La denuncia della Cna: palasport, tribunale, via S.Francesco, via Mazza, ancora appalti a imprese di fuori regione  

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1 agosto 2017

PESARO – Nuovo Auditorium ex Palasport; nuovo Tribunale; Riqualificazione urbana di via Mazza; via San Francesco. Sono alcuni degli appalti pubblici per opere di riqualificazione urbana che sono finiti in mano ad imprese non solo di fuori provincia, ma addirittura non marchigiane. Lo sostiene CNA Costruzioni di Pesaro e Urbino che sottolinea come le opere pubbliche nella nostra città vengano realizzate quasi totalmente da imprese che con il territorio non hanno nulla a che fare, né in termini di capitali né di occupazione.

Secondo il responsabile di CNA Costruzioni, Fausto Baldarelli: “Nonostante i continui appelli della CNA alle amministrazioni locali ad affidare (pur nei parametri previsti dalla attuale legislazione), lavori ad imprese del territorio, non possiamo non registrare il fatto che a Pesaro e in altri comuni della provincia, gli appalti pubblici finiscano regolarmente ad imprese extraregionali”.

“Si tratta ancora una volta di gare che vengono affidate ad imprese che attuano ribassi anomali, al di fuori dei prezzi di mercato, e che nascondono troppo spesso, l’abusata pratica del subappalto. Lavori cioè che vengono affidati ad una ditta e poi “ceduti” a una o più imprese in fase di realizzazione. Ditte che magari nel frattempo falliscono e che non riescono a terminare i lavori”.

Fausto Baldarelli

Fausto Baldarelli

Proprio in ragione di anomali prezzi di capitolato e di ribassi abnormi presentati in occasione di appalti così importanti, molte imprese locali hanno preferito non partecipare ai bandi stessi.

“Da una attenta analisi dei costi – aggiunge Baldarelli – molte delle nostre imprese si sono subito accorte dell’anti economicità di tali operazioni ed hanno preferito nemmeno presentarsi ai bandi di gara. Si tratta di un fenomeno che non è limitato alla sola città di Pesaro ma purtroppo a tutta la provincia”.

CNA Costruzioni ricorda che le gare al massimo ribasso non solo non garantiscono la qualità e la perfetta esecuzione dei lavori così dei materiali dell’opera, ma nemmeno il rispetto dei tempi di consegna, così come la sicurezza dei lavoratori nei cantieri.

“Nel rispetto dell’ultima versione del Codice degli appalti pubblici – conclude il responsabile di CNA Costruzioni – chiediamo di vigilare affinché i criteri di aggiudicazione della gara tengano conto delle eventuali anomalie e di ribassi eccessivi. Infine, non da ultimo chiediamo che (sempre attraverso il nuovo codice gli appalti pubblici), vengano considerate con maggiore attenzione le imprese del territorio che possono garantire, proprio per la loro presenza e reputazione, qualità, affidabilità e sicurezza. Un esempio? Il Ponte dei Conciatori ad Urbania ultimato, dopo una lunga querelle, proprio grazie ad una impresa locale”.

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