Era quasi il… Pof. Pizzi ritorna a Pesaro dopo 13 anni. “Godiamoci questo ennesimo regalo di Rossini”

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3 agosto 2017

Pizzi osserva la prova costume di Aya Wakizono (dalla pagina Facebook del Rof)

Pizzi osserva la prova costume di Aya Wakizono (dalla pagina Facebook del Rof)

PESARO – Per il sovrintendente Gianfranco Mariotti, “Pier Luigi Pizzi è la storia del Rof”. Titolo perfetto.

Il suo primo allestimento risale al 1982: un Tancredi memorabile con un cast eccezionale, da Lucia Valentini Terrani a Katia Ricciarelli.

Da allora, tanti allestimenti che sono davvero nella storia del Rof. L’anno successivo è suo il Mosè in Egitto. Una presenza continua che appare infinita. Dal 1982 al 1987 non salta un appuntamento, tanto che qualcuno cambia il nome da Rof a… Pof: Pizzi Opera Festival.

Come sempre, nel mondo dell’opera i detrattori non mancano, ma quanti porterebbero appassionati dalla Francia, da Parigi, dove Pizzi é amatissimo? Ne ho conosciuti tanti che alla domanda sul perché fossero a Pesaro rispondevano semplicemente: “Pizzì”, con l’accento sulla seconda ì, alla francese. E quanti possono vantare un allestimento come il Maometto II del 1985, quello che esaltò la bravura di Samuel Ramey?

Pausa nel 1987, poi il ritorno nel 1988, con Otello e un cast che comprendeva Chris Merritt, anni dopo ripudiato da Riccardo Chailly, ma anche la Desdemona June Anderson e Rodrigo Rockwell Blake. E non poteva non essere sua Bianca e Falliero nel 1989.

Altra pausa e ancora Otello nel 1991. Non c’è nel 1992, anno magico del bicentenario della nascita di Rossini. Ritorna, l’anno dopo, con un Maometto II che non è pari al precedente ma non certo per la regia. E’ suo il meraviglioso Guillaume Tell del PalaFestival.

Altra pausa ed ennesimo ritorno con l’Otello del 1998. Ed è suo un Tancredi che regala ancora “tanti palpiti” con Daniela Barcellona (1999). Si cimenta anche all’aperto (2001, Le nozze di Teti, e di Peleo) nel teatro di Villa Caprile, quando al Rof tutto sembra possibile. Ed è sua la regia della prima volta de La pietra del paragone (2002). Torna, prima di oggi, nel 2004, ancora con Tancredi.

Da allora tanti anni di “silenzio”, ma le Marche continuano a essere la sua casa, visto che dal 2006 al 2011 dirige il festival che si svolge nello Sferisterio di Macerata.

“Che effetto mi fa questo ritorno a Pesaro, al Rof? Appena sono arrivato, ho avuto subito un incontro con giovani dell’Accademia… Un momento molto simpatico. Ho dato loro una sigla e una cifra: Rof 35. Sono arrivato a Pesaro 35 anni fa. Sono stati anni ricchissimi di esperienze. In precedenza avevo fatto già molto Rossini, che non era un compositore nuovo per me. La vera novità è che qui ho trovato un clima diverso. Al Rof si parte dalle edizioni critiche per scoprire una serie di opere sempre più appassionanti e sbalorditive. Non sono opere minori, perché con Rossini non ne esistono: sono tutte capolavori. Ogni volta è un evento speciale. La pietra del paragone è bellissima. E io mi trovo molto bene con tutto il cast, dal direttore, che potrebbe essere mio pronipote, ai cantanti, giovani, belli e simpatici. Mi vogliono bene. Godiamoci questo ennesimo regalo che Rossini ci fa, sperando che anche gli spettatori se lo godano con il nostro stesso spirito”.

Un commento to “Era quasi il… Pof. Pizzi ritorna a Pesaro dopo 13 anni. “Godiamoci questo ennesimo regalo di Rossini””

  1. ROBERTO scrive:

    Ma parlare di Rossini Opera Festival e’ parlare anche un po’ di Ricciarelli……
    Bianca e Faliero….chi se non Horne e Ricciarelli….

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