma che la città diventa di facile identificazione se si citano Gioachino Rossini e Valentino Rossi.

Oriano Giovanelli, ex sindaco di Pesaro e attuale presidente della Fondazione Rossini, ha dichiarato: “Siamo lieti di continuare questo cammino di riscoperta della musica di Rossini al fianco del Rossini Opera Festival. Il 2017 è stato un anno molto delicato per la Fondazione per le perdite di Alberto Zedda e di Philip Gosset, due colonne della musicologia internazionale fondamentali nella storia della Fondazione. Quest’anno abbiamo organizzato un convegno internazionale con 18 relatori da 16 università internazionali. Il ROF 2017 propone la nuova edizione critica de Le siège de Corinthe e la rivisitazione de La pietra del paragone, oltre alla nuova serie di Incontri di guide all’ascolto delle opere in programma.

L’intervento del grande Carlus Padrissa, regista di Le siège de Corinthe, ha introdotto un tema molto sentito in questi giorni, anche se – per fortuna – le attuali difficoltà italiane davanti a una siccità che sta creando mille difficoltà sono assai diverse da quelle citate dal catalano: “Le siège de Corinthe è incentrato sul tema della guerra. Un tema costante della storia dell’uomo che nello spettacolo viene tematizzato come guerra per l’acqua. L’acqua è simbolo della vita, e la mancanza di acqua è quindi mancanza di vita. La mancanza di vita spinge i popoli a combattersi tra loro. Le motivazioni dei contrasti possono essere svariate: il potere, la religione, il denaro. L’ambientazione dello spettacolo è atemporale proprio a rappresentare l’eternità dei conflitti che dividono l’umanità. Questo è il nostro debutto nel Rossini Opera Festival, nonostante la Fura abbia la stressa età del ROF, ed è stato possibile grazie alla lunga conoscenza e frequentazione con il Maestro Zedda a Valencia. Veniamo dalla musica elettronica, ma abbiamo trovato in Rossini un ritmo comune”.

Per Francesco Lanzillotta, direttore di Torvaldo e Dorliska, “Fare Rossini a Pesaro non è la stessa cosa cha farlo altrove, è un emozione particolare. Torvaldo è un opera rara ma non ne capisco la ragione, dato il suo grande valore musicale e la presenza di alcuni pezzi musicali splendidi. Il soggetto è di derivazione francese e il tema è quello della ribellione alla tirannia. Altro aspetto interessante di quest’opera è il genere semiserio, e il personaggio del Duca, la cui nobiltà di fondo e assenza di elementi grotteschi sono evidenziati dalla musica”.

Sono intervenuti anche la Sovrintendente dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai Paola Carruba, il Maestro Michele Antonelli della Filarmonica Gioachino Rossini e Domenico Fagnano di Intesa Sanpaolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>