52° trofeo Luigi Fagioli, domina Scola, importante vittoria del pergolese Sbrollini. Le FOTO

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23 agosto 2017

GUBBIO – Il giovane Domenico Scola ha trionfato nella 52° edizione del Trofeo Fagioli, andato in scena lo scorso week-end a Gubbio. Il cosentino con la sua Osella FA30 motorizzata Zytek, bissa il successo della passata edizione e allunga nella classifica del Campionato Italiano Velocita’ Montagna ( C.I.V.M.) del quale la gara eugubina era la nona prova. Grande soddisfazione per gli uomini del Comitato Eugubino Corse Automobilistiche, che come sempre hanno messo in scena una delle gare più belle e seguite del panorama nazionale.Grande l’affluenza del pubblico che fin dalle prove di sabato ha fatto il tifo per i loro beniamini, occupando le zone autorizzate lungo i 4.150 metri, che in un scenario suggestivo attraverso la Gola del Bottaccione portano alla Madonna della Cima.
Alle spalle di Scola, nipote del leggendario omonimo nonno, che è stato per oltre quaranta anni uno de più grandi interpreti di questa specialità, si è classificato un’altro Domenico, il catanese Cubeda, anche lui a bordo di una Osella FA 30 Zytek. Cubeda che veniva da due vittorie, in gare non titolate,  è arrivato a Gubbio per proseguire la sua esperienza con la nuova impegnativa vettura. I risultati gli stanno dando ragione e senz’altro il driver siciliano sarà ancora protagonista nei tre appuntamenti finali del campionato.
Sull’ultimo gradino del podio è salito il sardo Omar Magliona con la francese Norma FC20 Zytek. Magliona figlio d’arte, ha pagato forse problemi di set up alla sua Norma dotata degli pneumatici Pirelli, qui a Gubbio meno performanti degli inglesi Avon che equipaggiano le due Osella che lo precedono. Vera Guest Star della gara eugubina è stato Davide Valsecchi, l’ ex tester Lotus F.1 e Campione Mondiale GP2 nel 2012, ora esuberante e tecnico commentatore dei GP per Sky, che dopo aver ricevuto venerdi il prestigioso Trofeo Barbetti, sabato e domenica è sceso in “pista”. Il driver lombardo si è subito distinto a bordo una Mini Cooper S, in una specialità per lui sconosciuta, conquistando un brillante terzo posto nella categoria” Racing Start+”, riservata a vetture vicine alla normale produzione di serie. Valsecchi ringraziando gli organizzatori per l’opportunità offertagli, ha avuto parole di apprezzamento per l’ambiente delle salite, reso ancora più interessante dal contesto unico della gara di Gubbio.
Una grande performance anche quella del pergolese Marco Sbrollini, che ha fatto volare la sua sempre ammiratissima Lancia Delta Integrale Evo, scaricando gli oltre 500cv del suo nuovo motore,  montato alla vigilia della gara, ottenendo una importante affermazione che gli permette di ipotecare seriamente il titolo nella categoria E1. Parzialmente deluso Ferdinando Cimarelli, l’altro driver della Città dei Bronzi, in lotta con Sbrollini per il titolo della “E1″, si è visto superare  dalla sorprendente Peugeot 308 del giornalista Emiliano Perucca.Un terzo posto che allontana Cimarelli e la sua stupenda Alfa Romeo 156 D2 ex- Superturismo da Sbrollini, anche se nulla è perduto, quindi un duello tutto di “casa nostra” che si protrarrà più avvincente che mai fino all’ ultimo appuntamento di Pedavena.Discrete anche le prestazioni degli altri due pesaresi in gara, ancora da Pergola Maurizio Contardi con la sua Honda Civic 1.6 di Gruppo E1, nella top ten della sua classe di cilindrata. Podio sfiorato per il fornaio “volante” Gabriele Giardini, il pilota di Fossombrone con la sua Citroen Saxo 1.6 di Gruppo N, da sempre protagonista a Gubbio, può essere comunque soddisfatto della suo risultato, tenendo presente che per impegni di lavoro disputa solo le gare nelle
vicinanze, a differenza di chi lo ha preceduto. Archiviato  l’ennesimo successo gli organizzatori del Comitato Eugubino Corse Automobilistiche,  sono già al lavoro per preparare la 53° edizione della loro gara, intitolata al grande pilota osimano Luigi Fagioli, uno degli eroi dell’epoca d’ oro delle corse, conoscendoli c’è “solo” da aspettare il prossimo agosto per lo spettacolo della “Montecarlo” delle salite.
LE FOTO DI ALDO IACUCCI

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