Cantiere Rossini, il sindaco Ricci: “l’unico mostro è la disoccupazione”

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27 luglio 2017

cantiere rossini inaugurazionePESARO – «Gli unici mostri sono la disoccupazione e il declino». Alle otto di sera Matteo Ricci imbocca l’ingresso nord di Strada tra i due Porti. Dicendosi incredulo: «Sono stupefatto per i toni surreali della discussione in consiglio comunale sul Cantiere Rossini. Anche perché parliamo di una delibera di grande importanza per l’economia della città». Il sindaco non fa surplace, con lo sguardo ai rendering ufficiali diffusi dalla Lisa Group. Né cela il suo stupore, a margine della posa simbolica della prima pietra, organizzata dal gruppo (in testa il ceo Stewart Parvin e il direttore Alfonso Postorino, ndr). Con ordine: «Ricordo bene le facce degli operai dopo la chiusura del Cantiere Navale. Un grande dolore e un enorme patrimonio disperso per la città sul lato delle professionalità e delle competenze. Dopo quel fallimento c’è stato solo il deserto. Ora invece c’è una ripartenza con un grande investimento, a cui non credeva nessuno. E puntualizzo: per un’attività di ristrutturazione degli yacht, non per importare la breccia o il petrolio». Per cui, rimarca, «i benefici sono evidenti». E parte con l’elenco: «Occupazione per almeno cento lavoratori. Indotto notevole, generato da persone con disponibilità economica. Appeal dell’area che cresce grazie agli yacht, con un porto in grado di fare da richiamo».

 

RILANCIO – Sul capannone: «E’ chiaro che deve avere quell’altezza (28 metri, ndr), visto che non è possibile fare a fette gli yacht per le ristrutturazioni. Ma sarà con un bellissimo design. Tra l’altro mi pare che le strutture attuali dell’area siano decrepite, o no?». Sulle polemiche: «Non si coprirà nessun tramonto. Ma chi lo dice è mai stato al porto? Il tramonto si guarda dall’ex Consorzio Agrario?». Poi vira sulla strategia: «Il porto pesarese è commerciale, ma per fortuna l’attività è compatibile anche con il turismo. E con il disegno del ‘Portobello’». Puntellato «dagli investimenti per decine di milioni sulla modernizzazione, che abbiamo intercettato dal livello statale negli ultimi anni». E dalle altre azioni collaterali: «Nei prossimi giorni, per fare un esempio, inaugureremo l’opera artistica che valorizza la passeggiata del molo di levante». La sintesi: «Il porto era disoccupazione e declino. Grazie all’investimento di Lisa Group e alla collaborazione tra noi, la Capitaneria e l’Autorità marittima  sarà lavoro, sviluppo e bellezza. Ma magari qualcuno è contro il lavoro. E a favore della decrescita infelice e del declino». Cala domande in serie: «Forse si preferiscono le gasiere, peraltro ugualmente alte? Oppure la breccia? Cosa dovevamo sperare di meglio per il porto? E’ la differenza tra essere di provincia ed essere provinciali, per una polemica in più». Rileva Parvin: «E’ un giorno di grande emozione per noi e credo anche per la città. Diamo inizio ai lavori del cantiere, dopo un percorso durato due anni per ottenere le autorizzazioni. Il progetto è stato vagliato da tutti gli enti convocati alla Conferenza dei servizi, abbiamo recepito le osservazioni. Il cantiere sarà ecologicamente all’avanguardia, con un design moderno e pulito. Diventerà un punto di riferimento per gli standard che seguiremo. Daremo i servizi migliori per i clienti e sarà un attività a lungo termine, con creazione di posti di lavoro. Compatibile con la vocazione turistica della città. Siamo convinti che in tanti verranno a passeggiare nella zona del cantiere». Ancora: «Rispettiamo le opposizioni, ma siamo aperti al dialogo e al confronto, per evitare incomprensioni. Faremo attività cantieristica. Su un terreno demaniale, a destinazione cantieristica…». Si dice d’accordo il rappresentate dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli: «Noi in sintonia con il Comune fin dall’inizio: investimenti del genere sono rari, non possono essere trascurati, né lasciati sfuggire».

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