“Pesaro.”: dieci motivi (più uno) per fare l’abbonamento alla Vuelle. Le info

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12 agosto 2017

“Pesaro.” Uno degli slogan forse più azzeccati, rispetto a quelli degli ultimi anni. Pesaro, punto e basta, perché alla fine tutto si racchiude intorno alla città che da 71 anni soffre e gioisce per la sua Vuelle, dagli albori del campo all’aperto di viale della Vittoria alle diecimila poltroncine azzurre dell’Adriatic Arena. Pesaro, che forse non supererà i 3.790 gli abbonamenti sottoscritti all’allora Consultinvest, anche se in realtà il numero “vero”, ripulito dalle tessere omaggio, dai tagliandi dati al settore giovanile e ai vari sponsor e consorziati, fu di 2.820. Pesaro, che come tutti i tifosi colpiti nel portafoglio, non gradirà l’aumento di 10-20 euro a seconda del settore e soprattutto l’introduzione della giornata biancorossa, quella che ti “costringerà” a pagare il biglietto per entrare al palazzetto.

Ma perché i tifosi pesaresi, e non solo, dato che la Vuelle raccoglie appassionati in tutta la provincia e quelle limitrofe, dovrebbero fare l’abbonamento? Quali motivi dovrebbero spingere tremila persone a spendere i loro sudati risparmi per una squadra che negli ultimi cinque anni è arrivata praticamente sempre penultima e che su 75 partite ufficiali casalinghe disputate, ne ha vinte solamente 33?

Non sarà facile ripetere i numeri dell’anno scorso, specialmente dopo una campagna acquisti che non ha creato entusiasmo e che ha dato origine a più di un malumore, soprattutto dopo la mancata conferma di Rotnei Clarke, uno che nei tre mesi passati a Pesaro aveva conquistato la fiducia e la simpatia di tutti, e sono tanti gli appassionati che non sembrano intenzionati a ripresentarsi alla Torraccia dal prossimo ottobre, stanchi di dover soffrire ed incavolarsi ogni domenica. Considerando che i risultati non aiutano a creare nuovi appassionati, non sarà per niente facile confermarsi come secondo pubblico d’Italia, dietro alla metropoli Milano, dato anche il ritorno nella massima serie di una Virtus Bologna intenzionata a fare subito le cose in grande.

Siete ancora indecisi? Vedremo se lo sarete anche dopo aver letto quelli che, secondo noi, sono i dieci motivi (più uno) per cui dovreste ancora – o per la prima volta – fare l’abbonamento alla Victoria Libertas.

DIECI MOTIVI (PIU’ UNO) PER ABBONARSI ALLA VUELLE 2017-18

  1. Fede
    L’abbonamento rimane un atto di fiducia, una sorta di cambiale in bianco firmata a favore di Ario Costa & C. consapevoli che quei soldi saranno spesi per il bene della squadra e non per una finanza creativa come accade da altre parti. Perché di errori tecnici ne hanno commessi e ne commetteranno tanti in via Bertozzini, ma quando arriva la Comtec a controllare i conti della Vuelle, non c’è neanche una virgola fuori posto.
  2. Occasione
    Quel paio d’ore trascorse all’interno dell’Adriatic Arena rimangono una piacevole occasione di sfuggire alla routine domenicale, quelle dei pranzi dalla suocera e delle spese nei vari ipermercati, in un quartiere come quello della Torraccia che ormai offre tantissime occasioni per svagarvi sia prima che dopo il match. Sta aprendo anche il McDonald’s, cosa volete di più!
  3. Retrocessione
    Forse nel 2018 cambieranno le carte in tavola e bloccheranno le retrocessioni per un paio d’anni, ma per questa stagione si dovrà ancora soffrire ed evitare l’ultimo posto, quello che ti spedirebbe in serie A2, categoria che, al di là delle opinioni personali, rimane un paio di gradini sotto alla prima. Se vi serve uno scopo per sperare di vincere ogni domenica, potreste trovarlo nella sesta salvezza consecutiva, in una stagione in cui già da luglio, tutti gli addetti ai lavori danno Pesaro come sicura retrocessa.
  4. Zero
    Di anno zero se ne parla ormai da troppo tempo e la stagione scorsa sembrava dovesse essere quella giusta per ripartire nel modo giusto, ma le cose non sono andate come speravamo. Allora è inutile fare proclami che poi vengono puntualmente disattesi, questa stagione dovrà essere semplicemente un’annata di passaggio, sperando che si trovino le risorse per partire direttamente dall’anno uno e che lo zero appaia solamente nella casella relativa ai debiti, nel bilancio della Victoria Libertas.
  5. Asticella
    Bucchi e Jasaitis dovevano essere coloro che avrebbero alzato la famigerata asticella la scorsa estate, ma ad alzarsi alla fine è stata solo la pressione dei quattromila del palazzone, per le incavolature fornitegli dal poco dinamico duo. Quest’anno la si deve prendere con calma, senza illusioni di sorta, senza pensare di essere migliori del previsto, non si sa mai che l’asticella si alzi all’improvviso, senza avvisare nessuno, come accade dopo un piacevole sogno notturno. In fin dei conti Keep calm, a sem de Pesre.
  6. Passione
    Potete anche negarlo se volete, potete dire di essere arrivati al limite, che dopo aver visto Daye e Cook non vi meritavate Zavackas e Jasaitis, che siete stanchi di fare tabelle salvezza al posto di quelle per i playoff, che se non ci sono i soldi per competere ad alto livello si dovrebbe fare un passo indietro, che di guardare i filmati su YouTube per conoscere i nuovi arrivati ne avete le tasche piene, ma poi vi ritrovate sempre a cercare sul vostro pc le notizie sulla Vuelle e, anche se siete in giro a fare altro, alle otto e mezza della domenica sera, vi collegate a pu24.it per vedere cosa ha fatto la Vuelle. Si chiama passione e non potete farci niente, solo continuare a coltivarla.
  7. Entusiasmo
    Forse sarà solo un sogno di mezza estate, ma se questa fosse una squadra che finalmente riuscisse a riportare l’entusiasmo tra i tifosi? Metti che Moore, a forza di tirare, conquisti il titolo di miglior realizzatore a suon di ventelli, metti che Bertone si riveli come o più forte di Musso, metti che Irvin sia quel tipo di giocatore che non si fa notare troppo in campo ma che si rende utile in ogni voce statistica, metti che Omogbo, zitto zitto, riesca a tenere la doppia cifra di media a rimbalzo, metti che Mika riesca a tenere la doppia cifra, sia nei punti che nei rimbalzi, metti che Monaldi capisca che il ruolo di play gli calza a pennello, metti che i gradi di capitano trasformino Ceron in un giocatore continuo, metti che Ancellotti tiri fuori una stagione che ti faccia dire: “Ma perché non ha mai giocato finora in serie A?”, metti che finalmente dal settore juniores biancorosso esca un giocatore come Serpilli, in grado di tenere il campo in serie A, metti che almeno la metà di queste cose si avverino e tu sei rimasto a casa, non te lo perdoneresti mai.
  8. Soldi
    Lo mettiamo ogni anno in questo decalogo, ma è innegabile che, nonostante il piccolo aumento e l’introduzione della giornata biancorossa, fare l‘abbonamento vi fa risparmiare soldi, vi consente di poter saltare qualche partita senza doverci rimettere, vi evita di presentarvi al botteghino nelle freddi domeniche invernali e vi permette di arrivare in ritardo di qualche minuto, consapevoli che il vostro posto non ve lo toglie nessuno.
  9. Adriatic Arena
    In attesa che arrivi una nuova denominazione, che porterebbe con sé anche qualche soldino nelle casse biancorosse, il palazzone della Torraccia continuerà ad essere chiamato Adriatic Arena e, dopo la chiusura per lavori dell’hangar di viale dei Partigiani, rimarrà l’unica sede a disposizione della Vuelle, che nella palestra nord dell’impianto disputerà i suoi allenamenti settimanali. Sarà dispersiva, sarà troppo grande, non garantirà l’effetto bunker, ma al suo 21esimo anno d’attività l’Adriatic Arena rimane ancora uno dei più bei palazzetti d’ Italia ed è sempre un piacere giocarci dentro.
  10. Rookies
    Cosa hanno in comune O.D. Anosike, Elston Turner, Marc Trasolini, Trevor Lacey, Semaj Christon e Landry Nnoko? Erano tutti rookies quando sono arrivati a Pesaro e dopo aver dimostrato tutto il loro valore in riva al Foglia, hanno aumentato il conto in banca, firmando contratti ben più onerosi in giro per l’Europa o per il mondo. Quest’anno saranno ben quattro i rookies in maglia Vuelle e tra di loro si potrebbero nascondere almeno un paio di potenziali perle, pronte a dare il meglio di sé, con lo scopo di monetizzare la stagione successiva. In un mondo perfetto, sarebbe bello se quelli bravi rimanessero dalle nostre parti, ma qui vi vogliamo dare dieci motivi per farlo l’abbonamento, non uno per non farlo.
  11. Orgoglio
    Perché in fin dei conti “Noi siamo Pesaro” punto e basta.

Con la presentazione odierna della campagna abbonamenti 2017-18, la Victoria Libertas entra ufficialmente nella nuova stagione, l’obiettivo è sempre quello: salvarsi il prima possibile, consci delle mille difficoltà che si incontreranno nei 221 giorni, che separano il primo ottobre (prima giornata) dal 9 maggio (ultimo turno), sette mesi in cui non ci si dovrà abbattere alle prime difficoltà e continuare a cercare le risorse economiche per risalire la china, non sarà facile, ma da qualche parte bisognerà pure “iniziare”.

Per prezzi e modalità di acquisto guardare le foto qui sotto:

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