Rof, anche Margarita Gritskova esalta il… Russia Opera Festival

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22 agosto 2017

Margarita Gritskova e Ivan Demidov fotografati da Amati e Bacciardi

Margarita Gritskova e Ivan Demidov fotografati da Amati e Bacciardi

PESARO – Chiamarlo… Russia Opera Festival non è un azzardo, dopo una XXXVIII edizione caratterizzata dalle tante voci – una più bella dell’altra – che hanno impressionato spettatori e critica e confermato la bontà delle scelte di Ernesto Palacio, direttore artistico del Festival, a sua volta tenore, quindi grande intenditore delle parti vocali, che sono quelle che più attraggono gli spettatori.

Lunedì pomeriggio, nell’Auditorium Pedrotti erano convenuti molti russi. Te ne accorgevi ascoltandoli, soprattutto quando un giovane spettatore ha urlato qualcosa a Margarita Gritskova, protagonista dell’ultimo Concerto di Belcanto. In molti si sono voltati, sorridendo.

Margarita, mezzosoprano di San Pietroburgo, osservata attentamente dal sovrintendente Gianfranco Mariotti e da Ernesto Palacio, seduti in prima fila nella balconata sinistra, ha presentato un programma molto intrigante, comprendendo alcuni dei brani più famosi prodotti dall’inesauribile vena del Cigno di Pesaro.

Intanto, l’apertura – Recitativo e Cavatina di Tancredi “Oh patria!… Di tanti palpiti” – ha fatto ravvivato la memoria, facendoci ricordare di Lucia Valentini Terrani e Daniela Barcellona, protagoniste di “palpiti” indimenticabili.

Margarita Gritskova ha cantato con grande padronanza e interpretazione personale. Dopo l’Aria “L’iniquo voto di Mikhail Ivanovic Glinka, compositore suo connazionale, è ritornata a Rossini, con due cavatine famosissime: quelle di Rosina – “Una voce poco fa” – da Il barbiere di Siviglia e di Isabella – “Per lui che adoro” – da L’italiana in Algeri.

Ad accompagnare il mezzosoprano, l’eccellente pianista Ivan Demidov, russo nato a Chirchiq, in Uzbekistan, diplomatosi con lode nel famoso Conservatorio Rimskij-Korsakov di San Pietroburgo. Demidov ha suonato Souvenir d’une Mazurka di Glinka, protagonista con Rossini dell’apprezzato concerto.

Quindi Margarita Gritskova ha cantato “Nacqui all’affanno, e al pianto… Non più mesta”, il rondò da La Cenerentola, proponendo un’interpretazione molto intensa.

Quindi di nuovo Glinka, prima con le Variazioni sopra un tema de L’usignolo di Aljab’ev che hanno scatenato l’applauso per il pianista, poi con l’Aria di Ratmir “I zhar i znoy s’menila notschi ten” da Ruslan e Ljudmila. I russi in sala hanno applaudito con grande passione e Margarita ha ricevuto il primo omaggio floreale.

L’ultima parte è stata dedicata ancora a Rossini, con la cavatina di Sigismondo “Non seguirmi… omai t’invola” e con il rondò di Elena “Tanti affetti” da La donna del lago.

Affetti ricambiati con tanti applausi e da un doppio omaggio floreale a Margarita e Ivan, che hanno allungato la serie di russi protagonisti nel Rossini Opera Festival.

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