Che Vuelle sarà? Vecchio e nuovo roster sotto la lente di pu24 (Parte 2)

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28 luglio 2017

Vuelle-BrindisiPESARO – Seconda ed ultima parte del paragone tra vecchia e nuova Vuelle (ecco la prima puntata). Dopo aver analizzato il reparto esterni, è arrivato il momento di confrontare il reparto lunghi e l’allenatore.

Emmanuel Omogbo vs Donatas Zavackas

Il lituano fu l’ultimo ad arrivare – intorno a Ferragosto – alla corte di Piero Bucchi, che cercava un quattro tiratore che si completasse col più interno Jarrod Jones ed almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto essere proprio Zavackas il titolare nel ruolo, anche se bastarono poche amichevoli per capire che l’ungherese avrebbe scalato le gerarchie interne. In questo 2017 invece, il problema non si pone nemmeno, perché il nigeriano è di fatto, l’unica ala forte a disposizione di Spiro Leka.

Chi vince il confronto?
Forse Omogbo non avrà un tiro da tre affidabilissimo, ma in tutte le altre fasi del gioco il nigeriano dovrebbe quintuplicare le statistiche del suo predecessore, che, per la cronaca, ha chiuso la sua avventura pesarese con le ragguardevoli medie di 2.5 punti e 1.5 rimbalzi: Emmanuel Omogbo

Michele Serpilli vs Giulio Gazzotti

Un’ala piccola che, per esigenze di squadra dovrà giocare qualche minuto da secondo lungo (Serpilli), contro un secondo lungo che ha sempre faticato a liberarsi dentro l’area e con un tiro da tre che non era certo una sentenza (Gazzotti). Insomma, non proprio una sfida che rimarrà nella storia della nostra pallacanestro.

Chi vince il confronto diretto?
Gazzotti ha chiuso la sua avventura pesarese con una media di 1.9 punti e 1.5 rimbalzi. Adesso non diciamo che Serpilli sia subito in grado di essere un fattore, ma basterebbe qualche tripla segnata al momento giusto, per far spostare l’ago della bilancia verso il 18enne anconetano, soprattutto se dovesse arrivare un vero lungo di riserva e Michele potesse giocare come cambio dell’ala piccola, ruolo che secondo lo stesso Stefano Cioppi è più consono alle sue caratteristiche: Parità.

Eric Mika vs Landry Nnoko

Ci piacerebbe vederli in un vero contro uno, in una sfida tra la tecnica e l’uso del piede perno di Mika e la fisicità e la verticalità di Nnoko, che proprio ieri ha firmato con i Detroit Pistons in Nba un contratto parzialmente garantito, a dimostrazione che spesso giocatori “normali” in Europa, riescono a strappare ugualmente contratti col dorato mondo americano, dove cercano magari più degli specialisti che dei tuttofare.

Chi vince il confronto?
Da questa parte dell’Oceano invece, servono giocatori più completi, in grado di garantire sia punti che rimbalzi e Mika ci sembra un atleta già pronto, nonostante i due anni di inattività, in grado di dare una bella mano, in un reparto lunghi al quale non farebbe male un ulteriore innesto: Eric Mika

Andrea Ancellotti vs Jarrod Jones

Jones era arrivato quasi in sordina dodici mesi fa, con quel passaporto ungherese che ne impreziosiva l’acquisto e nei piani di coach Bucchi doveva essere il cambio del due lunghi titolari – Nnoko e Zavackas – stesso ruolo che ricoprirà il 29enne Ancellotti, anche se ben difficilmente sarà in grado di eguagliarne le gesta, dato che stiamo parlando di un giocatore che ha finito la stagione con 20 punti e 10 rimbalzi di media.

Chi vince il confronto diretto?
Naturalmente è una sfida segnata in partenza, anche se Ancellotti è consapevole che in questa serie A c’è ancora posto per i suoi 212 cm e che Pesaro gli offre l’occasione di poter competere ad alto livello: Jarrod Jones

Spiro Leka vs Piero Bucchi

A Bucchi non dovrebbe piacere troppo, passare l’inverno da disoccupato, perché dopo aver firmato 12 mesi fa con Pesaro senza troppo entusiasmo, il mese scorso ha firmato un contratto con Caserta, dimenticandosi forse gli enormi problemi economici del club campano, problemi che stanno impedendo alla società del presidente Iavazzi di partecipare al prossimo campionato e a coach Bucchi di poter allenare in serie A, almeno per il momento.

Chi vince il confronto?
Sul piano dell’esperienza e della conduzione tecnica, il confronto avrebbe un solo vincitore, basta conteggiare il numero di partite allenate in serie A dai due coach. Ma Bucchi non ha mai preso a cuore la situazione della Vuelle, finendo la sua avventura in riva al Foglia, con la famosa discussione con la dirigenza biancorossa, che ha portato alle sue dimissioni in pieno inverno e in piena crisi della squadra, Leka invece, non avrà alle spalle numeri da capogiro, ma se c’è un allenatore al quale importano le sorti della Vuelle è certamente lui, che a Pesaro ha compiuto la sua crescita tecnica e che si ritrova tra le mani una squadra grezza, completamente da costruire: Parità.

Su dieci confronti diretti, cinque li abbiamo assegnati alla nuova Vuelle, tre a quella vecchia e due sono finiti in parità, consapevoli che se avessimo aggiunto Hazell e Clarke al conteggio, la situazione sarebbe stata di assoluta parità; Naturalmente sono discorsi estivi e rileggendo quelli degli anni precedenti, sappiamo di aver preso diverse cantonate, non ultime quelle che Fields fosse meglio di Lacey o Lydeka fosse più forte di Jones. Sarà come sempre il parquet il giudice supremo, per una Victoria Libertas che in ogni caso, continuerà a lottare per non retrocedere.

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