Rof, il concerto di Abdrazakov e l’ultima de Le siège de Corinthe, un grande sabato, ma anche un omaggio a Barcelona

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18 agosto 2017

Ildar Abdrazakov

Ildar Abdrazakov

PESARO – Un sabato 19 agosto ricchissimo per il Rossini Opera Festival che s’accinge a vivere gli ultimi giorni dell’ennesima edizione di grande successo.

Alle ore 15.30 nel Teatro Rossini il basso russo Ildar Abdrazakov canterà musiche di Verdi, Mozart e Rossini al fianco della Filarmonica Gioachino Rossini diretta da Iván López-Reynoso.
In programma, di Verdi, il Preludio e l’Aria di Attila “Mentre gonfiarsi l’anima”; l’Aria di Filippo “Ella giammai m’amò” da Don Carlo; il Preludio e la Scena “Che vegg’io” e Cavatina di Silva “Infelice! …e tuo credevi” di Ernani. Di Mozart saranno proposte la Sinfonia di Così fan tutte e, da Don Giovanni, l’Aria di Leporello “Madamina! Il catalogo è questo” e la Canzonetta di Don Giovanni “Deh vieni alla finestra”. Quanto a Rossini, saranno proposte, da Semiramide, la Sinfonia e la Scena “Il dì già cade” e Aria di Assur “Deh… ti ferma… ti placa… perdona”.

Ildar Abdrazakov ha vinto nel 2000 il Premio Maria Callas International Television Competition. L’anno successivo ha debuttato al Teatro alla Scala. È ospite abituale dei maggiori teatri del mondo, tra cui il Metropolitan di New York, la Wiener Staatsoper e la Bayerischer Staatsoper. Si è esibito ai BBC Proms e alla Carnegie Hall di Londra e con orchestre di livello internazionale quali la Chicago Symphony e i Wiener Philharmoniker. Tra i numerosi ruoli principali che ha interpretato, segnaliamo Figaro nelle Nozze, Don Giovanni e Leporello nel Don Giovanni, Méphistophélès nel Faust di Gounod, Selim nel Turco in Italia, Banqonel Macbeth e i ruoli del titolo nel Principe Igor di Borodin e in Attila. Dal 2007 è ambasciatore dello Zegna & Music Project, iniziativa filantropica fondata dalla casa di moda Ermenegildo Zegna per la promozione della musica e dei suoi valori.

Al Rossini Opera Festival ha interpretato Stabat Mater nel 2001, Il Turco in Italia (Selim) nel 2002, Semiramide (Assur) nel 2003 . Alle ore 19, Adriatic Arena, ultima rappresentazione de Le siège de Corinthe firmata da La Fura dels Baus con le idee di Carlus Padrissa. Una regia catalana che consente di rivolgere un pensiero, un omaggio a Barcelona che ha vissuto ore tragiche.

Nino Machaidze (Palmyra) e Luca Pisaroni (Mahomet II) in una bella foto di Amati e Bacciardi

Nino Machaidze (Palmyra) e Luca Pisaroni (Mahomet II) in una bella foto di Amati e Bacciardi

L’opera è molto bella, anche se non a tutti è piaciuta la regia. Ci sta, visto che chi ha idee diverse spesso si scontra con le nostalgie tradizionaliste. La musica è bellissima, con parti esaltanti. E le voci, da Luca Pisaroni (Mahomet II) a Nino Machaidze (Pamyra), da John Irvin (Cléomène) a Sergey Romanovsky (Néoclès), da Carlo Cigni (Hiéros) a Xabier Anduaga (Adraste), da Iurii Samoilov (Omar) a Cecilia Molinari (Ismène), tutte di altissimo valore, con la magnifica sorpresa di Romanovsky. Il direttore Roberto abbado è un’assoluta garanzia, mentre L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso si sono rivelati scelte vincenti.

Sabato sera sarà un’occasione per l’ennesimo applauso, con l’augurio di rivedere presto, a Pesaro o altrove, un’opera così bella.

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