Rof, lo Stabat Mater chiude i giorni più belli. Cosa sarebbe Pesaro senza Gioachino Rossini?

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21 agosto 2017

L'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista dello Stabat Mater che chiude il XXXVIII Rof (Foto Amati Bacciardi)

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista dello Stabat Mater che chiude il XXXVIII Rof (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Si può essere felici e tristi allo stesso tempo? Sì. Felici se si ha il piacere di andare al Teatro Rossini ad assistere allo Stabat Mater. Sì. Tristi perché lo Stabat Mater chiude il 38° Rossini Opera Festival e da mercoledì Pesaro sarà sicuramente più povera.

Mancherà tanto, anzi mancherà tutto del Rof, dagli orchestrali che – strumenti in mano – raggiungono i teatri, dai cantanti che girano in città portando un’atmosfera unica, resa ancor più internazionale dalla presenza di un pubblico cosmopolita.

Rossini ha aperto a Pesaro le porte del mondo e il mondo lo ha ripagato venendo a Pesaro.

Ogni tanto mi assale un dubbio, che diventa un incubo: come sarebbe l’agosto pesarese se Rossini fosse nato a… magari a Lugo o nella vicina Rimini.

Un grazie immenso a Giuseppe Rossini, detto Vivazza, romagnolo di Lugo, che sposando l’urbinate Anna Guidarini formò famiglia qui. Fosse rimasto in Romagna, oggi si sarebbe a scrivere di un gruppo d’appassionati pesaresi andato a… ad assistere a…

O magari nessuno avrebbe avuto l’idea di Gianfranco Mariotti, cara anche al maestro Mario Melani, e dato vita al Rof, che è un’eccellenza anche come acronimo; un marchio subito vincente.

Nella mia carriera ho avuto la fortuna di viaggiare tanto, visitando l’intera Europa e anche di recente in viaggi meno comodi ho conosciuto persone che ignorano dove è Pesaro. Ignoravano, potrei aggiungere, perché quando ho detto che è la città natale di Gioachino Rossini, il loro volto si è illuminato. Si può non essere melomani appassionati e non avere mai messo piede in un teatro d’opera, ma chi non conosce Il barbiere di Siviglia, chi non ha imparato fin da giovane “La calunnia è un venticello” o “Largo al factotum della città”?

Che Rossini sia nato il 29 febbraio è un ulteriore segno del destino, l’annuncio che il figlio di Giuseppe, dipendente della municipalità, e di Anna, la figlia del fornaio trasferitosi a Pieve di Cagna, sarebbe stato speciale.

Specialmente per Pesaro, che s’accinge a salutare la 38esima edizione del Rof e pensa già alla prossima, ma anche al 2018, 150° anniversario della morte del Cigno, avvenuta in Passy il 13 novembre 1868.

Il Rof 2017 saluta con una delle pagine più belle di Rossini. Ora, è difficile stilare la classifica delle musiche rossiniane, perché si rischierebbe di fare un podio di 100 gradini, ma non credo sia una bugia che lo Stabat Mater è una delle composizioni più amate.

Lo Stabat Mater è andato in scena 12 volte

1981: La prima rappresentazione avvenne il 2 settembre 1981, in Cattedrale, quando Alberto Zedda – che è la storia del Rof – diresse Elvidia Ferracuti, soprano; Evghenia Dudenkova, mezzosoprano; Paolo Barbacini, tenore; Enrico Fissore, basso, The British Choir Abroad e l’Orchestra Rossini Opera Festival. Nell’occasione fu eseguito anche lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. Era la seconda edizione del Rof.

1982: ancora Zedda, ma con Daniela Dessì, Martine Dupuy, Dano Raffanti e Samuel Ramey.

1983: stesso cast.

1984: con lo Stabat Mater di Vivaldi interprete Bernadette Manca di Nissa, mentre a Daniela Dessì s’aggiunsero Raquel Pierotti, Aldo Bertolo e Boris Martinovic.

1987: Susan Dunn, Marilyn Horne, Chris Merritt, Simone Alaimo, direttore Giuseppe Sinopoli.

1994: direttore Gianluigi Gelmetti con la Radio-Sinfonieorchester di Stoccarda e i Cori da Camera di Praga e il Coro Filarmonico di Varsavia e Anna Caterina Antonacci, Gloria Scalchi, Marcello Giordani e Roberto Scandiuzzi.

2001: un cast stellare: Ermonela Jaho, Daniela Barcellona, Juan Diego Florez e Ildar Abdrazakov.

2005: sul podio Alberto Zedda a dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; e le voci di Elizaveta Martrirosyan, Marianna Pizzolato, Francesco Meli e Ugo Guagliardo.

2006: con Zedda e l’orchestra bolognese, Darina Takova, Anna Bonitatibus, Dmitry Korchak e Michele Pertusi.

2008: Alberto Zedda dirige Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Coro da Camera di Praga, Daniela Barcellona, Julia Lezhneva, Mirco Palazzi e Celso Albelo.

2010: sul podio Michele Mariotti con l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, Marina Rebeka, Marianna Pizzolato, Mirco Palazzi e Antonino Siragusa.

2015 ancora Michele Mariotti, i musicisti e coristi bolognesi e le voci di Yolanda Auyanet, Anna Goryachova, René Barbera e Nicola Ulivieri.

2017: Nel cast protagonista alle ore 20.30 di martedì 22 agosto nel Teatro Rossini, Salome Jicia e Dmitry Korchak (quest’anno applauditi protagonisti di Torvaldo e Dorliska), Erwin Schrott, l’anno scorso Selim ne Il Turco in Italia, ed Enkelejda Shkoza, mezzosoprano albanese che esordì al Rof 21 anni fa (Ernestina ne L’occasione fa il ladro, quindi nel 1997 in Moïse et Pharaon (Marie); Emilia nell’Otello del 1998, Marchesa Melibea ne Il viaggio a Reims 1999, quando cantò anche nella Petite Messe Solennelle.

A dirigere l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Sarà Daniele Rustioni, applaudito ne La pietra del paragone. Lo Stabat Mater sarà preceduto dall’esecuzione del Preludio religioso dalla Petite Messe Solennelle, orchestrato da Alberto Zedda, in omaggio alla memoria del grande Maestro cui è stata dedicato il ROF 2017.

Diretta video in Piazza del Popolo

Come è ormai consuetudine, il concerto finale sarà trasmesso in diretta in piazza del Popolo, in collaborazione con il Comune .

L’occasione per la composizione dello Stabat Mater – ricorda l’Ufficio Stampa del Festival – si presentò durante un viaggio in Spagna che Rossini aveva intrapreso nel 1831 al seguito di un amico banchiere, il marchese Alejandro Maria Aguado. A Madrid incontrò l’arcidiacono della città, Don Francisco Fernandez de Varela, il quale insistette per ottenere da lui uno Stabat Mater. Rossini ritornò a Parigi e si accinse alla composizione dell’opera: ne completò sei pezzi nel 1832, mentre i rimanenti sei vennero composti da un compagno di studi alla scuola di Padre Mattei, Giuseppe Tadolini. In questa forma lo Stabat Mater venne eseguito il Venerdì Santo del 1833 nella Cappella di San Felipe el Real a Madrid. Nel 1841 Rossini riprese in mano la partitura, la rivedette, la completò e compose quattro brani in sostituzione dei sei scritti da Tadolini dieci anni prima. La prima esecuzione pubblica della versione finale ebbe luogo al Théâtre Italien di Parigi il 7 gennaio 1842. L’opera riscosse un successo straordinario.

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