Vuelle, scatta l’ora della nuova campagna abbonamenti

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8 agosto 2017

Consultinvest Vuelle-Armani Milano festa salvezza 00006PESARO – Sabato mattina verrà presentata la nuova campagna abbonamenti della Victoria Libertas e l’obiettivo, come tutti gli anni, è di migliorare le cifre della stagione precedente. La scorsa estate, gli abbonati effettivi alla Vuelle furono 2820, numero che lievitò fino a 3790 con l’aggiunta di quelli distribuiti in omaggio ai consorziati, alle autorità e al settore giovanile. A questa cifra, si sono aggiunti un migliaio di presenze ad ogni partita, tanto che con i suoi 4848 spettatori, Pesaro è finita seconda come media, dietro all’inarrivabile Milano. Ma se la Vuelle ha avuto il secondo pubblico d’Italia, a livello di incassi complessivi è stata solamente la nona, con una media di poco superiore a 40.000 euro a partita.

La discussione sul costo degli abbonamenti si ripropone ogni estate: c’è chi ritiene che aumentandone il prezzo, si darebbe un segnale forte alla società, dimostrando l’attaccamento del pubblico alla squadra e contribuendo in maniera sostanziale al bilancio societario, ricordando che, allo stato attuale delle cose, la voce abbonamenti incide circa per un quarto – 600.000 euro su un budget di circa 2.400.000 – c’è chi ritiene invece che, diminuendo il prezzo delle tessere, se ne farebbero almeno un migliaio in più e un’Adriatic Arena con 5000 presenze fisse, porterebbe in dote quel paio di vittorie supplementari, che farebbero maledettamente comodo ad una squadra sempre in lotta per non retrocedere.

Ma com’è l’umore della piazza? Lo zoccolo duro resiste nonostante tutto e rinnoverebbe il suo abbonamento alla Vuelle in ogni caso – con prezzi comunque proporzionali al clima economico nel quale stiamo vivendo – e l’aumento di 20-30 euro preventivabile rispetto all’anno scorso, verrebbe assorbito senza troppi mugugni. Poi ci sono gli indecisi, quelli che aspettano di conoscere la squadra e che si basano magari sui risultati delle amichevoli settembrine, ma nel 90% dei casi, compiono il loro “dovere” e alla fine, magari non troppo entusiasti, portano il loro obolo alla causa. Ma cinque anni di sofferenza sportiva, aver vinto solamente 33 delle ultime 75 partite casalinghe disputate, un budget tra i più bassi della serie A – e di molte società di serie A2 – un roster di perfetti sconosciuti o quasi, non sono proprio le condizioni ideali per rinnovare la fiducia e non si può negare, che ci sia parecchio malumore intorno a questa Vuelle, con la reale possibilità che non tutti riconfermino la loro tessera, stanchi di dover guardare tutti dal basso all’alto.

Tornare ai prezzi di cinque anni fa non è proponibile, perché una volta intrapresa la strada del posto unico nelle tribune, senza distinzione tra centrale e laterale, si è praticamente costretti ad andare avanti così, con un aumento contenuto del prezzo ogni anno, ricordando che si era partiti da 200 euro. Anche il prezzo scontato – ma non troppo – per la curva è doveroso, dando la possibilità ai tifosi più caldi di riempire il settore K, sperando che ritorni pieno come ai tempi belli, così come sono da replicare le agevolazioni per gli over e gli under. Cosa si potrebbe fare allora per migliorare l’offerta? Insistere sul ricambio generazionale, sui giovani, soprattutto i teenagers, catturando l’interesse dei meno coinvolti con operazioni ad hoc, da concordare con gli istituti scolastici. Fare diventare l’abbonamento una vera e propria carta fedeltà, come avviene in tante altre realtà, dando la possibilità di ottenere sconti sugli acquisti effettuati nei negozi convenzionati, in modo che il costo della tessera sia il più possibile ammortizzato durante l’anno. Premiare la fedeltà di chi fa l’abbonamento da tanti anni – in società hanno tutti i dati all’interno dei loro pc – con iniziative speciali e premi da distribuire e sorteggiare, magari durante l’intervallo delle partite casalinghe, coinvolgendo piccoli sponsor che, con una modica spesa, si garantirebbero una bella fetta di pubblicità.

Ma naturalmente, come in tutti gli sport, la gente si attrae principalmente in due modi: con i risultati acquisiti o con la costruzione di una grande squadra, almeno sulla carta, perché non sempre chi è più forte a settembre, si ritrova lo scudetto cucito sulle maglie il giugno successivo, due variabili su cui la Vuelle non può contare, perché è reduce da cinque stagioni complicate e sembra quella meno attrezzata per affrontare il nuovo campionato.

Così, la sensazione è che non sarà facile ripetere i numeri dell’anno scorso e che qualche tifoso, aspettando una Vuelle vincente, non rinnoverà l’abbonamento, accontentandosi di presentarsi ogni tanto all’Adriatic Arena, conscio che un posto al palazzone della Torraccia si trovi tranquillamente, ma si spera che non siano più di un centinaio ad abbandonare una Vuelle che, nonostante tutti gli errori commessi in questi anni, continua ad essere una delle eccellenze del nostro territorio, in un campionato italiano, dove la differenza tecnica tra la seconda e la quindicesima non è poi così ampia e dove basterebbe un’annata finalmente positiva, per riportare l’entusiasmo tra una tifoseria sicuramente stanca di dover soffrire ogni domenica, ma che non aspetta altro che poter tornare ad esultare per una Victoria Libertas che riesca a rinverdire i suoi antichi – ma non così lontani – splendori.

 

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