Tante scommesse giovani, poche certezze. L’analisi del mercato Vuelle

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25 luglio 2017

PESARO – Tutte scommesse, nessuna garanzia. Si può riassumere così il mercato estivo della Victoria Libertas, che è stato rapido, man non indolore. Rapido, perché è passato solamente un mese dalla prima firma (Ancellotti) all’ultima (Irvin) e mai come quest’anno, la Summer League è stata terra di conquista per Stefano Cioppi, che ha visionato decine e decine di giocatori, prima di scegliere il nuovo quintetto biancorosso. Ma è stato anche un mercato sofferto, soprattutto perché molti tifosi si auguravano di poter rivedere in maglia Vuelle qualche faccia conosciuta. Soprattutto quella di Rotnei Clarke, che tanto si era fatto amare nei suoi tre mesi passati in riva al Foglia. Ma al portafoglio non si comanda ed essendo partiti per gli States, con “soli” trecentomila dollari in tasca, non è stato semplice dividere questa cifra per cinque, cercando di far quadrare i conti fino all’ultimo centesimo.

Andrea Ancellotti (foto Treviso Basket)

Andrea Ancellotti (foto Treviso Basket)

E’ una Vuelle giovane come non mai, dove il più “vecchio” è il 29enne Andrea Ancellotti e il quintetto sarà composto da quattro rookies, quasi un record per il nostro campionato, dove appunto non mancano le scommesse, a partire da un nucleo italiano che appare il vero punto debole, con un pivot di riserva – Ancellotti – che la serie A non l’ha mai giocata, con un play di riserva – Monaldi – che ha passato la scorsa stagione più seduto in panchina che sul parquet, in una Sassari che non si è fidata delle sue qualità, un probabile uomo da quintetto – Ceron – che è reduce da una stagione conclusa con 5.6 punti di media, senza dimenticarsi la promozione nei dieci del 19enne Bocconcelli, guardia che faticherà ad ambientarsi al livello della serie A e del 18enne Serpilli, che forse per la serie A è pronto, ma che sarà costretto a giocare in un ruolo non consono alle sue caratteristiche, come unico cambio del numero quattro.

E cinque scommesse sono sicuramente quelle dei nuovi stranieri, giovani di belle speranze e pochissima esperienza, che non sembrano neanche malaccio presi singolarmente, ma che avranno pochissimo tempo per ambientarsi e per fare gruppo, sperando che tra di loro si nasconda anche il leader della nuova Vuelle, perché tecnica ed atletismo sono buone cose, ma l’esperienza ci insegna che senza un trascinatore fuori e dentro il parquet, si va poco lontano e che sono più i Clarke, i Lydeka o uno Stipcevic a portarti verso la salvezza, mentre giocatori come Thornton, Lacey o Jarrod Jones, sono sicuramente dei buonissimi giocatori, senza essere dei veri vincenti.

Una scommessa è Dallas Moore, regista veloce e scattante, che dovrà abituarsi a fare il playmaker, dopo una carriera universitaria passata più a tirare verso il canestro avversario – 26 conclusioni a partita – che a passare la palla ai compagni – 4 assist – consapevole che in Italia non si può correre ad ogni azione.

Una scommessa è Pablo Bertone, il più esperto del gruppo, ma che è una guardia atipica, con un tiro da tre ondivago e una propensione ad attaccare il ferro che in Italia non sempre le difese avversarie ti concedono.

Una scommessa è Zak Irvin, ala tuttofare senza un vero punto di forza, ma comunque in grado di rendersi utile soprattutto in fase difensiva, in una Vuelle che invece dovrà chiedere al suo quintetto titolare di viaggiare sempre in doppia cifra di realizzazione, altrimenti i conti rischiano di non tornare in fase offensiva.

Una scommessa è Emmanuel Omogbo, numero quattro con un tiro da tre stilisticamente rivedibile, che comunque potrebbe stupire a rimbalzo, dove la doppia cifra rischia di essere una costante, con l’incognita dei falli commessi, in un reparto che non può permettersi nessuna defezione.

Una scommessa è Eric Mika, forse il migliore dei nuovi arrivati, con una tecnica e fisicità che potrebbero aprirgli la strada verso orizzonti più remunerativi, ma sul quale pesa l’incognita dei due anni di inattività, nel momento più importante per la crescita di un giocatore.

Spiro Leka

Spiro Leka (foto Filippo Baioni)

E certamente una scommessa è anche coach Spiro Leka, che alla Vuelle ci tiene come pochi altri, ma che in ogni caso ha appena 12 partite alle spalle come capo allenatore in serie A, anche se l’arrivo di Cedro Galli come vice, potrebbe essere una delle mosse vincenti di questa stagione.

Dalla società fanno sapere che il mercato è virtualmente chiuso e che il primo ottobre, salvo cataclismi, saranno questi dieci giocatori a presentarsi al via del campionato. Il motivo è sempre quello, sono finiti i soldini e anche se in Via Bertozzini sono consapevoli che servirebbe almeno un altro lungo italiano, attualmente non ci sono le risorse economiche per ingaggiare un normale giocatore nostrano, con prezzi che onestamente tanto normali non sono, in un mercato dove con 60.000 euro porti a casa un buon americano che tra un paio d’anni potrebbe guadagnare cinque-sei volte tanto, mentre con la stessa cifra fatichi a portare via un onesto gregario italiano dalla serie A2, che difficilmente nel 2020 vedrà triplicare il suo ingaggio, ma che continuerà a vivacchiare tra prima e seconda serie.

La nostra sensazione è che questa sia una Vuelle costruita aspettando il main sponsor, che non arriverà in tempi brevi, ma che per l’inizio del 2018 potrebbe fare la sua apparizione sulle maglie e la scelta obbligata attuale del 5+5, potrebbe trasformarsi facilmente nel 3+4+5, con l’ingaggio di due comunitari, uno sotto canestro e un esterno, dato che in ogni caso, con gli italiani della Vuelle, difficilmente si riuscirebbe a conquistare uno dei tre premi distribuiti dalla Lega per il maggior utilizzo dei giocatori nostrani, posti che in ogni caso sono già prenotati dalla solita Reggio Emilia, dalla Virtus dei fratelli Gentile e di Aradori e della squadra che firmerà Cusin.

Si partirà con l’handicap, come sempre, sperando che qualcuna di queste scommesse si trasformi in garanzia, consapevoli che se abbiamo azzeccato tre stranieri su cinque, ci si potrebbe anche salvare e che se addirittura fossero quattro su cinque, si potrebbe anche non guardarsi indietro per tutto il tempo, perché è giusto sottolineare che anche la stagione 2017-18 non brillerà di fenomeni e che il costante declino della nostra pallacanestro non accenna a fermarsi.

Sono state poste le fondamenta per la Vuelle 2017-18, una casa a cui sembra mancare un tetto sicuro sopra la testa, ma che si spera sia abbastanza solida per affrontare le insidie autunnali e invernali, probabilmente con un paio di nuove travi, al quale affidare il compito di rinforzare il tutto.

Un commento to “Tante scommesse giovani, poche certezze. L’analisi del mercato Vuelle”

  1. Hannibal Smith scrive:

    Bell’articolo…con un’unica pecca…fin troppo ottimista!!!

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