Rof, Il viaggio a Reims va in archivio lasciando in eredità voci importanti e il trionfo di Roberto Lorenzi

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17 agosto 2017

Roberto Lorenzo si gode il trionfo-bis dopo Medaglie incomparabili

Roberto Lorenzo si gode il trionfo-bis dopo Medaglie incomparabili

PESARO – Arrivederci ragazzi! Il viaggio a Reims firmato Emilio Sagi è andato in archivio, chissà se definitivamente, confermando anche nella rappresentazione di mercoledì la straordinaria bontà del lavoro dell’Accademia Rossiniana diretta dal maestro Ernesto Palacio che ha preso il posto del compianto Alberto Zedda, al quale è dedicato il seminario di studi.

Al termine della rappresentazione, il pubblico che ha gremito il Teatro Rossini (solo due posti liberi in platea, forse spettatori che hanno acquistato il biglietto, ma non si sono presentati; tutti i palchi occupati; una quindicina di appassionati in loggione) ha riservato più di 6 minuti d’applausi a tutti i protagonisti. I più applauditi il direttore Michele Scotti e con lui la Filarmonica Gioachino Rossini, il tenore Oscar Oré (Cavalier Belfiori) e il basso-baritono Roberto Lorenzi (Don Profondo), il trionfatore de Il viaggio 2017.

Grande accoglienza anche per alcune voci femminili, da Noluvuyiso Mpofu (Madama Cortese) a Beatriz De Sousa (Corinna) a Martiniana Antonie (Marchesa Melibea).

Che poi siano soprattutto cantanti stranieri, poco importa. L’Accademia e il Rof sono cittadini del mondo.

Prima di entrare nel merito, chiedo scusa di una dimenticanza: alla prima di lunedì, come già gli anni scorsi da quando è assessore alla cultura… d’accordo, alla bellezza, era presente Daniele Vimini che ha seguito Il viaggio in compagnia del sovrintendente Gianfranco Mariotti. Una presenza che gli fa onore. Troppo facile partecipare alle prime e alla serate di gala. Avevo dimenticato di scriverlo dopo la recita di lunedì, lo faccio oggi:  l’assessore Vimini merita un bel bravo!

L’applausometro è entrato presto in azione, trovando gli spettatori – felici e quindi molto buoni – pronto ad applaudire tutti.

Nel nostro applausometro, grandi ovazioni per il duetto Corinna-Belfiore, con Oscar Oré a fare il mattatore, anche con una spaccata degna di un ballerino per conquistare il cuore della poetessa. Oré ci era piaciuto già nel concerto finale, quando aveva dato vita con Noluvuyiso Mpofu al duetto Comtesse-Comte da Le Comte Ory. Ci è piaciuto, molto, anche mercoledì, anche se apprezziamo di più la dolcezza e la tecnica di Alasdair Kent (Belfiori lunedì), che pure ha meno potenza vocale. In ogni caso, il Rof ha proposto due tenori dei quali sentiremo parlare molto in futuro, magari qui a Pesaro.

Lunedì avevamo applaudito Roberto Lorenzi, già bravo nell’Aria di Don Basilio “La calunnia” nel concerto finale dell’Accademia. Non ci era piaciuta solo la caratterizzazione delle nazionalità, in particolare la tedesca e la russa. Forse, però, siamo condizionati dalla perfezione di Ruggero Raimondi in quella che è una delle pagine più belle della storia del Rof: Medaglie incomparabili. Non è per caso che il libro sulla storia dei primi vent’anni del Rof abbia proprio questo titolo.

Lorenzi, che rispetto alla prima recita ha cantato con straordinaria padronanza e grandissimo controllo, esibendo una voce che trova rari confronti, ha le carte in regola per entrare a fare parte di questa bellissima storia. Magari per i prossimi vent’anni. Complimenti e auguri.

Faccio mia l’opinione di un grande appassionato che gira i teatri italiani a seguire le opere di Mozart e Rossini ed è rimasto incantato da… Noluvuyiso Mpofu. “Ma che bella voce! E mi è piaciuta molto anche Martiniana Antonie”. Tutto ciò dopo aver fatto i complimenti, durante l’intervallo, a Sofia Mchedlishvili, impeccabile, anzi di più, Folleville la prima recita. Abbiamo colto l’occasione per realizzare un’intervista con la brava cantante georgiana; la pubblicheremo entro il fine settimana.

Ci piace aggiungere un nome: Michael Borth, che anche nella seconda rappresentazione è stato impeccabile Barone di Trombonok. Appuntamento alla prossima edizione con Il viaggio a Reims che, come anticipato più volte, avrà un’altra regia, a cura di Babilonia Teatri, che per sua fortuna potrà contare sulla musica, divina, di Gioachino Rossini. Una garanzia prima ancora di incominciare.

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