Rof, Noluvuyiso Mpofu, un soprano sudafricano per Rossini: “Amo Il turco in Italia, mi piacerebbe cantarlo a Pesaro”

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10 agosto 2017

Noluvuyiso Mpofu davanti a un quadro che raffigura il grande Cigno (Foto Amati Bacciardi)

Noluvuyiso Mpofu davanti a un quadro che raffigura il grande Cigno (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Giorni di luci e suoni, di note che richiamano una splendida terra, resa libera dalla straordinarietà di un uomo che pure, dopo 27 anni di carcere, avrebbe avuto mille e più motivi per vendicarsi. Altri l’avrebbero fatto, non lui, Nelson Mandela, la cui statura morale rendeva e rende pigmei i bianchi razzisti, fossero gli Afrikaner sudafricani di allora o i loro simili d’altri paesi oggi.

Sono giorni in cui, grazie a bravissimi atleti, dal lunghista Manyonga al quattrocentista Van Niekerk, nelle nostre case arrivano, direttamente dai Campionati mondiali di Londra, le note del bellissimo inno sudafricano – Nkosi Sikelel’ iAfrika – che neppure la fusione con il vecchio Die Stem van Suid-Afrika ha rovinato.

Atletica leggera e musica di Rossini, che ritmo!

Sarà Madama Cortese nel Viaggio a Reims del 16 agosto

A giorni ascolteremo la bella voce di una cantante sudafricana, Noluvuyiso Mpofu, soprano, già protagonista del concerto finale dell’Accademia Rossiniana, dei Concerti dal balcone di Casa Rossini e – il 16 agosto – Madama Cortese nella replica de Il viaggio a Reims, ruolo che il 14 sarà affidato a Marigona Qerkezi.

Un ruolo che Noluvuyiso Mpofu conosce bene, avendolo interpretato anni addietro in un Viaggio a Reims andato in scena a Città del Capo.

“Sì, l’ho fatto in Sud Africa e gli spettatori mostrarono di essere soddisfatti. E’ un ruolo veramente interessante e io mi sto divertendo a lavorare con i colleghi dell’Accademia. Soprattutto sono felice di essere qui a Pesaro”.

Ha apprezzato anche il pubblico presente nel Teatro Sperimentale per la conclusione dell’Accademia Rossiniana e pure quello che ha seguito il concerto dal balcone di Casa Rossini.

“E io sono soddisfatta del lavoro fatto. Mi piace cantare quando la gente ascolta con attenzione e quindi trasmette un messaggio positivo a chi è sul palcoscenico”.

Perché ha deciso di proporsi all’Accademia Rossiniana e quindi di venire a Pesaro a studiare Rossini?
“Me l’ha suggerito il mio agente, conscio dell’importanza del Rof. In passato ho cantato anche il Barbiere. Il Viaggio è stato il mio secondo impegno con le composizioni di Rossini. Per me, fare l’Accademia ha significato imparare lo stile del belcanto, quello di Rossini, ma anche provare a risolvere i problemi che talvolta ho con la coloratura. Il maestro Palacio ci ha insegnato molte cose che io ho cercato di imparare per migliorarmi ed avere una coloratura più naturale e fluida. Sono state lezioni molto interessanti e preziose, soprattutto molto utili. Porterò con me tutto ciò che ho imparato a Pesaro per essere all’altezza della musica e cantare le Arie che mi piacerebbe eseguire”.

Quando studiava a Cape Town, nei programmi scolastici erano comprese le musiche di Rossini?
“Veramente, no. Giusto qualcosa di alcune opere che ci indicava il nostro direttore, americano. E noi cercavamo d’imparare quanto era possibile, magari osservando altri cantanti, il loro modo di eseguire il belcanto e avere un’idea di questa tecnica”.

Non solo l’Accademia Rossiniana e le due presenze nel Viaggio, che la vedranno nel ruolo di Delia il 14 agosto e di Madama Cortese il 16: credo che avrà seguito le opere in cartellone. Le piacerebbe cantare al Rof?
“Sarebbe meraviglioso. Io sono innamorata del Turco in Italia. Spero che in futuro, se il Rof deciderà di riproporlo, possa esserci un ruolo per me; lo spero fortemente. Mi piacerebbe tantissimo tornare qui e migliorare ancora la mia conoscenza di Rossini”.

Lei canta anche Verdi, Bizet e altri compositori. Cosa pensa di Rossini?
“E’ un compositore di grande ritmo. Le opere che ho fatto e conosco sono del genere comico. Mi piacciono. Sono divertenti da eseguire e la maggior parte dei ruoli sono molto caratterizzati e consentono di interagire con gli spettatori. La musica di Rossini è bellissima, coinvolge, diverte”.

Ma lei nel concerto finale dell’Accademia Rossiniana ha cantato un brano del Rossini serio, da Le Comte Ory, un’opera sublime.
“Non la conoscevo, ma quando l’ho ascoltata, e soprattutto cantata, mi sono detta: oh, è molto bella, vorrei che quest’aria fosse il mio brano per il concerto finale”.

Il suo ruolo favorito, quale le piacerebbe cantare?
“Come le ho anticipato, Il turco in Italia, che ha duetti e Arie molto divertenti, interessanti. Vorrei che fossero nei miei programmi futuri”.

“Questa è una bella città, si respira cultura”

Ci racconta la sua esperienza a Pesaro, non solo da cantante?
“Purtroppo, quando sono arrivata, ero lievemente indisposta. Venivo dal Sud Africa, dove è inverno. Il cambio di clima e di temperatura mi ha fatto stare male per circa una settimana e non ho avuto tempo per girare la città, per conoscerla. Poi sono stata al mare. La spiaggia mi è piaciuta tanto. Pesaro è piccola, ma bella. Qui si si respira cultura e ciò la rende ancor più interessante. Sono stata bene a Pesaro”.

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