La “Guitarmando” di Terenzi, unico esemplare di chitarra-mandolino realizzato a mano in ceramica smaltata

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8 agosto 2017

guitaLa musica, intesa come espressione del mondo, è una lingua universale al massimo grado, e la sua universalità sta all’universalità dei concetti più o meno come i concetti stanno alle singole cose”. (Arthur Schopenhauer)

Il suono di una chitarrastrumento musicale cordofono a pizzico, può essere suonato con il fingerpicking (polpastrelli, unghie o con  plettro di legno o di osso). Molto simile alla Cetra rinascimentale, questo strumento musicale, il cui suono è prodotto dalla vibrazione di una o più corde tese su una cassa armonica in uso nel Rinascimento, aveva la cassa di risonanza piatta le cui doppie corde metalliche venivano pizzicate, ed era dotato di un lungo manico dalla struttura comparabile a quella di una pera. L’antica Grecia ci ha tramandato, invece, che questo strumento era inizialmente concepito come la Lira Cretese, (strumento musicale greco a corda, valutata come la più popolare forma di sopravvivenza della medievale lira bizantina), e pur essendo uno strumento popolare, è stato impiegato anche nella musica cosiddetta colta e, talvolta, anche nell’opera lirica.

Visitando in questi giorni la Quarta Mostra della Ceramica a Pesaro, inaugurata il 7 agosto con durata fino al 20 del mese, dal titolo DEI E MITI , nella Saletta dell’ex Seminario in via Rossini al n° 53, si possono ammirare le opere di quindici artisti ceramisti che l’Associazione Amici della Ceramica promuove ogni anno, divulgando così la cultura di manufatti ceramici locali e contribuendo a far conoscere l’arte pesarese. Quest’anno, come ospite d’onore, è presente Terenzi Franco regista, sceneggiatore, scultore e pittore, fino ad esprimersi in qualità di compositore musicale.

Insomma un piccolo genio poliedrico che riesce a coniugare e seguire le visioni della propria fantasia, elaborando con la mente piani, progetti, e soluzioni di varia natura, anche nell’uso di materiali diversi quando è impegnato, in veste di artigiano, nella sua fucìna alchemica. Riesce ad affrontare, con una invidiabile duttilità varie tematiche nell’arte visiva, sia concettuale che estetica, con lavori in creta, ceramica Raku e metalli vari, dettati da uno stile innovativo futurista, e dove tra l’altro le sue opere vengono brillantemente esposte in molteplici concorsi e mostre tenutesi in varie città, in Italia e all’estero, conseguendo nondimeno negli anni ambiziosi premi.

Franco Terenzi, ha presentato nell’occasione un unico esemplare al mondo, di chitarra-mandolino realizzato interamente a mano in ceramica smaltata gold-brown, non elettrica, e con una acustica molto particolare che ricorda come venivano eseguiti i componimenti musicali di epoche storiche passate. Una via di mezzo tra il mandolino e la chitarra questo tipo di chitarra, corredata da sei corde (Mi, Si, Sol, Re, La, Mi) morbide originali ernie ball di meccanica Gibson, parallele alla cassa armonica, poggiando lo strumento sulla gamba sinistra, leggermente rialzata (per via del peso e della fragilità dell’arnese) si suona da seduti con il bottle-neck o con le dita, tenendola in posizione orizzontale.

guitarI tasti, contro i quali si premono le corde per ottenere le note volute, sono in acciaio inox, e come in tutti gli strumenti a corda, la cassa armonica del guitarmando è provvista di una buca (foro di risonanza) da cui il suono amplificato dalla cassa si propaga all’esterno per una profondità di cm. 10. Il profilo del suo dorso è più simile ad una “U” ed ha una dimensione totale, (compreso il manico che è lungo cm. 55), di cm. 82, per un peso di kg. 3,5 e una larghezza di cm. 25.

Il capotasto, o barrè, è di acciaio e il suo suono, mirabile e suggestivo, è simile ad una melodia timbrica sitar indiana, impastata ad un genere blues afroamericano. Viene così creato un effetto acustico del tutto innovativo con una musicalità avvolgente, misteriosamente orientale, come pure foriera di una musicalità rinascimentale e barocca. Andres Segovia (1893-1987), il famoso chitarrista classico spagnolo, ebbe a dire una volta che “La chitarra è una piccola orchestra. Ogni corda è un colore differente, una voce differente”.

All’evento hanno partecipato, in qualità di chitarrista, Alessandro Buccioletti che ha suonato con enfasi la guitarmando, improvvisando un motivo estemporaneo, e subito dopo il Tenore Lirico Alessandro Moccia, diretto e accompagnato dal Direttore d’Orchestra Stefano Bartolucci, ha cantato con voce piena, ricca, intensa e piena di volume la romanza dall’opera della Tosca “E lucevan le stelle” di Giacomo Puccini, lasciando i tanti melomani, e non, intervenuti attoniti e visibilmente emozionati.

Gli artisti che espongono sono: Anastasi, Basile, Berti, Bravi, Ceci, Giavoli, Gnassi, Masiero, Monaldi, Paianini, Pandolfi, Perrone, Tamburini, Venturini e Verzolini che con le loro superbe opere esposte, hanno saputo trasmettere interesse, impressioni, sensazioni e ricordi, senza mai cadere nel déjà vu, ma anzi, avvalendosi di nuove tecniche e sicuramente di appannaggio, in questa sede di donne in superiorità numerica agli uomini, contrariamente alla storicità che ci ha insegnato che tale forma d’arte risultava tra le più difficili da eseguire.

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