Rof, 15 anni dopo torna La pietra del paragone firmata da Pizzi con un cast di giovani ma già affermati cantanti

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10 agosto 2017

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In casa un cofanetto, contiene i tre Cd de La pietra del paragone, “registrazione dal vivo nel corso delle recite al Palafestival di Pesaro il 9-12-15-18-21 agosto 2002”. Rossini Opera Festival e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro consentirono la realizzazione. Sarà un piacere – crediamo – per gli spettatori d’allora rivedere l’opera, riascoltarne le musiche, che come (quasi) tutte le musiche di Rossini sono da ricordare. Tanti i momenti da circoletto rosso, a incominciare dalla sinfonia. Ne ricordi uno, ne dimentichi un altro. Sarebbero da citare tutti.

Ben venga, allora, il secondo appuntamento del Rof 2017, che ha come seconda opera in in cartellone La pietra del paragone, in scena l’11 (trasmessa in diretta da RaiRadioTre), 14, 17 e 20 agosto alle 20 all’Adriatic Arena.

Oggi, come allora, il regista è Pier Luigi Pizzi, le cui idee si trasferiscono dal palazzo dello sport di Via dei Partigiani – chissà quando tornerà fruibile dopo che l’ex sindaco Ceriscioli, oggi governatore delle Marche, s’era lanciato in pronostici non realizzati – all’Adriatic Arena, che è stato il festival dello spreco per la città, ma almeno c’è, perché altrimenti il Rof sarebbe finito nei guai.

Dunque, dopo quindici anni, ritorna La pietra del paragone, melodramma giocoso in due atti di Luigi Romanelli con musiche di Rossini. “Per l’occasione – in orma puntualmente l’Ufficio Stampa del Rof – l’edizione critica, realizzata nel 2002 da Patricia B. Brauner e Anders Wiklund, è stata rivista ed aggiornata in occasione della pubblicazione del volume, che avverrà entro l’anno in corso”.

La storia è semplice: numerosi invitati sono convenuti nel giardino della villa del Conte Asdrubale (allora Marco Vinco, oggi Gianluca Margheri), un nobile saggio e magnanimo, rispettoso delle donne, che sembra non avere alcuna fretta di posarsi. Alla sua mano aspirano la baronessa Aspasia (Aurora Faggioli oggi, ieri Laura Brioli), la marchesa Clarice (era Carmen Oprisanu, oggi è Aya Wakizono) e Donna Fulvia (nel 2002 fu Patrizia Biccirè, ora è Marina Monzò). Tra gli ospiti, il poeta Pacuvio (allora Bruno De Simone, che per colpa di chi scrive ebbe problemi con Pizzi; oggi Paolo Bordogna)tenta di recitare l’ultima opera, ma nessuno lo ascolta tranne Donna Fulvia che lo vorrebbe suo complice per conquistare il Conte. Arrivano anche il giornalista Macrobio (Piero Spagnoli 15 anni fa, oggi Davide Luciano) e il cavalier Giocondo (da Raul Gimenez a Maxim Mironov) che danno vita a una discussione che assume toni assai aspri. Fabrizio ebbe la voce di Dariusz Machej, nella nuova edizione sarà interpretato da William Corrò.

A dirigere l’edizione precedente il maestro Carlo Rizzi, con Coro da Camera di Praga e Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Quest’anno sul podio c’è Daniele Rustioni, giovane milanese che torna dopo 5 anni (nel 2012 diresse Il signor Bruschino), nella buca l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; il Coro è del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto da Giovanni Farina.

Pizzi, che ha speso parole molto belle per il cast, “ambienta l’improbabile vicenda in una elegante villa con piscina, con suggestioni anni Venti stile Francis Scott Fitzgerald e costumi vintage anni Settanta – anticipa il Rof -. I personaggi passano le loro giornate di borghesi un po’ fatui al telefono, oppure tra tennis, caccia e palestra”.

Come abbiamo avuto occasione di anticipare, ricordiamo che molti dei protagonisti sono ex allievi dell’Accademia Rossiniana: Aya Wakizono, Aurora Faggioli, Marina Monzó, Maxim Mironov, Davide Luciano e Paolo Bordogna.

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