I sindacati tuonano contro la caserma dei militari di Pesaro e il loro “cambio di bandiera” negli appalti di pulizie

di 

27 luglio 2017

sindacatiscioperounitarioPESARO – La Filcams – Cgil e la Fisascat – Cisl alla fine non ce l’hanno fatta più e tuonano contro la caserma E. Cialdini di Pesaro  perché adesso si è toccato proprio il fondo.

La gara d’appalto della indetta dalla caserma di Pesaro per l’affidamento del servizio di pulizia, è stata vinta da una ditta ad Ancona , l’Ambient appunto, che applica il contratto nazionale firmato da  Fesica – Consal; un sindacato minoritario, e non dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Per Loredana Longhin della Filcams – Cgil e Domenico Montillo della Fisascat Cisl : “Questo è un atto davvero spiacevole e inaspettato. Applicando questo contratto, la retribuzione contrattuale è inferiore, e si parla di stipendi già bassi perché le ore lavorate sono minime”.

Ma  la beffa vera è un‘altra.  Cioé:  l’azienda che è subentrata, applicando questo contratto nazionale che non prevede la clausola di salvaguardia della continuità occupazionale, non le può essere imposto alcun obbligo di assunzione dei dipendenti in forza presso la cessata impresa al momento della conclusione dell’appalto; consentendo così effetti collaterali discriminatori.

Tant’è  che ben tre lavoratrici non sono state riassunte dopo 18 anni di lavoro presso la Caserma.

Mentre le altre lavoratrici all’oggi ancora debbono firmare il contratto di lavoro e ricevere la busta paga.

Questo purtroppo è l’amaro epilogo della vicenda, che vede come attore principale proprio la Caserma dei militari.

Sinceramente, lascia alquanto perplessi l’atteggiamento da parte delle istituzioni che da un lato si dichiarano apertamente disponibili a voler costruire un osservatorio sugli appalti, e dall’altro poi ci si affida al silenzio e alla rassegnazione se il servizio di pulimento  della Caserma viene consegnato ad un’azienda che applica un contratto che non prevede alcun obbligo di assunzione dei dipendenti in forza alla cessata impresa.

Continua la Filcams – Cgil e la Fisascat Marche: “Le norme e la trasparenza del sistema degli appalti non basta invocarle, è necessario invece praticarle tutti i giorni con comportamenti conseguenti.

I sindacalisti Longhin e Montillo credono profondamente sulla necessità di avere  protocolli d’intesa che aiutino  a costruire gare d’appalto a norma di legge, però sappiamo bene che la forma da sola non basta, ma va sostanziata con comportamenti coerenti perché solo così’ è possibile incidere davvero per migliorare le condizioni di chi lavora nel complicato mondo degli appalti.

Per tutte queste ragioni ci piacerebbe che si potesse aprire  un confronto costruttivo con la  Caserma per rivedere questo appalto al fine di trovare le soluzioni più idonee per tutelare i diritti delle lavoratrici.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>